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30
maggio 2003
ACQUE SPORCHE
MILANESI
LA MAGISTRATURA ACCERTI LE RESPONSABILITA’ MA VA SCONGIURATO QUALSIASI
STOP AI LAVORI PER IL COMPLETAMENTO DEI DEPURATORI
Sulle acque sporche di Milano, la magistratura faccia come sempre il suo
lavoro di accertamento delle responsabilità con professionalità
e tranquillità ma da ambientalisti che per più di vent’anni
hanno lottato affinché Milano depurasse i suoi scarichi fognari,
non possiamo che auspicare che i lavori per il completamento dei depuratori
milanesi non si fermino neanche un secondo: i cittadini dei comuni del
sud Milano, l’Adriatico e i suoi turisti, e i milanesi responsabili
e di buon senso non lo sopporterebbero.
Per tutelare
l’ambiente bisogna bruciare le tappe perché oggi, nonostante
le inaugurazioni alla presenza del ministro dell’Ambiente Matteoli
e del sindaco Albertini, l’unico impianto parzialmente in funzione,
sui tre previsti, depura poco più del 10% degli scarichi fognari
della città. E questo nonostante i poteri commissariali da tempo
assegnati ad Albertini e i più di 300 miliardi di vecchie lire
già pagate dai milanesi attraverso la tariffa sull’acqua.
Carlo Monguzzi,
Pietro Mezzi, Maurizio Baruffi
Consiglieri
Verdi in Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano
28
maggio 2003
REFERENDUM CONTRO L'ELETTROSMOG:
DOMANI SERA A MILANO BERTINOTTI (PRC) E PECORARO SCANIO (VERDI) PER PROMUOVERE
LE RAGIONI DEL SI'
IN UN VIDEO ANCHE IL SOSTEGNO DI BEPPE GRILLO
La Lombardia ha la più alta densità per chilometro quadrato
di tralicci per il trasporto della corrente elettrica ad alta e altissima
tensione. E' proprio in Lombardia che si terrà il più importante
appuntamento a livello nazionale sul referendum contro l'elettrosmog:
obiettivo dell'incontro di domani sera, al quale parteciperanno tra gli
altri i leader dei due partiti che sostengono il Sì, Fausto Bertinotti
segretario nazionale del Prc e Alfonso Pecoraro Scanio, presidente nazionale
dei Verdi, informare l'opinione pubblica sulla consultazione referendaria
del 15 e 16 giugno prossimo che, insieme all'estensione dell'articolo
18 dello Statuto dei lavoratori alle aziende con meno di 15 dipendenti,
chiede appunto l'abrogazione dell'articolo 119 del regio decreto 1775
del 1933 che obbliga ogni proprietario a concedere il passaggio sui suoi
terreni alle condutture elettriche.
L'incontro si terrà domani, giovedì 29 giugno alle 21 a
Milano, in via Hermada 8 - Sala Risorgimento (Zona Niguarda). A sostegno
del referendum contro gli elettrodotti è sceso in campo anche Beppe
Grillo: in una registrazione che sarà proiettata domani sera durante
l'incontro pubblico Grillo illustrerà le ragioni del suo Sì
al referendum.
"La servitù coattiva di elettrodotto - secondo Carlo Monguzzi,
capogruppo dei Verdi in regione e Simona Colzani, responsabile ambiente
di Rifondazione comunista Lombardia - è un privilegio che aveva
senso fino alla metà degli anni Novanta, quando il solo gestore
di energia elettrica era l'Enel, ma non adesso che ci sono gestori molteplici
che hanno interessi privati".
In Lombardia ci sono oltre 10mila chilometri di cavi ad alta o altissima
tensione, una densità che è doppia rispetto alla media nazionale,
ricorda il Comitato promotore lombardo del quale fanno parte anche Conacem,
Amici della Terra e Greenpeace, comitati locali di cittadini, associazione
dei consumatori e ambientaliste. "L'abrogazione - ricordano ancora
Monguzzi e Colzani - mette sullo stesso piano cittadini, gestori e enti
locali che potranno razionalizzare le tratte nuove e anche quelle già
esistenti. In tutta Italia sono due milioni le persone che abitano a meno
di 250 metri da elettrodotti di media o alta potenza. Secondo l'Organizzazione
mondiale della Sanità agli elettrodotti dovrebbe essere applicato
il principio di precauzione, mentre l'Istituto superiore della Sanità
indica una correlazione fra i campi magnetici degli elettrodotti di media
e alta potenza e l'insorgere di leucemia e tumori".
