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| Comunicati
stampa FEBBRAIO 2004 |
Venerdì 27 febbraio ore 18,30
PRESIDIO ANTICACCIA
davanti alla RAI di Corso Sempione 24
I Verdi partecipano al presidio contro il disegno di legge del Ministro Alemanno che peggiora , se possibile ancor di più la normativa sulla caccia. Ormai è una guerra sempre più serrata tra il Governo la Regione Lombardia per trovare le forme più efficaci per causare sofferenze agli animali e procurare piacere ai cacciatori.
La cosa che non riusciamo a capire è perché , essendo la stragrande maggioranza degli italiani contrari alla caccia e i cacciatori una esiguissima minoranza, le nostre istituzioni continuino a favorire questi ultimi andando contro il comune sentire del nostro paese. Sarà utile cambiare le forme di governo di queste istituzioni.
24 febbraio 2004
Formigoni, Albertini e Colli in calo nei sondaggi:
per i Verdi in crisi il modello milanese - lombardo
A noi sembra che il modello milanese lombardo sia proprio in crisi, come dimostra il sondaggio di Ipr Marketing diffuso oggi: il rilevamento dice addirittura che il presidente della regione Formigoni ha perso quasi l’8% dei consensi da quando è stato eletto. La Colli è scesa sotto il 50% attestandosi al 47% dei sondaggi, dimostrando che, se sarà lei la candidata del centrodestra, la vittoria di Penati, candidato del centrosinistra, sarà più che possibile. Il sindaco Albertini che era stato eletto con più del 60% dei voti è sceso sotto tale percentuale.
A pochi mesi dalle elezioni questi dati rendono chiaro che le politiche di eccessiva apertura ai privati nei settori della sanità e della scuola senza il mantenimento di adeguati presidi a favore delle fasce di pubblico più disagiate, i roboanti annunci in diversi settori, come quello del contrasto alle emergenze ambientali, smog in testa, oppure le mancate risposte alla precarietà del lavoro, soprattutto dei più giovani, si stanno ritorcendo contro i governanti delle tre istituzioni più importanti della Lombardia.
I Verdi, insieme al centrosinistra e a cominciare dalle elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale milanese, faranno la loro parte per spiegare ai cittadini il loro programma per un governo sostenibile e alternativo a quello del centrodestra.
16 febbraio 2004
Inchiesta sui corsi Ue
Per i Verdi prima della magistratura doveva intervenire la politica.
Nel ’99 il centrodestra ha sprecato un’occasione per correggere i meccanismi distorti del sistema dei corsi professionali
Nel 1999 assieme alle forze di centrosinistra sollevammo il problema dei corsi di formazione professionale. In particolare con un dossier denunciammo i trucchi per assegnare i finanziamenti. A noi sembravano evidentissimi i meccanismi pilotati per attribuire i punteggi (e quindi i finanziamenti).
I punteggi venivano assegnati con tre criteri: la qualità dei soggetti, la qualità del progetto, l’attinenza al piano regionale di sviluppo. In particolare il terzo criterio, dove la discrezionalità era totale, veniva usato per promuovere o bocciare.
Ci fu la discussione in Consiglio Regionale, e la maggioranza di Centrodestra invece di intervenire con meccanismi correttivi, assolse politicamente Guido Bombarda, che allora era assessore di Formigoni. Si poteva risolvere allora il problema.
Ora, dove ha mancato la politica, è stata costretta a intervenire la magistratura: ci auguriamo sia messa i grado di svolgere serenamente la propria funzione senza interferenze, pressioni o delegittimazioni.
Il nostro mestiere è un altro e continueremo a batterci per assicurare che l’istituzione funzioni nella massima trasparenza e pulizia.
Spiace per quello che è accaduto a Bombarda, non gli mancherà certo la nostra umana solidarietà.
9 febbraio 2004
Il 62.8 % degli svizzeri vota no a nuove autostrade
Per i Verdi un’occasione per riflettere sulle vere priorità lombarde
Ieri gli elettori svizzeri, con un sonoro 62,8 %, hanno decretato la loro preferenza per il treno, a discapito delle ipotizzate nuove autostrade, compresa quella che avrebbe raddoppiato il traforo stradale del San Gottardo.
L’altissima percentuale dei “no” ai nuovi progetti autostradali svizzeri, fa pensare che forse anche in Italia, e soprattutto in Lombardia, la “saggezza popolare” stia più dalla parte degli ambientalisti, che propongono il miglioramento della rete viaria esistente ma che sono contrari ai nuovi progetti di nuove autostrade: dalla Pedemontana, alla Bre.Be.Mi, la direttissima Brescia Milano, dalla nuova Tangenziale Est esterna, al raddoppio della Cremona-Mantova. Tutte opere che non è vero che saranno pagate dai privati.
Ad esempio per la Brebemi mancano circa 1000 miliardi delle vecchie lire che probabilmente saranno ottenuti in seguito all’accensione di mutui garantiti dal pubblico. E così soldi indispensabili al potenziamento delle rete viaria esistente saranno girati su progetti inutili e dannosi per il territorio.
In Svizzera hanno perso i sostenitori del raddoppio del Gottardo, tra i quali spiccavano i partiti di destra e le associazioni degli autotrasportatori. Contrariamente al falso luogo comune che descrive tutti i cittadini come automobilisti sfegatati, è probabile che anche da noi la volontà degli elettori sia di privilegiare treno e trasporto collettivo in genere, anziché allocare le poche risorse disponibili su costosissimi investimenti autostradali. In alcune zone della Grande Milano, dove spicca l’assenza e l’arretratezza del mezzo pubblico, molti cittadini sono “costretti” a prendere l’auto: se i trasporti pubblici fossero più rapidi, intelligenti e convenienti forse la musica cambierebbe.
Speriamo che le notizie e i nostri appelli inducano Formigoni a riflettere un po’ sulle reali priorità infrastrutturali della Lombardia.
3 febbraio 2004
Aler, anche parte della maggioranza si ribella:
non si possono privilegiare i lombardi rispetto ai poveri
Il voto dei franchi tiratori di oggi sul provvedimento del regolamento di accesso alle case popolari è non solo più un malessere interno alla maggioranza per questioni di potere: il dissenso finalmente esplode anche su questioni di contenuto. Infatti oggi parte della maggioranza ha convenuto sul fatto che le case popolari vadano assegnate ai cittadini più poveri e bisognosi e non a quelli più lombardi.
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