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Comunicati stampa GIUGNO 2003

27 giugno 2003
VERDI QUERELANO IL GIORNALE E CHIEDONO RISARCIMENTO DI 500 MILA EURO:
“PECCATO, AVREMMO PREFERITO DISCUTERE DI COSE SERIE”

Il presidente nazionale dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio ha incaricato il responsabile regionale dei Verdi, il consigliere lombardo Carlo Monguzzi, di querelare Il Giornale per il titolo apparso oggi in prima pagina che accusa i Verdi di essere responsabili del blackout elettrico di ieri. Gli avvocati del partito del Sole che ride presenteranno querela al tribunale di Monza, mentre per il risarcimento dei danni morali e materiali, quantificabili in 500 mila euro, presenteranno istanza civile al tribunale di Milano.
“Sostenere che l’inefficienza, l’impreparazione, l’incapacità dimostrata in questi giorni di caldo da chi governa l’Italia – dice Monguzzi -, siano invece colpa dei Verdi, ci sembra un’accusa degna solo di una querela. Peccato, avremmo preferito discutere di picco energetico, di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico, di fonti rinnovabili e di centrali elettriche non inquinanti e dislocate in modo utile sul territorio”.
“La querela che presentiamo oggi – continua Monguzzi - non è indirizzata alle affermazioni palesemente infondate contenute nell’articolo, ma contro l’operato di chi ha deciso di portare in grande evidenza , cioè nel titolo di apertura del quotidiano, una falsa affermazione fortemente lesiva dell’onorabilità di un partito che avrà qualche difetto ma che è da sempre al fianco dei cittadini per la tutela della salute e dell’ambiente. Il titolo inoltre non rappresenta per nulla il contenuto dell’articolo.”


27 giugno 2003
IL TAR DA’ TORTO ALLA LOMBARDIA:
SBAGLIATO AUTORIZZARE LA CENTRALE ELETTRICA DI VOGHERA
MONGUZZI (VERDI):
SCONFESSATO IL PIANO REGIONALE. NON SIAMO CONTRARI ALLE CENTRALI, VOGLIAMO PERO’ SOLO QUELLE CHE SERVONO E DOVE SERVONO.

Per il Tar della Lombardia la regione ha sbagliato ad autorizzare la costruzione della centrale elettrica di Voghera. La giunta Formigoni, per i Verdi, deve quindi bloccare immediatamente i lavori e ridiscutere il piano energetico regionale, che prevede troppe nuove centrali. Il Tar lombardo si è espresso su richiesta di Legambiente e delle associazioni degli agricoltori pavesi. Verdi e associazioni nel gennaio scorso avevano già denunciato con un blitz l’inutilità, rispetto al fabbisogno energetico regionale, della centrale vogherese.
Il pronunciamento del tribunale amministrativo dimostra che le nostre tesi sono giuste: non servono centrali sbagliate fatte nei posti non idonei e a nulla valgono i falsi allarmismi legati al blackout energetico di questi giorni, strumentalizzati dal partito che rivendica nuove centrali a scapito invece delle rinnovabili e di un ammodernamento della rete.
Il blackout di ieri non è stato causato dal superamento della domanda rispetto all’offerta: lo dicono i numeri del Gestore della rete nazionale, secondo il quale nel momento di picco avvenuto alle 11 di ieri la domanda di energia era di 52000 MW a fronte di una fornitura di 55250MW, quindi con una fascia di sicurezza di 3000 MW.
Senza un piano ben definito, nuove centrali rischiano di essere inutili anche in un mercato energetico europeo sempre più intrecciato: è di questi giorni l’annuncio bizzarro dell’assessore alle Risorse Bernardo che da un lato dice di voler ridurre la dipendenza di energia dall’estero, dall’altro annuncia l’imminente varo di un nuovo elettrodotto che permetterà di importare dalla Svizzera 1500 MW di energia.
Noi comunque non siamo contrari alle centrali, solo che vanno fatte quelle che servono e dove servono. Il parco centrali attualmente disponibile in Lombardia è quasi sufficiente: ne servono poche altre. Serve poi il ripotenziamento delle attuali centrali aumentando l’efficienza energetica, oggi attestata a un misero 30/40% medio, e le ore di funzionamento. Gli impianti di cui c’è vero bisogno oggi in Lombardia sono quelli rinnovabili, cioè eolici e solari.
Chiediamo che al più presto il consiglio regionale discuta e riveda il Piano energetico lombardo, messo a punto dalla giunta Formigoni: nel documento sono previste troppe centrali e ciò comporterà un aumento delle emissioni di CO2 (anidride carbonica) in Lombardia del 65% al 2010: un’esagerazione se si pensa che l’Italia, in base al protocollo di Kyoto, deve diminuirle del 6,5% entro lo stesso periodo.
Dobbiamo assolutamente spezzare il seguente circuito malefico: nuove centrali, aumento della CO2 con conseguente aumento dell’effetto serra e del riscaldamento del pianeta, e quindi aumento dell’uso dei condizionatori, finti blackout e dunque nuove centrali. E via da capo.
La sentenza del TAR 723K