27
maggio 2003
I NUOVI AUTOBUS DI FORMIGONI: CHE BELLO SE FOSSE VERO
Formigoni oggi promette 2.400 nuovi bus ecologici; li aveva già
promessi due anni fa col Libro Azzurro, un anno fa con l'accordo quadro
col Ministero per l'Ambiente e in seguito in mezza dozzina di conferenze
stampa. Fra qualche settimana sarà in grado di ripromettere le
stesse cose.
Ma se fosse vero che la Regione investe in disinquinamento perché,
invece del GPL e del gasolio a basso tenore di zolfo, non puntare da subito
sugli autobus elettrici e a idrogeno invece che disperdere energie e risorse
in una fase di transizione che rischia di essere lunghissima?
Perché Formigoni poi non ricorda ai privati che per vincere le
gare regionali di gestione del trasporto pubblico devono prevedere la
sostituzione con autobus ecologici di almeno il 50% del parco autobus?
Sarebbe una mirabile sinergia tra pubblico e privato nell'interesse della
salute dei cittadini. Ma queste cose non si possono fare con le conferenze
stampa.
27
maggio 2003
VERDI SULLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE.
CON GRANDE ULIVO BUONE CHANCES PER CONQUISTARE BRESCIA AL BALLOTTAGGIO
E LA PROVINCIA DI MILANO NEL 2004
In queste elezioni amministrative il centrosinistra in Italia e in Lombardia
ha preso più voti delle precedenti elezioni politiche e anche di
quelle amministrative mentre il centrodestra ne ha presi di meno. Nell’attesa
dei ballottaggi fa piacere constatare che è il centrosinistra ad
aver vinto le elezioni.
Il risultato è per noi Verdi particolarmente significativo e di
buon auspicio in provincia di Milano: qui gli elettori oltre ad aver preferito
in gran parte il centrosinistra alla guida dei governi locali, hanno dato
un segnale di bocciatura alla politica condotta in questi anni dal centrodestra
a Palazzo Isimbardi.
Il grande Ulivo ha quindi notevoli chances per riportare il buon governo
in provincia di Milano nelle elezioni dell’anno prossimo: sta ai
partiti del centrosinistra, a Rifondazione comunista, ai circoli dei cittadini
per l’Ulivo e ai movimenti lavorare con impegno per individuare
al più presto un candidato in grado di sconfiggere l’anno
prossimo il centrodestra e di realizzare un programma di sviluppo sostenibile
ed equilibrato del territorio.
Quanto a Brescia, diamo per scontato che gli elettori di Rifondazione
comunista sostengano Corsini: solo uniti si può battere un centrodestra
sempre più in difficoltà e incapace di fornire risposte
adeguate ai problemi dei cittadini.
26
maggio 2003
I NUMERI DICONO CHE IL CENTROSINISTRA AVANZA E CHE IL CENTRODESTRA
ARRETRA IN ITALIA E IN LOMBARDIA
In aritmetica il numero tre è maggiore del numero due. Nelle elezioni
del 25 e 26 maggio il centrosinistra in Italia e in Lombardia ha preso
più voti delle precedenti elezioni politiche e anche di quelle
amministrative e il centrodestra ne ha presi di meno.
Questo in politica vuol dire che il centrosinistra ha vinto le elezioni
e il centrodestra le ha perse.
Anche in Lombardia - ha dichiarato Carlo Monguzzi consigliere regionale
dei Verdi -dove lo strapotere mediatico di Berlusconi si somma aritmeticamente
allo strapotere mediatico di Formigoni; probabilmente i cittadini lombardi
hanno cominciato a verificare l'attuazione delle promesse che il centrodestra
in chili di conferenze stampa ci ha per anni fatto.
La guerra, gli attacchi all'esercizio della giustizia, la reintroduzione
dei ticket sanitari hanno poi contribuito alla sonora bocciatura della
Casa delle Libertà nella nostra regione.
Il fatto che poi il centrosinistra, tranne il contraddittorio andamento
di Sondrio, abbia vinto praticamente dovunque, è poi da attribuire
alla capacità di proposta e di governo che assieme all'Italia dei
Valori e a Rifondazione Comunista abbiamo saputo esprimere in questi ultimi
tempi.
