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stampa AGOSTO 2005 |
30 agosto 2005
Crisi in Regione Lombardia: la Lega tiri fuori i fascicoli dai cassetti e si torni a votare
Dichiarazione di Marcello Saponaro , consigliere regionale dei Verdi
La Sanità rappresenta i 2/3 del bilancio regionale. Se i due terzi del bilancio – come dice l'Assessore Cè – sono gestiti da comitati di potere, anziché nell'interesse dei cittadini, la Lega Nord non può far altro che tirar fuori i fascicoli dai cassetti e abbandonare la maggioranza.
Cos'altro può fare la Lega Nord ? Tornare in Giunta, tacitarsi e dimostrare di essersi accontentata delle briciole di potere? Oppure trarre le conseguenze fino in fondo delle sue dichiarazioni e abbandonare la maggioranza di Centro Destra, ma solo dopo aver dimostrato la veridicità delle pesanti affermazioni del suo Assessore.
Di fronte allo sbando politico e la paralisi amministrativa di questi mesi, la soluzione più vicina agli interessi dei cittadini lombardi è che si torni a votare.
26 agosto 2005
Lite FI – Lega Nord: ma ai lombardi qualcuno ci pensa?
Non che ci impressionino le bordate che (forse solo) a mezzo stampa si stanno scambiando Lega Nord e Forza Italia in Lombardia. Non che ci piaccio uno scenario neo-consociativo o post-democristiano nel futuro del Paese. Qui, Milano, Lombardia, si dovrebbe, però, parlare d'altro, principalmente.
Terrorismo internazionale, crisi occupazionale, emergenza idrica, politiche agricole e industriali da sostenere con progetti e idee, politiche energetiche, sostenibilità ambientale, sono argomenti che purtroppo fanno solo da sfondo all'esibizione di muscoli che Forza Italia e Lega Nord sfoggiano nel duello estivo.
E, invece, in 4 mesi (5 dai comizi elettorali) il Consiglio Regionale si è occupato solo di peppole e fringuelli, le specie cacciabili in deroga per accontentare la lobby della caccia.
I Verdi richiamano il Centro Destra al senso dello stato. Mai avremmo pensato di dover spronare Giunta e maggioranza a trovare concordia e unità d'intenti, ma la paralisi attuale produce solo un silenzio assordante che ci pare essere la risposta peggiore ai bisogni dei cittadini.
Meglio sbagliare facendo che restare immobili attendendo lo sfascio sociale.
Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro
Consiglieri regionali lombardi dei Verdi
26 agosto 2005
Saponaro scrive a Elkann: la Fiat “guidi” l'innovazione ecologica dell'auto
Il Consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro risponde alle dichiarazioni del Dott. Lapo Elkann, vicepresidente Fiat, sull'insopportabilità dei politici proprietari di auto straniere con una lettera indirizzata alla casa torinese.
Saponaro concorda con Elkann sul dovere di rappresentanza e di promozione degli interessi nazionali dei politici italiani, dovere che si espleta anche con l'acquisto di automobili italiane.
Nel contempo Marcello Saponaro , che ha avuto anche un colloquio telefonico con Lapo Elkann, difende la sua recente scelta per l'acquisto di un'automobile straniera a motore ibrido, ma si è trattato di una scelta obbligata in quanto la Fiat non dispone di automobile simile. “Di fronte agli ancora scarsi distributori a metano, - scrive Saponaro al Vicepresidente della Fiat - all'inesistenza di quelli a idrogeno (non ne faccio certo una colpa a lei, ma a Roberto Formigoni si!) e alla necessità di sviluppare il mercato dell'elettrico, il modello ibrido mi è sembrata la migliore scelta.”
Saponaro invita quindi Elkann ad impegnarsi per implementare il segmento delle automobili a carburante alternativo, così da contribuire ad un progetto di modernizzazione ecologica e tecnologica e realizzare così un'impresa pari se non maggiore a quella intrapresa dal Suo nonno.