26 giugno 2003
PERCHE’ NON SI E’AVUTO BLACK-OUT QUESTO INVERNO CON CONSUMI DI ENERGIA SUPERIORI?
NON SI STRUMENTALIZZI LA SITUAZIONE PER CREARE ALLARMISMI E COSTRUIRE NUOVE CENTRALI

Il consigliere regionale Carlo Monguzzi chiede al Presidente della Regione Lombardia di intervenire per far cessare gli allarmismi e per discutere seriamente di energia anche in preparazione della Conferenza Mondiale sul Clima dell’Onu che si terrà a Milano nel dicembre 2003.
Dichiarazione di Carlo Monguzzi
“Non vorrei che il caldo torrido di questo giugno 2003 e l’intenso uso dei condizionatori possa dare pretesto per ingiustificati allarmismi, pretestuosi black-out e costruzioni di nuove centrali che non servono alla Lombardia. Semmai la preoccupazione si deve concentrare sugli evidenti mutamenti climatici causati dall’inquinamento”.
Infatti sempre di più in questi giorni torridi assistiamo ad annunci che invitano a non usare gli ascensori, a scusarsi per il non funzionamento dei semafori e a possibili interruzioni dell’erogazione dell’energia elettrica disegnando scenari da black-out energetico.
Proprio in questi mesi in Regione Lombardia si discute di Piano Energetico Regionale, c’è grande preoccupazione in diverse province lombarde per l’eccessiva concentrazione di nuove centrali di produzione energetica – come nel caso del pavese dove sono in costruzione tre centrali per complessivi 2400 Mw in un fazzoletto di territorio - e ormai in modo stabile la Lombardia ha l’emergenza ozono nei mesi estivi e l’emergenza da PM10 nei mesi invernali.
“E’ certamente necessario ridurre la dipendenza energetica della Lombardia, ma in generale dell’Italia, dalle fonti estere - dal petrolio ma anche dal nucleare francese - ma questo non può realizzarsi con la caotica rincorsa a costruire nuove centrali che hanno ripercussioni negative e inquinanti sul clima e sulla qualità dell’aria della nostra Regione. Inoltre c’è l’impegno preso con la ratifica del Protocollo di Kyoto che assolutamente non è rispettato in Lombardia.
E a dicembre proprio Milano e la Lombardia ospiteranno la Conferenza Mondiale sul Clima indetta dall’ONU; una scadenza importantissima a cui la nostra Regione arriva totalmente impreparata e in ritardo; occorre infatti al più presto invertire la rotta che proprio il Protocollo di Kyoto ci indica.
BASTA NUOVE CENTRALI MA INCREMENTO DELLE FONTI RINNOVABILI, RISPARMIO ENERGETICO ED EFFICIENZA ENERGETICA”
Per questo il Consigliere dei Verdi Monguzzi ha inoltrato al Presidente della Giunta lombarda, On. Formigoni, una interrogazione urgente che chiede una verifica immediata sugli allarmismi ingiustificati di questi giorni sul black-out energetico e una discussione urgente del Consiglio Regionale sul Piano Energetico Regionale.
Sempre che la maggioranza di centrodestra sia ancora in grado di pensare ai problemi dei cittadini e non sia solo impegnata a litigare.


