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| Comunicati
stampa GIUGNO 2005 |
28 giugno 2005
Formigoni non ha più la maggioranza
Purtroppo i lombardi potrebbero tornare presto al voto
Al primo appuntamento importante del nuovo Consiglio regionale, la presentazione del programma per la nuova legislatura, Formigoni viene di fatto sfiduciato dalla Lega.
Dopo il violentissimo scontro di ieri tra il leghista Cè e il ciellino Abelli, oggi il vice capogruppo di Lega Nord Galli , a nome di tutto il Carroccio, ha di fatto sfiduciato Formigoni sulle due cose più importanti per il centrodestra: la struttura del potere e la sanità lombarda.Sul primo punto Galli ha stroncato le proposte di rafforzamento dei poteri del capo dell'esecutivo lombardo , cioè di Formigoni. Mentre sul secondo punto Galli ha detto senza giri di parole di voler “stroncare le lobby” che vogliono tornare a occupare la sanità lombarda , cioè i ciellini.
Alla maggioranza che sostiene Formigoni viene così a mancare il sicuro appoggio di 15 consiglieri di Lega Nord , scendendo a 37 consiglieri su 80 . Il partito di Bossi per centrare il suo primo obiettivo, la visibilità in vista delle prossime elezioni politiche , renderà molto difficile a un centrodestra sempre più scardinato, la risoluzione dei problemi dei lombardi. La grave irresponsabilità della maggioranza purtroppo costringerà presto i lombardi a tornare al voto.
Di fronte a questa evidente frattura non ci sembra il caso che qualcuno dell'Unione possa fornire qualche appoggio a Formigoni , visto anche i disastri combinati nella scorsa legislatura e quelli che si avvierebbe a combinare. Per i Verdi il riferimento per l'eventuale proseguimento della legislatura è l'ottimo discorso tenuto oggi dal leader della coalizione Riccardo Sarfatti.
Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro
27 giugno 2005
Emergenza caldo, appello dei Verdi : rinverdiamo le città e abbassiamo i condizionatori. La Regione Lombardia faccia come l'Emilia Romagna comunicando in tempo reale l'entità del disagio bioclimatico
Il caldo sempre più torrido e umido è un rischio per la popolazione più debole, a cominciare dagli anziani soli ultra 65enni, che in Lombardia sono più di un milione. Accanto al piano per la gestione dell'emergenza caldo a difesa soprattutto degli anziani soli, piano che continuiamo a giudicare ancora debole per quel che riguarda il monitoraggio delle ondate di calore e il coordinamento degli enti preposti , sono urgenti interventi per diminuire la temperatura nelle città .
Ciò è possibile anche attraverso un piano per rinverdire i tetti dei grandi edifici delle città lombarde . Un tetto in estate può raggiungere 80 gradi di temperatura, mentre se coperto di verde i gradi potrebbero ridursi a 20 . Si tratta di un'operazione più che possibile. A Manhattan, ad esempio , sono stati censiti più di 1200 giardini pensili ricavati su coperture che prima ospitavano solo impianti di servizio.
La collocazione di verde e di piccoli arbusti sugli edifici laddove possibile, ha un costo che oscilla intorno ai 35 euro al metro quadro . Il rinverdimento delle città, anche attraverso la messa a dimora di nuovi alberi, permetterebbe di ridurre anche l'uso di condizionatori , per i quali è comunque ormai necessaria una regolazione, come succede d'inverno per gli impianti di riscaldamento per contenere le emissioni inquinanti.
I condizionatori, oltre ad aumentare i consumi energetici, riversano infatti nell'atmosfera notevoli quantità di aria calda , provocando un aumento del calore nelle zone circostanti. E' necessario ridurre la differenza tra temperatura esterna e interna, portandola a non più di 5/6 gradi : ad esempio se all'esterno si registrano 30 gradi all'interno degli edifici non dovrebbero esserci meno di 24-25 gradi.
Quanto infine al monitoraggio delle ondate di calore rileviamo che la Regione Emilia Romagna pubblica ogni giorno sul sito dell'Agenzia regionale per l'ambiente bollettini sui 4 diversi livelli di disagio bioclimatico previsto su tutto il territorio regionale. La Regione Lombardia potrebbe seguire l'esempio .
Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro
23 giugno 2005
EMERGENZA SICCITA'
LA REGIONE CHIEDA AI GESTORI DI ENERGIA IL RILASCIO DELL'ACQUA DAI BACINI IDROELETTRICI
La campagna lombarda è in grave carenza idrica, si stima che da lunedì prossimo il bacino dell'Adda non sarà in grado di fornire nemmeno una goccia d'acqua per l'irrigazione dei campi, e le scarse precipitazioni previste per il fine settimana non cambieranno sostanzialmente la situazione. Il tavolo tecnico avviato ieri in Regione con tutti i soggetti interessati non ha saputo dare risposte concrete allo stato di emergenza ma si è limitato ad inoltrare un appello ai gestori dei bacini idroelettrici affinché mettano a disposizione parte delle acque da loro immagazzinate negli invasi alpini. La Regione, invece, può da subito chiedere alle Società di produzione di energia idroelettrica (Aem, Enel, Sondel, Edison ecc…) di rendere disponibile l'acqua accumulata nei bacini alpini . E' infatti la stessa Regione , che rilascia le concessioni all'uso dell'acqua, a vigilare sulle stesse e a garantirne il rispetto.
“ Le concessioni nell'uso delle acque si intendono fatte entro i limiti di disponibilità dell'acqua” : questo è quanto prevede la legge, e il rispetto della norma obbliga a garantire che a valle non manchi l'acqua per usi civili e irrigui. In altre parole è un obbligo, per le società idroelettriche, rilasciare l'acqua se questa è in carenza per altri settori. Se le società non lo fanno può ordinarlo la Regione. Nel solo mese di giugno i bacini alpini lombardi hanno raccolto 50 milioni di metricubi d'acqua: una scorta che basterebbe per dissetare le campagne per due settimane senza ripercussioni sulla produzione di energia elettrica.La Regione Lombardia affronti quindi immediatamente l'emergenza, nell'interesse dei cittadini e degli agricoltori. E non solo: devono essere approntati piani di intervento secondo una logica di prevenzione del problema siccità e di valorizzazione della risorsa acqua, un bene sempre più prezioso ma ancora soggetto ad innumerevoli sprechi. Alcuni dati: il 20% dell'acqua potabile lombarda viene disperso nella rete idrica, contro il 13% in Europa e il 5% di Berlino; sul totale di acqua potabile procapite consumata ogni giorno, solo l'1,5% è usata per dissetarsi, mentre il 30% finisce nello sciacquone e un altro 30% nelle lavastoviglie e nelle lavatrici. Acqua, questa, spesso di migliore qualità di quella venduta come minerale!
Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro
22 giugno 2005
FIUME SERIO: INTERROGAZIONE DEI CONSIGLIERI REGIONALI DEI VERDI
I consiglieri regionali dei Verdi Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro hanno presentato oggi un'interrogazione urgente al Presidente della Giunta Regionale e all'assessore competente, in merito alle disastrose condizioni ambientali del fiume Serio.
L'obbiettivo dell'interrogazione è quello di sapere quali azioni la Giunta e l'assessore competente, in collaborazione con le province interessate, intendono intraprendere per tutelare la fauna ittica e l'ecosistema del bacino idrico del Serio e per garantire il “deflusso minimo vitale” nei corsi d'acqua della Regione Lombardia. Si vuole sapere, inoltre, se esiste un piano per interventi di risanamento e di salvaguardia delle specie ittiche compromesse dalla siccità e se sono stati fatti dei controlli riguardo ad eventuali “sbarramenti” abusivi realizzati sul fiume Serio per deviare l'acqua a fini di prelievo illegale. L'emergenza del fiume Serio, causata dalla scarsità d'acqua e dall'inquinamento da scarichi civili ed industriali, sta provocando una moria di pesci che rischia di estendesi. La situazione è aggravata dal fatto che la poca acqua disponibile viene prelevata per fini industriali e irrigui e la restante è particolarmente compromessa, in quanto a qualità, da sistemi di depurazione civili ed industriali obsoleti e malfunzionanti. La grave compromissione dell'equilibrio ecologico, che riduce di molto la sopravvivenza della fauna ittica, deve essere fermata al più presto. Devono essere inoltre approntati piani di intervento secondo una logica di prevenzione del problema, che eviti il ripetersi puntuale di tali situazioni ogni volta che la siccità colpisce i bacini idrici lombardi.
Carlo Monguzzi, Marcello Saponaro
16 giugno 2005
Chiudere il CPT di via Corelli
I Verdi in San Babila oggi alle 18
Oggi alle 18 i Verdi partecipano al presidio delle associazioni antirazziste in piazza San Babila.
Siamo perchè il rispetto della legalità e le politiche di accoglienza vadano di pari passo.