25 agosto 2005
Saponaro a Elkann: la Fiat “guidi” l'innovazione ecologica dell'auto
Il Consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro risponde alle dichiarazioni del Dott. Lapo Elkann, vicepresidente Fiat, sui politici e le auto straniere con una lettera indirizzata alla casa torinese.
Saponaro concorda con Elkann sul dovere di rappresentanza e di promozione degli interessi nazionali dei politici italiani, dovere che si espleta anche con l'acquisto di automobili italiane.
Nel contempo Marcello Saponaro , che ha avuto anche un colloquio telefonico con Lapo Elkann, difende la sua recente scelta per l'acquisto di un'automobile straniera a motore ibrido, ma si è trattato di una scelta obbligata in quanto la Fiat non dispone di automobile simile. Saponaro invita quindi Elkann ad impegnarsi per implementare il segmento delle automobili a carburante alternativo, così da contribuire ad un progetto di modernizzazione ecologica e tecnologica e realizzare così un'impresa pari se non maggiore a quella intrapresa dal Suo nonno.
Riportiamo di seguito la lettera di Marcello Saponaro e le dichiarazioni di Lapo Elkann
LETTERA
Egregio Dott. Elkann,
Non le nascondo un certo disagio nel leggere le sue affermazioni sui politici che acquistano auto straniere. Non perché non le condivida in assoluto. Questa “pretesa” la ritengo, infatti il una forma di protezionismo accettabile. Il rappresentante istituzionale, parlo di coloro che ricoprono le più alte cariche del paese, ha un dovere di rappresentanza e di promozione degli interessi nazionali anche in un'Europa che vorrei sempre più unita.
Eppure, nonostante questo, ho recentemente acquistato un'automobile e ho scelto un'autovettura straniera. Giapponese per la precisione. Un modello ibrido benzina-elettrico che recupera molta dell'energia che normalmente viene dispersa per ricaricare batterie che concorrono al movimento. A mio avviso, un'accettabile mediazione tra ecologicità e praticità. Di fronte agli ancora scarsi distributori a metano, all'inesistenza di quelli a idrogeno (non ne faccio certo una colpa a lei, ma a Roberto Formigoni si!) e alla necessità di sviluppare il mercato dell'elettrico, il modello ibrido mi è sembrata la migliore scelta. Non ho quindi optato sulla base dell'eleganza del design, della potenza o della velocità. Ho scelto per la sostenibilità e per l'incentivazione ad una tecnologia di riduzione dei consumi e della dispersione energetica.
La mobilità sostenibile si potrà realizzare, infatti, diminuendo – certamente – il ricorso al mezzo privato che, oggi, non rappresenta più una scelta di libertà. Il traffico insostenibile di molte città deve perciò essere combattuto innanzitutto con più mezzi pubblici: efficienti e puntuali, elettrici e frequenti. Ma il mezzo pubblico non può rispondere a tutte le esigenze. La bicicletta, per esempio, potrebbe rappresentare un segmento ben più importante nella locomozione. Come in quei Paesi europei nei quali il ciclista non è abbandonato a se stesso sulla carreggiata delle automobili e dei camion. Anche il mezzo privato, l'autovettura, quella che Suo nonno ha reso un fenomeno di massa in Italia, quella che ha rappresentato la rinascita industriale della nazione e la nascita della classe media, rappresenterà pur sempre un importante mezzo di spostamento.
Allora La invito a osare di più, a credere maggiormente nella capacità innovativa e creativa dell'Italia e nelle possibilità di sviluppare tecnologie pulite, sempre più pulite, che ci aiutino a rendere le nostre città sempre più a misura d'uomo e lo sviluppo durevole per le generazioni future.
Auto blu a parte, che personalmente abolirei per il 90% dei casi, i “politici” hanno ben altro da fare che limitarsi a comprare automobili italiane. Devono promuovere un sistema della mobilità ecologica che consenta a chi acquista l'automobile a metano di rifornirsi entro pochi chilometri, a chi acquista auto a idrogeno a non vedersi smantellato l'unico distributore lombardo il giorno dopo l'inaugurazione e a chi acquista un'auto elettrica/ibrida di poterla acquistare italiana.
