|
|
| Comunicati
stampa LUGLIO 2004 |
30 luglio 2004
Incidente alla Ecoltecnica: interrogazione dei Verdi
La Regione sospenda immediatamente l'autorizzazione e apra un'inchiesta
La ditta risarcisca i cittadini
Ha dell'incredibile l'incidente all'Ecoltecnica, il non aver previsto gli effetti dell'innalzamento della temperatura è sintomo di gestione inefficiente e di controlli quantomeno labili.
Eppure era un'azienda delicata l'Ecoltecnica per la pericolosità delle materie che trattava, per il fatto di essere già entrata nel mirino della magistratura per smaltimento abusivo di rifiuti, per essere una delle due ditte che portano ( o forse portavano? ) i rifiuti di Milano in Germania.
Per questo i Verdi con una interrogazione urgente chiedono che la Regione sospenda immediatamente l'autorizzazione e apra un'inchiesta per verificare i motivi dell'incidente e se Ecoltecnica sia in grado di lavorare, garantendo assoluta sicurezza ai lavoratori e alla popolazione circostante.
Ci sembra poi opportuno che, se non è già stato fatto, venga sospeso anche il conferimento di quella parte di rifiuti di Milano che questa ditta porta in Germania Nell'interrogazione i Verdi chiedono poi alla Regione se Ecoltecnica, come tutte le aziende di trattamento rifiuti sia stata inserita nella direttiva “Seveso 2” e quindi sottoposta a controlli speciali da parte di ASL , ARPA e Vigili del fuoco, se sia stata verificata la idoneità della localizzazione e se sia stato predisposto il piano di emergenza esterno in caso di incidente.
Per quanto riguarda le popolazioni circostanti i Verdi chiedono che la Regione obblighi subito Ecoltecnica a risarcire gli eventuali danni alla salute ma anche quelli psicologici e ambientali.
29 luglio 2004
Raffreddiamo Milano
Progetti integrati per diminuire il calore estivo nel capoluogo lombardo
Raffreddiamo Milano. Con i progetti integrati messi a punto nell'ambito del Master promosso dall'Università Luigi Bocconi in Economia e management ambientale, è possibile ridurre l'isola di calore milanese, rendendo la temperatura effettiva e percepita più vicina a quella che si registra fuori città. Una differenza non da poco, dato che tra metropoli e aree limitrofe la differenza oscilla tra i 5 e i 6 gradi centigradi
Tre le aree di intervento per raffreddare la città: quello edilizio e del verde, della mobilità e del condizionamento dell'aria.
I progetti sono stati presentati stamani dal Consigliere regionale dei Verdi, Carlo Monguzzi e dal docente di Istituzioni e governo dell'ambiente della Bocconi, Francesco Bertolini.
Tetti verdi e rimboschimento
Per quel che riguarda edilizia e verde, il progetto più suggestivo, per una città come Milano povera di verde (solo 7 mq per abitante contro i 24 di Londra e i 32 di Berlino), è il rinverdimento dei tetti, a cominciare da quelli dei grandi magazzini, degli edifici pubblici e delle università. Un tetto in estate può raggiungere 80 gradi di temperatura. Se coperto di verde solo 20. Ciò permette di ridurre l'uso di condizionatori, i quali, come è noto, emettono aria calda, aumentando la temperatura esterna.
Esperienze positive in questo campo sono state promosse dall'amministrazione pubblica di Bolzano e realizzate nel Tradecenter della città alto atesina. Nel mondo da segnalare quelle realizzate a Chicago, sul tetto della City Hall, a Tokyo, dove dal 2001 è obbligatorio la messa a verde di almeno il 20% delle superfici piane e a Monaco, dove sul tetto della Cassa di Risparmio sono stati realizzati 5000 mq di giardini pensili.
A Milano target possibili dell'iniziativa potrebbero essere i 29 supermercati Esselunga: la superficie piantumabile totale ammonterebbe a 100 mila mq, pari al doppio del Parco Ravizza.
Più verde e popolata di alberi dovrebbe essere poi la cintura della città, soprattutto nella parte a Nord ovest dove si registrano le temperature più alte. A Francoforte è stato realizzata una cintura verde di quattro chilometri che corre tutto intorno alla città.