26giugno 2003
MA CHE COLPA ABBIAMO NOI?
PERCHE’ I DISPETTI TRA LEGA E A.N. DEVONO FERMARE IL LAVORO ISTITUZIONALE?

Anche oggi il Consiglio Regionale non ha lavorato, la commissione sanità è stata sconvocata perché i leghisti non hanno partecipato per fare dispetto a quelli di A.N. che a loro volta li avevano indispettiti votando contro alla loro legge sui dialetti.
Di fatto l’ attività legislativa e istituzionale della Regione Lombardia è ferma perché un po’ di eletti dal popolo sono arrabbiati con altri eletti dal popolo.
Ci domandiamo se questi signori sono stati eletti per dilettarsi in baruffe o per fare leggi nell’ interesse dei cittadini, e se è vera la prima ipotesi ci domandiamo che ci stiano a fare in un’istituzione seria.
Il geniale Formigoni, per risolvere la situazione propone di abolire il voto segreto.
L’opposizione ha tre strumenti democratici per lavorare in Consiglio Regionale : fare proposte intelligenti e praticabili, la pratica dell’ostruzionismo e il voto segreto.
Le prime non vengono mai prese in considerazione dalla maggioranza, la seconda è stata abolita se eliminiamo la terza possiamo anche chiudere il Consiglio Regionale e affidare il tutto al monarca di turno.
Tra dispetti e monarchia noi pensiamo sia più utile tornare a votare per dare un governo serio, democratico e non dispettoso alla Regione Lombardia.
Perché come consiglieri e cittadini, ci domandiamo come fece alcuni anni fa il compagno Shel Shapiro , dei Rokes : ma che colpa abbiamo noi?


24 giugno 2003
DIALETTI, MONGUZZI (VERDI):
IL CALDO DISSOLVE LA MAGGIORANZA, SI VADA A VOTARE A OTTOBRE.
Ormai la maggioranza vota divisa su quasi tutte le leggi ma che riuscisse a dividersi su una cosa ridicola e inutile come quella sui dialetti sembrava impossibile. E' dunque il segno evidente che questa maggioranza non c'è più, come conferma anche il capogruppo della Lega Nord, che ha annunciato che il suo gruppo non garantirà più la presenza in aula e nelle commissioni. Il centrodestra in Regione stava insieme su questioni di potere e ora non è più in grado di portare avanti il programma per cui è stata eletta e quindi è giusto rimettere il mandato agli elettori. Se il Consiglio regionale si dimette in questi giorni è possibile votare a ottobre e dare alla Lombardia un governo finalmente serio, in grado di risolvere i problemi dei cittadini con proposte e programmi sostenibili e praticabili.


18 giugno 2003
ELEZIONI PROVINCIALI.
UN GARBATO APPELLO DEI VERDI AI PARTITI DEL CENTROSINISTRA: PRIMA IL PERCORSO, POI I NOMI
.
Da mesi tutti andiamo ripetendoci che per le provinciali del 2004 bisogna partire col piede giusto, cioè anteponendo alla designazione del candidato,la discussione sui programmi, lo schieramento che dovrà sostenerli, e il metodo per arrivare alle scelte sui nomi.
Non si tratta di questioni formali.
Per il programma diventa inevitabile la discussione sulla mobilità nell’area metropolitana: quali strade servono?
Per lo schieramento è ancora da costruire il grande Ulivo, con l’allargamento a Rifondazione Comunista, Italia dei Valori e ai movimenti.
Per il metodo è aperta la discussione su quale tipo di elezioni primarie si debbano fare.Leggo invece in continuazione sui giornali che qualche partito avrebbe già deciso, a nome di tutti, chi sarà il candidato presidente e oggi addirittura il candidato vicepresidente.
Mi sembra proprio il contrario del percorso che ci siamo prefissi e che invece deve essere perseguito per evitare incomprensioni e divisioni inutili.
Per questo mi permetto di rivolgere un garbato appello ai segretari dei partiti perché si astengano dal toto candidato e lavorino invece unitariamente alla costruzione del percorso.
Nulla contro i nomi usciti finora, sono persone eccellenti, ma non bisogna mettere il carro davanti ai buoi, perché è utile che i buoi stiano davanti a trainare, e il carro dietro ad essere trainato.