Le chiedo però di non sottrarsi ai suoi di doveri. La Sua responsabilità e il Suo potere sono ben più ampi di quelli della maggioranza dei politici. Li utilizzi per partecipare a quel grande progetto di modernizzazione ecologica e tecnologica che può rilanciare il paese anche dal punto di vista economico e industriale. Se riuscirà in questo avrà realizzato un'opera pari a quella di Suo nonno che permise a milioni di italiani di viaggiare su un'utilitaria sulla strada delle vacanze (allora ben più lunghe di oggi).
La ringrazio vivamente per l'attenzione e con l'occasione Le porgo i miei più distinti saluti
Marcello Saponaro
Consigliere regionale della Lombardia Gruppo Verdi
Agenzia
Dall'Agenzia Adnkronos del 25.08.2005 ore 14.26
“La Fiat -afferma Elkann- ha fatto del bene al Paese e continuerà a farlo, ma e' insopportabile vedere gente che ha cariche istituzionali a bordo di un'Audi o di una Bmw''. Con una doverosa eccezione: ''Il presidente Ciampi, quando e' andato ad Atene, ha fatto trasportare via mare una Maserati quattro porte pur di mostrarsi su un'auto nazionale''. Un operazione onerosa, ma che andava fatta, secondo Lapo Elkann. ''Ne valeva la pena, e non solo per l'impresa. Penso all'operaio che si fa un mazzo così per produrre belle auto e poi vede chi lo rappresenta a spasso su macchine straniere. La scorrettezza etica è nei suoi confronti”.
25 agosto 2005
Sanità: la Giunta Formigoni spaccia come investimento regionale
un finanziamento statale e ne snatura le finalità
Ennesimo bluff della Giunta formigoniana che, come già successo nel recente passato, sbandiera uno stanziamento di 18,7 milioni di euro per la riqualificazione di sette ambulatori pubblici milanesi tace ndo la vera provenienza ed il reale utilizzo dei fondi .
In proposito, i consigliere regionali dei Verdi Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi denunciano come incompleta e ingannevole l'informazione: “ Lo stanziamento è statale e non regionale come si vuole sottintendere , è complessivamente di circa 112 milioni di euro ed era finalizzato al progetto di riqualificazione e potenziamento dell'assistenza sanitaria a Milano. La Regione invece utilizza questi fondi per una manutenzione ordinaria che avrebbe dovuto effettuare con risorse proprie”.
“Il progetto originario di potenziamento dell'assistenza nella città di Milano”, sottolineano Saponaro e Monguzzi, “ è stato quindi via via snaturato in una serie di piccoli progetti di scarsa incidenza sul livelli qualitativi dell'assistenza sanitaria” .
Il Gruppo Verde chiederà un dibattito nella competente commissione sull'uso di questi fondi e dell'andamento del progetto di riqualificazione a suo tempo finanziato con una legge statale del 1998.
11 agosto 2005
Siccità: usciamo dall'emergenza, più prevenzione e meno deroghe
La Lombardia sta vivendo ormai da mesi in una situazione di emergenza siccità ricevendo dalla Regione solo misure palliative, disorganiche ed estemporanee. I laghi di Garda e d'Iseo sono scesi sotto il livello di guardia e registrano sessanta centimetri di acqua in meno rispetto alla media stagionale. Ancora 10 centimetri e il Mincio non riceverà più acqua dal lago di Garda, condannando così anche i laghi di Mantova . Il livello del Garda è a soli due centimetri dal minimo storico , toccato nel 2003: in quel caso però eravamo già a metà settembre. Il lago Sebino è pericolosamente vicino ai 30 centimetri sotto lo zero idrometrico, limite oltre il quale scatta il divieto di prelievo. Siamo insomma ad un passo dalla calamità naturale.
La prolungata siccità causa enormi danni a tutto l'ecosistema e a chi ha nei laghi e nei fiumi la risorsa fondamentale della propria attività economica: in primis gli agricoltori, ma anche gli operatori turistici.
