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Comunicati DICEMBRE 2002

23 dicembre 2002
LOTTA ALLO SMOG, PER I VERDI FORMIGONI E ALBERTINI IMPROVVISANO: NON SI PUO' CONTINUARE A NAVIGARE A VISTA, SERVE UNA PROGRAMMAZIONE DEGLI INTERVENTI
Dopo la brutta figura dei giorni scorsi, al presidente della giunta Formigoni suggeriamo di considerare la nostra proposta: un calendario di blocchi preventivi a cominciare da gennaio, invece che targhe alterne per una sola settimana, concertate peraltro solo con il sindaco di Milano e soprattutto dopo che Arpa ha detto chiaramente che mercoledì sono attese perturbazioni che abbasseranno i Pm10. Di smog si soffre e si muore anche in provincia di Milano e nelle altre aree critiche della Lombardia. In tema di lotta allo smog, per il capo della Regione più importante d'Italia, non è possibile continuare a improvvisare nel timore di scontentare qualcuno. Nel frattempo gli scontenti sono i polmoni di tutti.
L'attuale delibera regionale è debolissima e nei meccanismi sbagliata, e lo hanno riconosciuto pure alcuni esponenti del centrodestra, come l'assessore provinciale all'ambiente Luigi Cocchiaro che ieri ha chiesto l'introduzione di targhe alterne per tutto l'inverno. Crediamo siano più praticabili e velocemente attivabili interventi in parte già sperimentati, come l'articolato programma messo a punto dall'Emilia Romagna. E comunque non va dimenticato, e gli esperti su questo punto sono concordi, che l'unica via al momento percorribile per ridurre lo smog è quella della riduzione permanente del numero di auto in circolazione, soprattutto di quelle più inquinanti (non catalizzati, non ecodiesel). Attendere tanti giorni prima di prendere provvedimenti, come detta l'attuale delibera voluta da Formigoni, determina la quasi totale inefficacia delle misure stesse: e infatti tocca sempre sperare nel vento o nella pioggia per far calare gli inquinanti. Ma ai lombardi piace il sole e anche a noi, anche se non sempre ride.
E allora perché non prendere in considerazione un calendario stagionale di blocchi mirati e preventivi, come quello suggerito dai Verdi, che ha già riscosso un parere positivo da parte di alcuni amministratori lombardi, come quelli del comune di Sesto San Giovanni, di Pavia, di Brescia, della Provincia di Mantova?
Che l'attuale delibera regionale sia ampiamente inefficace dal punto di vista della tutela della salute, lo dimostrano i dati dei superamenti delle soglie di guardia dell'inverno scorso. A Milano e provincia secondo dati dell'Agenzia regionale di protezione ambientale (Arpa), dal 15 novembre 2001 al 30 aprile del 2002 il limite dei 50 micorgrammi per metro cubo è stato superato per ben 88 volte (la Direttiva europea prevede che tale limite nel 2005 non si superi per più di 35 giorni). Perché l'amministrazione regionale ci fa rivedere sempre lo stesso film? Oltre agli annunci mediatici servono più coraggio, lungimiranza e magari governare .

Carlo Monguzzi, Consigliere regionale dei Verdi
Maurizio Baruffi, Consigliere comunale Verdi - Milano
Pietro Mezzi, Consigliere provinciale Verdi - Milano


19 dicembre 2002
REVOCATO IL BLOCCO DELLE AUTO: MA L'ARIA E' PULITA?
CAMBIAMO PER FAVORE QUESTA DELIBERA TOTALMENTE INADEGUATA

Dopo alcuni giorni in cui abbiamo respirato smog a gogo, un pò di vento ieri ha abbassato i livelli delle polveri sottili. Da domani, come recita il comunicato dell'ARPA,l'inquinamento inizierà a risalire mantenendosi alto nei giorni successivi, ma i conteggi dei nove giorni per arrivare a qualche blocco ricominciano da zero
Grazie infatti alla geniale delibera di Formigoni nessun provvedimento verrà preso.
"La delibera dei nove giorni consecutivi, è una delibera aritmetica e bizantina, ha dichiarato Carlo Monguzzi consigliere regionale dei verdi, non si occupa dei rapporti tra l'inquinamento e la salute dei cittadini; è sempre più urgente cambiarla.
Se poi in Regione Lombardia si facesse anche della prevenzione, come in altre modestissime regioni, e non solo delle promesse, potremmo anche risolvere il problema."