Il centro di permanenza di via Corelli rinchiude per 60 giorni cittadini che non hanno commesso nessun reato,ma che devono semplicemente essere identificati ; dunque è illegale .Mai come in questi giorni, dopo le vicende drammatiche di Varese, bisogna opporsi a tutte le politiche che cercano di far passare l'equazione clandestino uguale a criminale; bisogna combattere la criminalità di qualsiasi colore essa sia ma senza che questo problema venga confuso col drammatico fenomeno dell'immigrazione e di coloro che scappano dalla fame dalla miseria e dalle guerre e cercano accoglienza in un paese civile come il nostro.
Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro
15 giugno 2005
Opere insostenibili.
Formigoni dà l'ok a una nuova centrale elettrica nel lodigiano e autorizza un nuovo mega centro commerciale nel milanese
La giunta Formigoni è sempre più una compagnia delle opere insostenibili che aumentano l'inquinamento e peggiorano la vita dei lombardi . Fioccano nuove centrali elettriche e nuovi centri commerciali . Un pessimo inizio per Formigoni, che smentisce la più volte sbandierata sensibilità ambientale del presidente. Per fortuna le nuove autostrade, come la Brebemi o la nuova tangenziale milanese, continuano a rimanere solo sulla carta, nonostante i roboanti annunci del governatore.
Sulle centrali elettriche oggi la Regione Lombardia , nel corso della conferenza dei servizi convocata a Roma dal ministero delle Attività produttive, darà il suo parere positivo alla costruzione della nuova centrale elettrica di Bertonico, nel lodigiano, da 750 Megawatt. E questo nonostante la forte opposizione della Provincia di Lodi e dei comuni che, come i Verdi, vogliono difendere l'alta vocazione agricola di qualità della zona. Nell'area è già in funzione la centrale Endesa di Tavazzano, che sarà presto potenziata, e dovrebbe sorgerne un'altra a Spinadesco, nel cremonese ma molto vicina al lodigiano.
Il piano energetico regionale di Formigoni punta poco sulle energie rinnovabili e prevede troppe nuove centrali: in base al piano in Lombardia, entro il 2012, le emissioni di gas serra aumenteranno del 45% , mentre invece il protocollo di Kyoto, sottoscritto dall'Italia ed entrato in vigore nel febbraio di quest'anno, prevede che il nostro Paese tagli le emissioni del 6,5% rispetto a quanto emesso nel 1990.
Sui centri commerciali , la settimana scorsa la Regione Lombardia ha autorizzato un altro grande megacentro da 14900 mq e 4000 nuove auto al giorno, a Vittuone, nel milanese . Anche nel settore della grande distribuzione la situazione sta sfuggendo di mano: solo in provincia di Milano , se tutte le autorizzazioni previste andranno in porto, la superficie di vendita crescerà a breve del 127% rispetto ai limiti imposti dal Piano regionale triennale 2003 – 2005. La Regione Lombardia dovrebbe fare come il Piemonte , dove la giunta guidata da Mercedes Bresso ha annunciato una moratoria alla costruzione di nuovi centri commerciali. Formigoni invece favorisce la costruzione di nuovi centri, attrattori di nuovo traffico e fonte di inquinamento.
Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro
13 giugno 2005
I Verdi: “E' la vittoria di un'Italia autosufficiente e un po' egoista contro un'Italia che soffre e spera”
E' la vittoria di un'Italia autosufficiente e un po' egoista contro un'Italia che soffre e spera. Il voto comunque espresso da milioni di italiani e italiane deve indurre il parlamento ad una revisione della legge 40. Una legge, lo ribadiamo, contro la libertà delle donne e contro la libertà della ricerca scientifica. Mantenere i divieti previsti dalla legge 40 significa fare un grosso regalo alle multinazionali e alle cliniche straniere.La sconfitta del fronte del Sì è così ampia da non potersi motivare con la forza del solo astensionismo militante, che è comunque colpevole di aver dato un altro duro colpo all'istituto referendario. A questo punto chiediamo che la legge sul referendum venga modificata attraverso l'abolizione o la riduzione del quorum e l'aumento del numero di firme necessarie per promuovere il referendum.
Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro
6 giugno 2005
Ricerca della Camera di Commercio sui mezzi pubblici
I Verdi ricordano che a Milano in breve tempo si potrebbero proteggere più di 80 km dei percorsi di tram e bus. Serve anche una radicale riorganizzazione della consegna delle merci
La ricerca della Camera di Commercio presentata oggi dimostra che una buona fetta di milanesi utilizza il mezzo pubblico. La criticità sta però, lo ricordiamo, nella scarsa protezione dei mezzi di superficie , troppo spesso imbottigliati nel traffico e per questo poco appetibili per molti cittadini.
Secondo una ricerca del Politecnico di Milano in città in breve tempo si potrebbero proteggere dal traffico privato più di 80 chilometri di percorsi di bus e tram , rendendoli più veloci e concorrenziali.
Gli interventi da parte del Comune sono però limitati : solo in questo periodo si stanno ultimando i lavori per la protezione, ancora parziale, della Linea 90/91 (approvati addirittura dalla giunta Formentini). Molti percorsi attendono ancora i necessari interventi di protezione dal traffico sempre più aggressivo e caotico.
Sulle metropolitane riteniamo sia poco utile immobilizzare ingenti risorse nella costruzione di nuove linee , che oltre a grandi investimenti richiedono tempi molto lunghi di costruzione. Sarebbe meglio destinare più risorse alla realizzazione di metrotranvie leggere di superficie , pensando e progettando gli interventi su scala metropolitana.
Il traffico negli ultimi anni è cresciuto a dismisura anche per una schizofrenica politica della consegna delle merci, di cui sono responsabili in parte i privati, che hanno rinunciato ai magazzini a favore della consegna in tempo reale a bordo di furgoni e furgoncini, spesso altamente inquinanti, e in parte le amministrazioni locali, che hanno rinunciato a governare il problema.Serve invece una radicale razionalizzazione del settore. A Milano il 30% dei veicoli commerciali circolano ogni giorno per consegnare merci di ogni tipo. Ogni trasportatore consegna in media 15 colli al giorno . A Parigi, città almeno 4 volte più grande di Milano , i veicoli per consegnare le merci sono quasi gli stessi e ognuno consegna 60 colli al giorno.
1 giugno 2005
Caldo e anziani: il piano della Regione è identico a quello dell'anno scorso, cambia solo la data
Confrontando la circolare sulle disposizioni per affrontare l'emergenza caldo, adottata e presentata dal neo assessore alla Sanità Cè il 27 maggio 2005 , con quella che aveva inviato l'anno scorso il suo predecessore Borsani , ci siamo accorti che sono praticamente uguali, parola per parola. E' stato tolto qualche capoverso e corretta la data.
Abbiamo già avuto modo di dire, pur apprezzando lo sforzo del neoassessore , che il piano non riesce ad andare al di là di generiche indicazioni . Non viene fatta nessuna stima e analisi dei possibili scenari di emergenza , non si parla dell'istituzione di un osservatorio regionale per il monitoraggio delle ondate di calore, del comitato regionale per la gestione dell'emergenza caldo con precise responsabilità di intervento e coordinamento. Non sono stati neanche fatti bilanci delle precedenti tragiche esperienze: nel luglio 2004 l'Istat ha rilevato che in Lombardia nell'estate 2003 vi fu un aumento di morti del 14,1% per complessivi 3736 decessi .
Di fronte a questa situazione il Direttore generale Umberto Fazzone ha detto che solo nel 2009 tutte le RSA (case di cura e riposo per anziani) avranno almeno un locale condizionato per il sollievo degli ospiti . Nel frattempo cosa può succedere? Nell'agosto 2004, per fare un esempio, la ASL di Pavia ci informò che su 70 RSA pavesi solo 13 avevano totalmente o parzialmente locali dove era possibile un raffrescamento.
Nel 2003 rispetto al 2002, solo nell'agosto si verificò il raddoppio del tasso di mortalità nelle RSA lombarde (1747 morti rispetto a 906 dell'anno precedente). Questi lutti per fortuna non si sono ripetuti nel 2004 grazie alla favorevole situazione climatica.
Chiediamo anche di far sapere quanti sono i reparti, il numero di letti di medicina generale e di geriatria disponibili per il periodo estivo e quanti di questi sono climatizzati. Uno studio dell'Osservatorio della Terza età del luglio 2004 affermava che in Lombardia in 10 grandi ospedali pubblici lombardi quasi nessuno aveva i reparti di medicina con apparecchi di condizionamento . Qual è realmente la situazione?
Per affrontare le ondate di calore servono piani più articolati. Riteniamo che la Lombardia abbia le possibilità tecniche, scientifiche e le risorse necessarie per fare di più.
Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro
Consiglieri regionali dei Verdi
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