I Verdi poi, dovunque si sono presentati, sia col simbolo del sole che
ride sia all'interno di liste unitarie dell'Ulivo hanno ottenuto dei risultati
lusinghieri, e questo all'interno della soddisfazione generale, è
per noi motivo di particolare giubilo.
22
maggio 2003
COME E’ SCIOCCHINA LA BECCALOSSI
In una giornata in cui deve prevalere la solidarietà vera a Borsani
e l’isolamento dei cretini e dei mascalzoni, con un colpo di genio
Beccalossi accusa dell’attentato a Borsani coloro che hanno firmato
contro la reintroduzione dei ticket sulle prestazioni sanitarie. Cioè
confonde una grande manifestazione di volontà popolare con qualche
pazzo criminale. Sarebbe come pensare che coloro che sono contrari ai
ticket, cioè circa 9 milioni di lombardi, siano tutti terroristi;
è un pensiero che può essere partorito solo da una mente
superiore come quella della Vicepresidente della Giunta Regionale.
Mamma mia che tristezza.
22
maggio 2003
SOLIDARIETA’
VERA A CARLO BORSANI
Voglio esprimere
tutta la solidarietà a Carlo Borsani e alla sua signora che ho
il piacere di conoscere; anche se da schieramenti politici opposti abbiamo
sempre combattuto i cretini e i mascalzoni, e solo all’interno di
queste categorie può trovarsi l’autore di un atto così
vigliacco.
20
maggio 2003
ISPEZIONE AL TRIBUNALE DI MILANO
I VERDI: FANTASTICO!
Dichiarazione del consigliere Regionale Carlo Monguzzi:
"Solo un governo dotato di grande fantasia poteva inviare un'ispezione
finanziaria al Tribunale di Milano. Noi che utilizziamo la fantasia per
altri scopi non riusciamo però a non mettere in fila le ultime
condanne a esponenti del centro-destra, le leggi sulle rogatorie, la Cirami,
le proposte di immunità e non ci sembra azzardato stabilire un
collegamento fra tutto ciò e questa ispezione.
Come sempre però siamo consapevoli che al Tribunale di Milano lavorano
persone perbene e correte e che questo sarà l'esito dell'ispezione,
come è stato per quelle precedenti inviate dal Ministro di Grazia
e Giustizia e che questo fatto sarà un, speriamo non ultimo, autogol
del governo".
20
maggio 2003
UNA CITTA' SICURA E SOLIDALE CI SALVA DAI LADRI
Le vicende di questi giorni fanno emergere sentimenti profondi. C'è
in tutti noi, quando subiamo un'offesa, un sentimento di reazione violenta
e di messa in atto di pratiche che psicologicamente vogliono essere il
risarcimento di un atto violenza. C'è chi reagisce urlando, chi
piangendo, chi paralizzato dallo spavento, chi con pugni e schiaffi e
chi usando un'arma, se la possiede. Solo pochi illuminati e asceti riescono
a interrompere questo meccanismo: Gesù ci consigliava di porgere
l'altra guancia.
E poi c'è la paura, che quando è accompagnata dalla rabbia
fa fare anche ai migliori di noi cose che a mente fredda nessuno si sognerebbe
di fare. Ma è qui che chi deve proporre e applicare soluzioni collettive
deve uscire dalla viscere e fare lavorare il cervello. Al tabaccaio che
ha sparato ai ladri va la mia comprensione umana ma non la solidarietà
che avrebbe il significato di giustificare l'atto commesso e di permettere
che ciò possa succedere anche in futuro. Invece quando un essere
umano ne ammazza un altro, quale che sia il motivo e lo stato d'animo
e quale che sia il movente che lo ha spinto a farlo, non è mai
da giustificare: in caso contrario apriremmo un contenzioso irrisolvibile
sul piano dell'etica ma anche dal punto di vista della convivenza civile,
sull'interpretazione cioè dell'articolo 52 del Codice di procedura
penale che fissa le condizioni per le quali un cittadino può invocare
il diritto a difendersi.
Quello di cui c'è bisogno è una città sicura dove
chi sale sul tram non abbia paura di essere rapinato e chi lavora in un
negozio possa farlo nel modo più sicuro e tranquillo possibile.
Serve poi, e questo è forse l'elemento decisivo, una città
più solidale, una città in cui se un cittadino viene derubato
del portafoglio in tram gli altri passeggeri non voltano la testa, ma
intervengono in sua difesa.