17 dicembre 2002
SMOG, DIVIETI E ASSENZA DI PREVENZIONE:
PER I VERDI IL SOLITO COPIONE

A Milano si replica. Con puntualità scontata i milanesi si avviano a trascorrere di nuovo il Natale nel pieno dell'emergenza smog. L'incapacità assoluta di predisporre e attuare qualunque politica di prevenzione da parte dell'accoppiata Formigoni-Albertini si conferma anche quest'anno. E non potranno più ripetere la sceneggiata del Governatore pseudo ambientalista e del Sindaco pseudo rigoroso, perchè hanno esaurito il loro credito.
Chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati è l'unica costante delle amministrazioni regionale e comunale. Come Boldi e De Sica ci regalano ogni anno lo stesso film a Natale, Formigoni e Albertini iniziano la danza della pioggia. Speriamo che i milanesi si accorgano di essersi affidati a degli sciamani falliti.
Per i Verdi è indispensabile far partire dal primo gennaio fino a metà aprile di ogni anno un calendario di blocchi preventivi nelle aree critiche per le auto non catalitiche e non ecodiesel, sul modello di quanto sta già facendo la vicina Emilia Romagna. Le strade provinciali vanno inoltre inserite nelle aree critiche. Ma soprattutto è urgente rivedere, in senso molto più restrittivo, i contenuti della delibera regionale, che oggi regolamenta i blocchi della circolazione privata in caso di superamenti dei livelli inquinanti in modo troppo debole e insufficiente. I Verdi hanno pronta un'articolata proposta in tal senso, attuabile in breve tempo.

Carlo Monguzzi, Consigliere regionale dei Verdi
Maurizio Baruffi, Consigliere comunale di Milano dei Verdi
Pietro Mezzi, Consigliere Provinciale di Milano dei Verdi


12 dicembre 2002
TICKET: EMENDAMENTO AL BILANCIO REGIONALE
Lunedì, martedì e mercoledì della settima prossima si discuterà il bilancio regionale per l'anno 2003. Stiamo studiando - ha dichiarato il consigliere dei Verdi Carlo Monguzzi - un emendamento o un ordine del giorno che renda inefficace l'introduzione del ticket sui farmaci a cui siamo contrari.
Richiamiamo l'attenzione su alcune questioni:
1. Hanno mentito ai cittadini in campagna elettorale: Berlusconi promise di abbassare le tasse e Formigoni disse che sicuramente non avrebbe introdotto il ticket in Lombardia".
2. Nella prima seduta della Commissione d'Inchiesta sulla spesa sanitaria ci è stato consegnato un documento ufficiale della Giunta regionale lombarda, datato 6 dicembre'02, in cui è testualmente scritto" in questo periodo la Regione Lombardia ha deciso di non (la parola NON è sottolineata nel testo) introdurre il ticket". La stessa Giunta lo ha reintrodotto quattro giorni dopo.
3. Gran parte del deficit (più di 600 miliardi di lire) è dovuto al folle accreditamento di strutture private e solo 254 miliardi di lire sono dovuti allo splafonamento della spesa farmaceutica. Se è necessario reintrodurre una forma di tassa sui farmaci la si faccia pagare alle famiglie con un reddito superiore a 80.000 euro annui. L> '> esenzione per fasce di reddito deve riguardare anche le prestazioni di pronto soccorso.
4. Le motivazioni dell'Assessore Borsani per cui la Regione Lombardia è penalizzata nel finanziamento rispetto ad altre regioni sono infondate in quanto i criteri di riparto dei finanziamenti del Fondo Sanitario Nazionale sono stati concordati nella Conferenza Stato-Regioni e tengono conto della differente composizione demografica (chi ha una popolazione più anziana riceve una quota capitaria maggiore).