Chiediamo alla Regione Lombardia di mettere finalmente in atto politiche ambientali in grado di prevenire le emergenze e di valorizzare la risorsa acqua , un bene sempre più prezioso ma ancora soggetto ad una gestione inefficiente e ad innumerevoli sprechi. Alcuni dati: il 20% dell'acqua potabile lombarda viene disperso nella rete idrica , contro il 13% in Europa e il 5% di Berlino; sul totale di acqua potabile procapite consumata ogni giorno, solo l'1,5% è usata per dissetarsi, mentre il 30% finisce nello sciacquone e un altro 30% nelle lavastoviglie e nelle lavatrici . Acqua, questa, spesso di migliore qualità di quella venduta come minerale!
E' necessario l'interazione tra Regione, le Associazioni degli Agricoltori, i Parchi fluviali e le Associazioni Ambientaliste, al fine di definire un Piano di interventi innovativi che consenta di:
individuare le aree idonee per la formazione delle casse di espansione per i fiumi e i corsi d'acqua che consentano di rallentare il deflusso dei corsi d'acqua in periodi di piena con rischi di alluvione, invasandola al fine di preservare la risorsa anche a fini irrigui;
censire tutte le cave in uso, dimesse e in via di autorizzazione ubicate in prossimità del perialveo, computando i volumi di acqua accumulabili a fini di utilizzo irriguo;
individuare le aree geologicamente stabili in area collinare e montuosa idonee alla formazione di bacini imbriferi di stoccaggio aziendale ed interaziendale ad uso irriguo e zootecnico;
prevedere finanziamenti adeguati per questi interventi incentivando le aziende per la creazione dei bacini aziendali.
Marcello Saponaro , Consigliere Regionale Gruppo Verdi
10 agosto 2005
Saponaro: Piazzale Loreto, i nervi scoperti della destra
Il Consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro ha partecipato questa mattina alla commemorazione della barbara esecuzione di 15 antifascisti in Piazzale Loreto , avvenuta 61 anni fa ad opera della Guardia Nazionale Repubblicana e della Muti su ordine dei nazisti.
Una cerimonia toccante che ha restituito alla città di Milano la memoria delle lotte e dei sacrifici di tanti antifascisti morti in nome della libertà.
Spiace l'assenza di esponenti di An, nonché il persistere di atteggiamenti di insofferenza e di tentativi di revisionismo strumentale nei confronti di manifestazioni che dovrebbero unire cittadini e politici nel nome della lotta contro la barbarie nazista e fascista.
An attacca un magistrato come Guido Salvini per saziare gli animi di chi, in quel partito, vuole attaccare la Resistenza e la lotta partigiana. Ancora una volta una parte di An si dimostra incapace di accettare la storia e di fare i conti col proprio passato , perdendo così l'ennesima occasione di pacificazione.
Una pacificazione che non significa lasciarsi alle spalle il passato in una nome di una riconciliazione che non distingue le ragioni di chi difendeva la libertà e di chi invece difendeva il regime . Noi vorremmo invece una pacificazione vera, conquistata in nome della condivisione dei valori antifascisti di libertà e democrazia che sono alla base della nostra Costituzione e della Repubblica Italiana .
Marcello Saponaro , Consigliere Regionale Verdi
9 agosto 2005
Saponaro: Piazzale Loreto, fermare chi semina odio
Il Consigliere regionale dei Verdi Marcello Saponaro parteciperà domani mattina alla commemorazione della barbara esecuzione di 15 antifascisti in Piazzale Loreto , avvenuta il 10 agosto 1944 ad opera della Guardia Nazionale Repubblicana e della Muti su ordine dei nazisti.
Con la loro esecuzione i capi nazisti volevano compiere un gesto di rappresaglia per l'esplosione di una bomba in viale Abruzzi. Furono scelti a caso, stipati su un autocarro, condotti a piazzale Loreto e qui uccisi all'impazzata. Le salme vennero lasciate ammucchiate a terra per tutto il giorno e fu impedito qualsiasi gesto di omaggio da parte della popolazione e dei parenti.