I costi per gli interventi di rinverdimento sono calcolati per due tipi di approccio. Per quello estensivo, che prevede la collocazione di verde e piccoli arbusti, si oscilla intorno ai 35 euro per mq; per quelli intensivi, in cui è prevista la collocazione anche di alberi, ci si aggira introno ai 60 euro per mq.
Condizionamento
Per quel che riguarda il settore del condizionamento dell'aria è urgente stabilire delle soglie di "freddo" che non superino certi livelli, bisogna fare insomma un po' quello che normalmente avviene d'inverno per gli impianti di riscaldamento condominiali, che per non aumentare l'inquinamento devono mantenere temperature ridotte.
Oltre ad aumentare i consumi energetici, i condizionatori riversano nell'atmosfera aria calda, provocando un aumento del calore nelle zone circostanti. In tutta Italia. Negli ultimi due anni ne sono stati installati 3,2 milioni in più (2 milioni solo l'anno scorso), un vero e proprio boom.
Gli incentivi e le misure proposte riguardano quindi la riduzione dell'utilizzo, il miglioramento dell'efficienza degli impianti, il ricorso a forme alternative di raffreddamento dell'aria. Sulla riduzione dell'utilizzo l'obiettivo, negli uffici pubblici, dovrebbe essere una differenza che non superi i 5 gradi tra l'esterno e l'interno.
Interventi urgenti perché il calore prodotto dagli impianti di condizionamento stanno rendendo sempre più omogenea la temperatura diurna e notturna, e questo ha un impatto significativo sulla salute, soprattutto delle persone più deboli come gli anziani.
Mobilità sostenibile
Ci sono poi interventi sulla mobilità: in un'auto a motore termico il calore arriva fino a 85°, in quelle elettriche le temperature sono molto più ridotte.
Tra le proposte ovviamente la riduzione del traffico veicolare anche attraverso forme di "econoleggio" di vetture a emissioni zero (elettriche), soprattutto per i servizi commerciali (trasporto merci, per esempio). Servono anche più piste ciclabili protette e una maggior protezione del mezzo pubblico.
La mobilità ciclabile è da sostenere e piace ai milanesi. Da un'indagine di Ciclobby nel 2003 si è registrato un traffico di 25 mila biciclette al giorno, le punte più alte si sono registrate tra le 8.30 e le 9.30. Ciò significa che i milanesi usano sempre di più la bici anche per gli spostamenti casa - lavoro. Rispetto al 2002 l'incremento dell'utilizzo è stato del 16,8%.
La rete milanese è dotata di 70 km di piste ciclabili, scarsamente collegate tra loro e poco protette. Il costo stimato per la realizzazione di un metro di pista ciclabile è di circa 120 euro.
15 luglio 2004
Rispettate i patti
Protesta di Verdi e cittadini contro l'ampliamento dell'inceneritore della grande Milano:
"Mina la raccolta differenziata"
Circa 300 tra cittadini , esponenti di comitati e Verdi hanno protestato oggi contro l'inceneritore della grande Milano di Silla 2.
Protesta vibrante, con blocco di due camion che non sono riusciti a svuotare il loro carico all'interno dell'impianto per la presenza dei manifestanti all'ingresso del termovalorizzatore.
Cittadini e ambientalisti accusano Comune di Milano e Amsa , l'azienda rifiuti milanese, responsabili di aver chiesto e ottenuto dalla Regione guidata da Formigoni di aumentare la capacità di smaltimento del forno da 900 a 1450 tonnellate al giorno. Autorizzazione concessa dal Pirellone il 2 luglio scorso.
Tutto ciò in barba all'accordo di programma siglato solennemente nel 2001 dai comuni dell'hinterland milanese di Pero, Rho, Settimo milanese e Cornaredo, che subiscono gli effetti ambientali del forno, Amsa e Comune di Milano. Accordo con il quale il gestore dell'impianto, il comune di Milano attraverso Amsa, si impegnava appunto a non superare le 900 tonnellate al giorno.
I Verdi chiedono che il capoluogo riprenda la raccolta differenziata dell'organico (gli scarti di cucina) invece di puntare sulla scorciatoia dell'incenerimento. “La fanno quasi tutti i comuni della Provincia di Milano, non si capisce perché non la debba fare Milano”, dicono Monguzzi e Mezzi .