11 dicembre 2002
TICKET SANITARI: DALLE PAROLE AI FATTI
DA DOMANI I LOMBARDI PAGANO LE MEDICINE

Mai che Formigoni mantenga le promesse, anche nel caso della sanità aveva detto che né avrebbe aumentato le tasse né avrebbe introdotto i tickets. Invece il deficit della sanità in Lombardia che è dovuto all'accreditamento selvaggio delle strutture private e che di 300 milioni di euro viene ora sanato non dai responsabili del dissesto economico (la Giunta regionale), ma dai cittadini la cui unica colpa, anche se grave, è di aver votato per Formigoni.
Con questo provvedimento il centro-destra pensa di recuperare 140 milioni di euro dei 300 di disavanzo con i tickets sui farmaci, e spera di recuperare il rimanente facendo pagare l'accesso al pronto soccorso.
Saremmo più contenti che i disastri combinati da Formigoni li ripagasse Formigoni stesso - ha dichiarato il Consigliere Verde Carlo Monguzzi - ma se ciò non fosse possibile ci batteremo perché dai tickets vengano esentati non solo i poverissimi (cosa che già avviene) ma anche i poveri e le persone con un reddito normale, che cioè i tickets vengano applicati alle famiglie con reddito superiore a 80.000 euro.

9 dicembre 2002
RINVIATE LE NOMINE PER LE CASE POPOLARI
Apprendiamo oggi che le nomine per i consigli di amministrazione delle Aziende Regionali Lombarde per l'Edilizia Residenziale (A.L.E.R.), sono state rinviate.
La stessa Giunta regionale non fa mistero del fatto che al suo interno non ha raggiunto l'accordo sulla spartizione delle poltrone.
"Nel frattempo - ha dichiarato Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi-, gli ascensori non funzionano, gli intonaci si scrostano, i servizi idraulici vanno in malora, le lampadine non vengono sostituite; ma questo è poca cosa di fronte alla battaglia di alto spirito ideale che vede contrapposti in Regione i ciellini e i berluscones."

6 dicembre 2002
ARESE: SERVONO I FATTI
MONGUZZI SCRIVE A FORMIGONI: APPROVARE SUBITO LA LEGGE CHE IMPONE L'AUTO ELETTRICA AGLI ENTI PUBBLICI

Per salvare lo stabilimento di Arese e i posti di lavoro non servono più né appelli né promesse ma i fatti - ha dichiarato il Consigliere Verde Carlo Monguzzi- . Per questo ho scritto al Presidente della Regione sollecitando l'approvazione del progetto di legge che obbliga gli Enti pubblici e i soggetti da essi dipendenti a convertire in elettrico il proprio parco autoveicoli; solo così saremo in grado di immettere 60.000 veicoli elettrici in Lombardia e salvare la produzione di Arese, abbassando anche l'inquinamento atmosferico.

5 dicembre 2002
CITTA' DELLA LOMBARDIA ALL'AVANGUARDIA
MALGRADO FORMIGONI
Le dichiarazioni di Formigoni a proposito dell'indagine di Legambiente sull'Ecosistema Urbano che pone 5 città capoluogo lombarde ai primi posti per la qualità ambientale sono quanto meno bizzarre. Il presidente "riscontra la concreta conferma che le politiche ambientali regionali hanno sortito i risultati attesi". A Formigoni forse sfugge che se piove un po' di più mezza Lombardia è in ginocchio per il dissesto idrogeologico e che, se non piove, Milano e le aree critiche si trasformano in una camera a gas per il vertiginoso aumento delle polveri fini (PM10)?
Noi non mettiamo in dubbio che in Lombardia operi un sistema economico e industriale tra i più importanti d'Europa, dotato di capacità d'impresa e di ricerca scientifica che può ben cogliere la sfida della migliore qualità ambientale. Ma allo stesso tempo non possiamo non rilevare che, a tutti i livelli, gli Enti locali continuano ad essere impegnati a fronteggiare gravi emergenze ambientali: dal dissesto del territorio all'inquinamento atmosferico. E Formigoni fa poco per aiutarli, ad esempio proponendo una riforma urbanistica che aumenta la cementificazione e quindi sottopone a ulteriori rischi il territorio lombardo e adottando timidi provvedimenti contro lo smog, che rilanciano la palla della lotta all'inquinamento sulle spalle meno larghe degli amministratori locali.
Il fatto che in testa alla classifica ci siano cinque capoluoghi perlopiù governati dal centrosinistra (tra cui Cremona, Mantova, Sondrio e Pavia), significa, nei fatti, che è l'Ulivo ad aver più a cuore l'utilizzo di strumenti per uno sviluppo più armonico e sostenibile del territorio.
La pessima performances di Milano, classificatasi 78° nella classifica di Legambiente, il cui sindaco, nonostante le antipatie verso Formigoni, sposa in pieno le timide politiche ambientali del governatore, sta a indicare invece che sulla questione ambientale, al di là degli annunci, il centro

 

 

 

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