16 giugno 2003
VERDI: “LA SCONFITTA E’ EVIDENTE, LA RESPONSABILITA’ E’ TUTTA NOSTRA.
MA 10 MILIONI DI PERSONE CHIEDONO DI METTERE LA DIFESA DELLA SALUTE AL PRIMO POSTO”

Abbiamo perso, è evidente: non siamo riusciti a convincere la maggioranza degli elettori a non gettare alle ortiche un istituto di grande democrazia previsto dalla nostra costituzione. Certo le forze del boicottaggio sono state possenti ma la responsabilità è tutta nostra: non solo per la gestione ma anche per la scelta dello strumento referendario e dei quesiti.
Nessuno però può cantare vittoria, per due motivi: il primo perché in democrazia non può essere motivo di soddisfazione il fatto che i cittadini non votino. Il secondo motivo è che chi non è andato a votare non può essere considerato del partito del no.
I referendum non hanno raggiunto il quorum anche perché, nelle rare occasioni in cui se ne è parlato, sono stati visti, letti e interpretati come battaglie di parti politiche, mentre noi Verdi, soprattutto sul referendum contro l’elettrosmog, abbiamo voluto sostenere e rilanciare la primaria esigenza del diritto alla salute di tutti. Non ci siamo riusciti perché non siamo stati in grado di parlare alla maggioranza del Paese, ma un dato importante rimane: più di dieci milioni di persone sono andate a votare per sostenere la battaglia di 2 milioni e mezzo di cittadini che oggi in Italia vivono a poca distanza dagli elettrodotti che, come dicono l’organizzazione mondiale della Sanità e l’Istituto superiore di Sanità, qualche responsabilità e correlazione con l’aumento di tumori e leucemie ce l’hanno. Per noi Verdi è una dimostrazione di partecipazione e solidarietà che merita il rispetto di tutti e l’attenzione di chi ci governa.


(ANSA) 11-GIU-03 15:30
ART.18: PRC E VERDI, SCIOPERO FAME PER POCA INFORMAZIONE

''E' uno sciopero di protesta e dialogo'' quello iniziato oggi dal consigliere regionale dei Verdi, Carlo Monguzzi, e dal segretario lombardo di Rifondazione comunista, Ezio Locatelli, per ottenere spazio e informazione sul referendum di domenica.
Uno sciopero di protesta ''perche' finora, soprattutto da parte del servizio pubblico - spiega Locatelli - c'e' stata una copertura informativa scarsissima'', e uno sciopero di dialogo ''perche' anche se non si potra' rimediare al silenzio di questi mesi, almeno si garantisca un approccio corretto''. ''Finora - spiega il segretario del Prc- hanno soppresso una corretta informazione perche' hanno paura del pronunciamento popolare''.
''Possibile che con i suoi trentamila varieta' - aggiunge Monguzzi - la Rai non trovi trenta secondi da dedicare al referendum?''.
Un referendum, quello di domenica, importante soprattutto in Lombardia. ''Con 1,5 milioni di lavoratori non tutelati dall'articolo 18, 1,3 milioni di lavoratori atipici - sottolinea Locatelli - la nostra e' la Regione piu' precaria e insicura d'Italia''. ''Senza contare che e' anche la Regione con la maggior densita' di elettrodotti per chilometro quadrato'', aggiunge, riferendosi al secondo quesito referendario, che vuole eliminare l'obbligo di far passare i cavi elettrici sulle proprieta' private.
''Vicino ai cavi vivono 2,5 milioni di persone; 300mila vicino a elettrodotti sotto i 380 chilovolt - prosegue Monguzzi -, e li' l'istituto superiore di Sanita' ha constatato un aumento delle leucemie nei bambini''.
Insomma, questioni importanti anche se su di esse la sinistra si e' divisa. ''Ma e' stata solo una divisione sul metodo - dice il consigliere Ds, Marco Cipriano, venuto a esprimere la sua solidarieta' ai due altri consiglieri - non sul contenuto. Per noi la forma del referendum non era la migliore, ma ora che si fanno, invitiamo a votare e a votare si''’.