E' importante commemorare la strage di piazzale Loreto e ribadire la nostra fermezza nel condannare non solo l'orrore e il terrore che fascismo e nazismo hanno seminato in Italia, ma anche i tentativi di revisionismo storico fascista e la ripresa di temi e slogan che affondano le radici in una subcultura fatta di odio razziale, pregiudizi a-storici e ignoranza intollerante.
Una propaganda che trova , purtroppo, orecchie pronte ad ascoltare e braccia armate per colpire.
La Lombardia è stata oggetto in questi ultimi mesi di diversi episodi di matrice razzista che hanno visto come vittime stranieri, centri sociali o militanti di partiti politici di sinistra: questa inquietante escalation di atti violenti e pericolosi, e il disegno che sembra sotteso ad essa, ci preoccupa molto.
I partiti democratici, di ispirazione liberale o socialista, cattolica o ecologista, non possono più tacere . Il nazismo e il fascismo vennero sottovalutati e generarono il mostro che ancora oggi segna le nostre vite e il nostro futuro. Come la polizia non ha sottovalutato le violenze dei naziskin, la politica, la società civile e il mondo dell'informazione non sottovalutino gli slogan e la cultura che alimentano questa violenza. Prima che ci siano conseguenze più gravi.
8 agosto 2005
La politica ambientale di Formigoni è sempre più contraddittoria
Bertonico: via libera all'ennesima inutile centrale
Dalla Giunta e dal Governo uno schiaffo ai lodigiani
Servono più risparmio, efficienza, uso razionale dell'energia e più fonti rinnovabili
La politica ambientale della giunta Formigoni è sempre più sconcertante e contraddittoria . Mentre predispone un ambizioso piano quinquennale per il risanamento dell'aria, autorizza nuove, inutili e inquinanti centrali termoelettriche come quella da 750megawatt a Bertonico-Turano , in provincia di Lodi, che, grazie al parere positivo dato in luglio dalla Giunta lombarda, è stata autorizzata anche dalla Conferenza dei servizi del Ministero delle Attività produttive.
Formigoni non smentisce il suo stile : mentre tenta di accreditarsi come sensibile all'ambiente , mette la sua firma sotto provvedimenti destinati a mette re in ginocchio un territorio già gravato dalla centrale Endesa da 1500 megawatt di Tavazzano, che sarà presto potenziata, e che dovrebbe ospitare un'altra centrale a Spinadesco, nel cremonese ma molto vicina al lodigiano. Un territorio che non può sopportare l'impatto di un'ulteriore centrale . Una decisione che rappresenta uno schiaffo ai più elementari principi di democrazia e una beffa della pianificazione e del governo del territorio : questa è infatti una decisione piovuta dall'alto, noncurante della forte opposizione della Provincia di Lodi, dei comuni, delle parti sociali, delle associazioni agricole e ambientaliste e della Camera di commercio che, come i Verdi, vogliono difendere la vocazione agricola di alta qualità della zona.
La retorica della necessità energetica della Lombardia si regge su una arbitraria sovrastima dei consumi , smentita dagli stessi dati del Ministero delle Attività Produttive: il Piano energetico Regionale accredita un aumento annuo del 3,3% dei consumi energetici finali, ma i consumi reali registrati dal 2001 ai primi 5 mesi del 2005 , si sono mediamente attestati allo 0,6% annuo, mentre la stima ministeriale è ferma al 2,3% annuo. Invece delle centrali volute dal Pirellone, i Verdi sostengono il risparmio, l'efficienza e l'uso razionale dell'energia, oltre a maggiori aiuti alle fonti rinnovabili come il solare termico.
Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi, consiglieri regionali Verdi
5 agosto 2005
Piano Antismog: interventi deludenti e promesse senza copertura finanziaria Riscaldamento: per fortuna Formigoni esautora Zambetti
I Verdi: pronti a collaborare se ci saranno progetti concreti per la tutela ambientale e i soldi per realizzarli
Un Piano antismog autunno-inverno che non contiene un solo passo in avanti sul terreno della tutela ambientale e un Piano quinquennale fatto di promesse, senza copertura finanziaria, che i Verdi sottoporranno a verifica: ecco quanto partorito dalla Giunta Formigoni tra voci fuori coro e squilli di tromba. Mentre Formigoni orchestra l'ennesima campagna mediatica fatta di promesse altisonanti e prospettive di un futuro ricco e pulito, il povero Assessore Zambetti cerca di convincere i lombardi ad abbassare la temperatura dei termosifoni e aiuta le case automobilistiche a vendere di più. Una diacronia che nasconde l' ennesimo grande bluff di Formigoni , che peraltro ringraziamo per aver esautorato il suo assessore impedendo l'abbassamento delle temperature dei termosifoni : noi vogliamo combustibili puliti ed evitare di dover stare al freddo.
Un piano filosmog fatto di deroghe e consigli non vincolanti, ma soprattutto privo di incentivi per cambiare le caldaie inquinanti, per diminuire le emissioni industriali, per acquistare auto a carburante alternativo (a idrogeno, metano, ibride ed elettriche) e per implementare la rete di distribuzione di questi carburanti.
Un fermo programmato dei veicoli pieno di deroghe che si risolverà nel vietare la circolazione, per tempi minimi, a pochissimi mezzi: rischieremo di non poter distinguere tra un giorno di traffico bloccato e un giorno di ordinario inquinamento. In pratica un via libera allo smog e un' istigazione all'acquisto di auto inquinanti e non, invece, all'acquisto di auto ecologiche. E' poi ridicolo che la Regione Lombardia , la più inquinata d'Europa, preveda solo tre domeniche a piedi in un anno .
Cambiare le caldaie costerà di più. Si passa infatti da contributi economici a finanziamenti a tasso agevolato : in pratica se un cittadino vuole una caldaia più pulita, deve semplicemente pagarsela.
I Verdi aspettano con ansia il 2010 per verificare l'abbattimento al 50% del Pm10, l'obbligo dei filtri antiparticolato, l'implemento delle fonti rinnovabili e dei combustibili alternativi. Ma, conoscendo Formigoni, temiamo che restino solo promesse .
Se invece ci saranno progetti concreti e i soldi per realizzarli saremo i primi a collaborare.
Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi, consiglieri regionali Verdi
4 agosto 2005
Formigoni ascolti i cittadini di Offlaga. No a nuove centrali.
Nella produzione energetica la Lombardia è già autosufficiente. Servono invece più risparmio, efficienza, uso razionale dell'energia e più fonti rinnovabili
I Verdi sostengono la battaglia della cittadinanza di Offlaga, dei 42 sindaci del basso bresciano, della Provincia di Brescia e del Coordinamento dei comitati della bassa, contro la realizzazione della centrale termoelettrica di Offlaga , nel bresciano, e oggi partecipano al presidio di protesta davanti alla sede della Regione per convincere la Giunta a non approvare il progetto della centrale. I Verdi invitano Formigoni ad ascoltare i cittadini e a dire no all'ennesima, inutile e dannosa centrale .
Una mega-centrale termoelettrica bocciata dal Consiglio Comunale di Offlaga nel 2001 e dai cittadini, attraverso un referendum , nel 2002: contrari alla centrale risultarono l'88% dei votanti, con un'affluenza del 68%. Una mobilitazione che trovò concordi la cittadinanza, 35 sindaci del basso bresciano e il Coordinamento dei comitati della Bassa contro le centrali e che chiuse la questione. Fino al Decreto Legge Marzano , che ha annullato tutto lasciando alle istituzioni locali solo un ruolo consultivo e aprendo la strada alla riproposizione del progetto: una centrale di 800 Mw che libererà grandi quantità di ossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di carbonio e polveri sottili sopra la testa dei 3500 abitanti di Offlaga, dove il 70% della superficie è dedicata all'agricoltura
In campo energetico la Lombardia è già autosufficiente e quindi non servono tutte le nuove centrali previste dal Pirellone , come quella di Offlaga . I dati relativi ai consumi energetici su cui la Regione ha calcolato il numero di nuove centrali elettriche sono stati sovrastimati dal Pirellone . Nel Piano energetico regionale (Per) si accredita un aumento annuo del 3,3% dei consumi energetici finali. Un dato smentito dall'aumento dei consumi reali registrati dal 2001 ai primi 5 mesi del 2005 , che si sono mediamente attestati allo 0,6% annuo. La stima della Regione è smentita anche dal ministero delle Attività produttive che prevede un aumento nazionale medio del 2,3% annuo. Al posto di tutte le centrali volute dal Pirellone, i Verdi sostengono il risparmio, l'efficienza e l'uso razionale dell'energia, oltre a maggiori aiuti alle fonti rinnovabili come il solare termico. Per i Verdi serve inoltre un Tavolo unico per la programmazione dell'Offerta di Energia che fissi con criteri condivisi le stime sui consumi.
Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi , consiglieri regionali Verdi
4 agosto 2005
Piano Antismog
I Verdi: sono degli irresponsabili. Fermiamoli!
Speriamo davvero sia uno scherzo , perché in gioco c'è la salute dei cittadini . Se sarà approvato questo piano, l'inverno prossimo respireremo molto più smog del precedente e grazie al maggior freddo nelle case potremo ammalarci con molta più frequenza di influenza e malattie broncopolmonari.
E' un passo indietro rispetto al quasi nulla dello scorso anno.
Tre domeniche a piedi in un anno sono veramente una cosa ridicola , ma Zambetti ha superato se stesso riduce ndo addirittura gli orari : prima era dalle 8 alle 20, ora è stato ridotto dalle 9 alle 19. Inoltre si applicano le deroghe ai veicoli Euro4: in pratica un via libera allo smog e un'istigazione all'acquisto di auto inquinanti e non, invece, all'acquisto di auto elettriche o a bassa emissione.
Nelle eventuali giornate di targhe alterne potranno circolare le auto catalizzate e i motorini non catalizzati: praticamente tutti .
Vengono diminuiti gli incentivi per cambiare le caldaie. Si passa infatti da contributi economici a finanziamenti a tasso agevolato: in pratica se uno vuole una caldaia più pulita se la paga.
Ma la cosa più demenziale e irresponsabile è l'abbassamento della temperatura delle case a 18 gradi . In una città di bimbi e anziani come Milano si risparmierà di certo sul combustibile, ma spenderemo tutti molto di più per medicine, medici ed ospedali per curare le inevitabili malattie da raffreddamento.
Formigoni e Zambetti ci riportano all'Età della Pietra. Faremo l'impossibile per fermarli.
Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro , consiglieri regionali Verdi
3 agosto 2005
Serravalle: il controllo della Provincia è strategico
Reinvestire gli utili nel trasporto pubblico
I Verdi ribadiscono l'importanza del controllo pubblico della società Serravalle da parte della Provincia di Milano, che ha il compito, attraverso la Giunta e il Consiglio provinciale, di ridefinirne le strategie della mobilità provinciale, trasformandola da società autostradale in società operante nel settore della mobilità.
La Serravalle deve essere capace di governare il sistema della mobilità occupandosi finalmente anche di trasporti pubblici nell'area metropolitana milanese e non solo di autostrade e tangenziali.
Riteniamo che gli utili della società autostradale debbano essere reinvestiti nel trasporto pubblico, in interventi di mitigazione ambientale lungo le tangenziali, nell'info-mobilità e nella sicurezza autostradale.
Per questo i Verdi chiedono ai vertici della società e al nuovo socio di maggioranza, la Provincia , di ripristinare gli investimenti per la viabilità del Polo fieristico e per la messa in sicurezza dello svincolo di Cascina Gobba della Tangenziale Est.
Carlo Monguzzi, consigliere regionale Verdi
Pietro Mezzi, assessore alla Politica del Teritorio, Provincia di Milano
3 agosto 2005
Triplo attacco di Formigoni all'ambiente.