14 luglio 2004
Domani ambientalisti, comitati e Verdi fermeranno i camion di rifiuti direttial forno milanese di Silla 2Regione e Comune di Milano rispettino i patti
Il punto non è solo se il termodistruttore di Silla 2 inquini di più o di meno bruciando più rifiuti. Inquinerà di più e inoltre Amsa e comune di Milano potenziando il forno di Figino, affosseranno ulteriormente la raccolta differenziata dei rifiuti, dopo aver buttato alle ortiche quella milanese dell'umido.
Milano ogni giorno produce circa 2000 tonnellate di rifiuti. Portare a 1450 tonnellate la capacità di smaltimento dell'impianto mette in dubbio la reale volontà di Amsa e Comune di Milano di potenziare la raccolta differenziata , nel capoluogo lombardo ferma ormai da sette anni .
Oggi Milano manda 600 tonnellate di rifiuti in due discariche tedesche, domani, grazie all'aiuto della Regione, le smaltirà nel forno. Ma quella quantità potrebbe essere valorizzata più utilmente se recuperata separatamente e avviata al compostaggio . Quella di Milano e di Amsa è una politica miope, antieconomica e antiambientale , avallata dalla Regione Lombardia che il 2 luglio ha autorizzato l'ampliamento del forno di Silla 2.
Amsa spera di aumentare i contributi economici che il governo concede ai termodistruttori perché, in base a un pessimo recente decreto che la Ue presto bacchetterà, li assimila alle fonti rinnovabili.
Domani, giovedì 15 luglio, alle 17 con cittadini, amministratori e associazioni ambientaliste bloccheremo i camion diretti all'impianto, chiedendo con forza a Comune di Milano e Regione Lombardia che i patti siano rispettati.
13 luglio 2004
Traffico, sperimentazione Milano
Per i Verdi meglio la chiusura del centro ma la strada dei disincentivi può essere positiva
Crediamo che contro il traffico privato sia necessario più rigore perché riguarda la salute dei cittadini. La nostra azione va quindi nella direzione di sottrarre sempre più terreno alle auto , lasciando più spazio protetto ai mezzi pubblici , i quali devono essere sempre più silenziosi e a emissioni zero.
La sperimentazione annunciata dall'assessore Goggi non va nel senso da noi auspicato ma è da sostenere , perché cerca comunque di arginare il problema disincentivando la circolazione privata nelle aree più centrali e sensibili della città.
Rileviamo però che non sono bastati quasi due mandati ad Albertini per andare oltre l'estensione della sosta a pagamento (in alcuni casi e zone della città molto problematica) e l'installazione di qualche telecamera, pur utile per bacchettare i furbi. Su altre questioni ben più strategiche, come la realizzazione di percorsi protetti per tram e autobus, gli interventi sono stati solo episodici o realizzazioni di interventi decisi dalle precedenti amministrazioni, come i lavori partiti solo recentemente per la circonvallazione esterna 90/91. E questo considerando anche il fatto che da un paio d'anni il sindaco è pure commissario il bilancio ci sembra veramente povero.
Contro la sperimentazione annunciata da Goggi probabilmente si leveranno polemiche. Invitiamo il sindaco e l'assessore a tenerle in debita considerazione ma questa volta abbiano il coraggio di proseguire senza tentennamenti altrimenti si tratterà della solita promessa non mantenuta che provocherà ulteriore disillusione e frustrazione nei cittadini.
12 luglio 2004
Con la raccolta dell'organico Amsa e Milano potrebbero rinunciare al potenziamento del forno di Silla 2 e all'invio dei rifiuti in Germania
Giovedì 15 luglio cittadini e ambientalisti protesteranno davanti all'impianto
E' inaccettabile che Amsa e Comune di Milano considerino nullo un protocollo d'Intesa siglato solennemente nel febbraio 2001 , chiedendo di poter bruciare molte più tonnellate del previsto nel termodistruttore di Silla 2.
E' ancora più inaccettabile che la Regione Lombardia avalli questa decisione e autorizzi, come ha fatto con la delibera del 2 luglio , l'aumento della capacità di smaltimento del forno.
I cittadini di Rho, Pero, Conaredo e Settimo Milanese , tempo fa accettarono il nuovo impianto, ma solo dopo l'assunzione di impegni ben precisi da parte del capoluogo lombardo e di Amsa: l'impianto non avrebbe dovuto superare le 900 tonnellate al giorno.