10 giugno 2003
CONFERENZA STAMPA - Mercoledì 11 Giugno - Ore 12,30

C/o Palazzo del Consiglio Regionale - Sala “C”
Via Fabio Filzi 29 – Milano
Il consigliere regionale Carlo Monguzzi (Verdi) e il segretario regionale e consigliere lombardo Ezio Locatelli (Prc) annunciano uno sciopero della fame contro l’indifferenza dei media nei confronti dei referendum del 15 e 16 giugno prossimi.
Ezio Locatelli, Carlo Monguzzi e il consigliere regionale Marco Cipriano (DS) illustreranno ai giornalisti le ragioni e le modalità dell’iniziativa, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica chiedendo l’immediata apertura di adeguati spazi informativi sui media pubblici e privati.
A pochi giorni dal voto persiste l’oscuramento dell’informazione sui due referendum fissati per il 15 e 16 giugno, per l’estensione dell’art. 18 e contro l’elettrosmog. In questo modo viene illegittimamente confiscato ai cittadini il potere legislativo riconosciuto dall’art. 75 della Costituzione. Si tratta di un fatto pressoché unanimemente riconosciuto, che limita un diritto politico inviolabile e che nuoce alla democrazia, prima che alle ragioni dei promotori dei referendum.


9 giugno 2003
REFERENDUM: PER I VERDI POCO RISPETTOSO IL "NON SI VA A VOTARE" DI FORMIGONI
Dal presidente della Regione più importante d'Italia ci aspettiamo più sobrietà e rispetto delle istituzioni. E' curioso che Formigoni esorti esplicitamente i cittadini a non andare a votare il referendum sull'estensione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori alle aziende con meno di 15 dipendenti.
Sul fatto che il presidente abbia tutto il diritto di dire la sua e di convincere come meglio crede gli elettori a proposito di particolari questioni politiche, nessuno osa dire nulla. Ci sentiamo invece un po' imbarazzati quando Formigoni, nella sua veste di rappresentante della regione, di fatto invita a snobbare un istituto previsto dalla Costituzione della Repubblica.
Oltre a dimostrarsi poco attento nei confronti di quel che ancora prevede la nostra carta fondamentale, Formigoni è poco garbato anche nei confronti di quelle migliaia di lombardi che, attraverso le loro firme, hanno chiesto, come prevede la legge, le consultazioni del 15 e del 16 giugno prossimi sull'articolo 18 e contro l'elettrosmog.
Formigoni faccia quel che vuole, comprese, se lo ritiene utile, le campagne per il sì o per il no ai referendum. Ma da capo di un'istituzione non dica: "non si va a votare!".


3 giugno 2003
ALLAGATA TENSOSTRUTTURA CONSIGLIO REGIONALE
MONGUZZI: COME NEI FILM

L’allagamento della moderna innovativa e ipertecnologica tensostruttura che ospita il Consiglio Regionale è l’ennesima metafora della politica formigoniana.
Formigoni ormai da otto anni confeziona promesse per far credere ai cittadini lombardi di vivere in una Lombardia concreta ed efficiente .
In realtà con le promesse si costruiscono solo come nei film le facciate degli edifici e non gli edifici stessi. Quante volte è successo che nei villaggi western così costruiti per girarvi un film, pioggia e vento abbattessero le varie strutture fatte solo di apparenze e senza nulla dietro.
Ci permettiamo di dare un garbato consiglio al Presidente della Giunta: faccia meno conferenze stampa, con meno promesse e meno prosopopea e si occupi invece di costruire cose reali, altrimenti poi viene la pioggia e manda tutto in fumo.


Comunicati MAGGIO 2003
Comunicati APRILE 2003
Comunicati MARZO 2003
Comunicati FEBBRAIO 2003
Comunicati GENNAIO 2003
Comunicati DICEMBRE 2002
Comunicati NOVEMBRE 2002
 
 
 
 
 
 

 

 

 

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