Centrale di Offlaga, a volte gli zombie ritornano
Piano di Risanamento dell'Aria, più deroghe e meno domeniche a piedi
Bosco di Gioia cancellato per far posto al nuovo inutile Polo Regionale
Nella Giunta di domani 4 agosto sarà approvato un Piano di Risanamento dell'Aria che è ancora più filo-smog di quello precedente, con più deroghe e meno domeniche a piedi , mentre fuori dalla Giunta manifesteranno i cittadini e i 42 sindaci bresciani contrari alla nuova centrale di Offlaga e i cittadini contro il taglio dei 200 alberi del Bosco di Gioia.
La Giunta Formigoni , sovrastimando arbitrariamente il fabbisogno energetico della Lombardia, insiste nel promuovere la realizzazione di mega-centrali , come quella termoelettrica di Offlaga , riproposta nonostante la contrarietà della Provincia e dei 42 sindaci del basso bresciano e nonostante la bocciatura del Consiglio Comunale e della grande maggioranza dei cittadini , che nel 2002 si sono espressi contro la centrale attraverso un referendum . Una centrale di 800 Mw che libererà grandi quantità di ossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di carbonio e polveri sottili sopra la testa dei 3500 abitanti di Offlaga, dove il 70% della superficie è dedicata all'agricoltura. I Verdi sostengono la battaglia contro la realizzazione della centrale, il cui progetto potrebbe essere sottoposto domani al vaglio della Giunta Regionale , per poi eventualmente passare all'esame della Conferenza dei servizi di Roma già dopodomani, 5 agosto. I Verdi invitano Formigoni ad ascoltare i cittadini e a dire no all'ennesima, inutile e dannosa centrale . Al posto di tutte le centrali volute dal Pirellone, i Verdi sostengono il risparmio, l'efficienza e l'uso razionale dell'energia, oltre a maggiori aiuti alle fonti rinnovabili come il solare termico. Per i Verdi serve inoltre un Tavolo unico per la programmazione dell'Offerta di Energia che fissi con criteri condivisi le stime sui consumi.
Marcello Saponaro e Carlo Monguzzi, consiglieri regionali Verdi
1 Agosto 2005
Moratoria centri commerciali: Nicoli Cristiani deve osare di più
Una moratoria sulle autorizzazioni per nuovi centri commerciali in Lombardia: la richiesta dei consiglieri regionali dei Verdi Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro , avanzata in un convegno ad hoc tenutosi in Regione il 22 luglio, è stata solo parzialmente recepita con una delibera di Giunta su proposta dell'Assessore al Commercio Nicoli Cristiani.
I Verdi avevano chiesto un blocco temporaneo delle autorizzazioni per fermare il proliferare di centri commerciali nelle province di Milano, Bergamo e Sondrio , dove hanno già superato ampiamente i limiti previsti dal Piano Triennale in materia di grandi strutture di vendita. La Giunta ha invece approvato solo qualche criterio più restrittivo sulle domande future: troppo poco.
Inoltre i nuovi criteri entrano in gioco solo dopo che siano stati superati del 50% i limiti fissati dal Programma triennale vigente: ciò significa che nella gran parte delle province lombarde (9 su 11) le cose continueranno come oggi . I nuovi criteri sono abbastanza restrittivi ma, in certe circostanze, potranno essere date autorizzazioni anche al di là del superamento del 50%. Le domande pendenti, inoltre, non sono soggette ai nuovi criteri.
I nuovi criteri valgono solo fino al 31 marzo 2006: se entro tale data non sarà approvato il nuovo Programma triennale, si ritorna ai semplici criteri attuali che non hanno saputo contenere la prolificazione dei Centri commerciali. Restiamo fiduciosi sull'operato dell'Assessore Nicoli Cristiani , che si è detto determinato a redigere il prossimo Piano triennale con termini più restrittivi e attenti alle reali necessità territoriali piuttosto che ai desideri degli speculatori edili, ma se non si interviene con una moratoria vera e anche sulle domande pendenti, il prossimo Piano arriverà, comunque, troppo tardi.
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