Oggi invece, grazie all'aiuto della Regione Lombardia , l'impianto può già bruciare 1250 tonnellate al giorno per un certo periodo, terminato il quale potrà arrivare a trattare ben 1450 tonnellate al giorno.
Per protestare contro l'aumento dei rifiuti trattati, Verdi, ambientalisti e comitati di cittadini protesteranno davanti ai cancelli dell'impianto giovedì prossimo 15 luglio alle ore 17.
Gli attuali responsabili delle istituzioni meneghine e di quella lombarda dimostrano di non tenere in nessuna considerazione gli impegni assunti con cittadini e sindaci , ma soprattutto di non voler potenziare la raccolta differenziata.
Secondo le classifiche di Legambiente, Milano dal punto di vista della raccolta separata dei rifiuti è ferma da 7 anni, mentre la regione Lombardia è superata nelle classifiche dei comuni più ricicloni dal Veneto e dal Piemonte. Sul versante della raccolta differenziata dell'organico domestico il capoluogo lombardo è al palo, dato che l'ha abolita diverso tempo fa. Milano e Amsa non sono in grado di sviluppare tale tipologia di raccolta che rappresenta il 40% in peso dei rifiuti prodotti ogni giorno, e mandano i loro rifiuti in Germania.
Con una buona raccolta dell'organico si potrebbero evitare il potenziamento del forno di Silla 2 e l'invio dei rifiuti in Germania.
Ma Amsa e comune di Milano non ci sentono e rinunciano ai vantaggi della raccolta dell'umido preferendo spendere ben 121 euro a tonnellata (più Iva), cioè molto di più di quanto costa il compostaggio, per spedire i rifiuti in due lontane discariche tedesche.
Carlo Monguzzi, Pietro Mezzi , Maurizio Baruffi
Consiglieri Verdi in Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano
1 luglio 2004
PER NON MANDARE I RIFIUTI IN GERMANIA LA REGIONE VUOLE BRUCIARE L'NSALATA - LA CONTROPROPOSTA DEI VERDI
L’inceneritore di Silla è stato accettato dai cittadini. I cittadini però hanno detto che sono disposti a subire l’inquinamento in nome dell’interesse comune ma , un inquinamento limitato e controllato.
Ora l’inceneritore brucia 900 tonnellate al giorno, passando a 1250, o a 1450 come vuol fare la Regione , vuol dire aumentare le emissioni dal camino e la circolazione dei camion che portano i rifiuti.
Ora la Regione e AMSA si apprestano a tre operazioni profondamente sbagliate e a nostro avviso un pochino demenziali.
1. tradiscono l’accordo e la buona volontà dei cittadini , mortificando la loro disponibilità ad accettare l’impianto, cosa rarissima in questo periodo,
2. le 600 tonnellate al giorno che vanno in Germania sono esattamente la mancata raccolta differenziata del rifiuto umido di Milano. Ora la Regione vuole bruciare proprio questo rifiuto umido e questo a noi sembra abbastanza folle.
Come ci sembra folle il fatto che AMSA abbia sospeso la raccolta dell’umido perché sosteneva che non fosse economica: è assolutamente falso, la raccolta dell’umido se fatta bene, può essere conveniente, come dimostrano diverse realtà dell’hinterland milanese.
3. AMSA rinuncia ai vantaggi della raccolta dell’umido preferendo spendere 121 € a tonnellata ( più iva ) cioè molto di più di quanto costa il compostaggio, per mandare i rifiuti in Germania.
Non è necessario un genio dell’economia e dell’ambiente per capire che se Milano facesse la raccolta differenziata di tutto il suo rifiuto umido ( 600 tonnellate ) non sarebbe necessario né mandare i rifiuti in Germania né bruciare i resti dell’insalata ( il rifiuto umido appunto ).
E questa è la controproposta dei Verdi, che saranno a fianco dei cittadini quando si tratterà di bloccare l’inceneritore contro l’inettitudine dei nostri Amministratori.
Carlo Monguzzi, consigliere regionale dei Verdi
Pietro Mezzi, consigliere provinciale dei Verdi
|
| Chi
siamo |
| |
| |
| I
Fondamentali |
| |
| |
| |
| |
| La
Normativa |
| |
| |
| Collegamenti |
| |
|
| |
| |
| |
|
|
| |
| |
| |
| |
| |
|