Non c'è però una città sicura senza un governo del
territorio credibile e concreto: serve un maggior coordinamento delle
forze che devono tutelare l'ordine pubblico, perché, come dicono
gli esperti, non servono più poliziotti (ma se servissero non saremmo
contrari), ma maggior coordinamento tra coloro che ci sono e utilizzo
degli strumenti più moderni di controllo del territorio.
Purtroppo nella nostra città la soluzione dei problemi reali sono
spesso solo annunci alle televisioni e ai giornali. Una città sicura
e solidale ha vitale bisogno di amministratori all'altezza della sfida,
ma purtroppo mi sembra che quelli attuali siano in altre faccende affaccendati.
E così, purtroppo, quando della vicenda del tabaccaio non se ne
parlerà più, l'unica cosa che rimarrà da fare sarà
sperare che il prossimo povero diavolo in possesso di un'arma che subisca
una rapina, abbia la freddezza di non usarla, o che, in caso contrario,
almeno miri alle gambe.
16
maggio 2003
SARS, DENUNCIA DEI VERDI:DOVE SONO I CONTROLLI NNUNCIATI DA SIRCHIA
A MALPENSA? SOLO PUBBLICITA'?
Neanche una guardatina, solo per capire se hai la febbre. Questo può
succedere a chi sbarca a Malpensa proveniendo non dal Canada o dalla Tahilandia,
ma dalla Cina meridionale, dove è nata e si è diffusa la
Sars, la polmonite atipica. Questo è quello che mi è stato
raccontato all'inizio di questa settimana da un giovane di ritorno da
Canton che ha preso l'aereo per l'Italia a Honk Kong, facendo poi scalo
a Francoforte. Anche nella città tedesca il giovane non è
stato sottoposto a nessun controllo, ma lì non sono stati annunciati
e organizzati, come ha denunciato lo stesso ministro Sirchia in polemica
con gli omologhi europei, i controlli a tappeto negli aeroporti internazionali,
come dovrebbe avvenire a Malpensa appunto. Mi pare di poter dire che i
controlli siano solo annunciati.
Il ministro Sirchia prepara giustamente una campagna antipanico, perché
è vero che, in Italia, tra gli anziani ne uccide di più
l'influenza, soprattutto per complicazioni. Ma perché Sirchia annuncia
di aver blindato aeroporti internazionali e nazionali se poi a un cittadino
proveniente da zone ad alto rischio non chiede neanche se ha la febbre?
Eppure è questo quello che è successo lunedì.
Non vorrei che quello che il ministro ha preparato sia solo una gigantesca
campagna di pubblicità per dimostrare agli italiani e all'Europa
l'efficienza italiana: questi soldi potrebbero essere spesi molto meglio,
eseguendo controlli più puntuali ma soprattutto investendoli in
un sistema sanitario vessato dalle politiche del centrodestra che, in
Lombardia, significano soprattutto ticket inaccettabili sul diritto di
tutti alla salute e a una sanità efficiente.
15
maggio 2003
PIANO ENERGETICO REGIONALE DA MIGLIORARE: LE EMISSIONI DI CO2
DEL SETTORE ELETTRICO LOMBARDO INVECE DI DIMINUIRE AUMENTERANNO DEL 65%
AL 2010
NEL DOCUMENTO DEL PIRELLONE SI PARLA POCO ANCHE DI RISPARMIO ENERGETICO
I VERDI A CONVEGNO CHIEDONO A COMUNI E PROVINCE DI FARE LA LORO PARTE
PER DIMINUIRE CONSUMI E DIFFONDERE LE FONTI RINNOVABILI
Un piano energetico che invece di diminuire le emissioni di gas responsabili
dell'effetto serra, le aumenta in modo vertiginoso. Negativo il giudizio
dei Verdi sul documento approvato dalla giunta regionale, illustrato oggi
per la prima volta a margine di un convegno rivolto agli amministratori
locali per promuovere fonti rinnovabili e risparmio energetico. E proprio
le amministrazioni locali, comuni e province, nell'attesa di un piano
regionale più sostenibile, possono fare molto per sostenere fonti
rinnovabili e risparmio: migliorando ad esempio l'efficienza energetica
degli edifici attraverso i regolamenti comunali e aumentando l'informazione
ai cittadini sull'utilizzo di lampade ed elettrodomestici a minor consumo:
in Lombardia, nei prossimi 10 anni, se si provvedesse alla sostituzione
di lampade ed elettrodomestici obsoleti si potrebbe totalizzare un risparmio
di almeno il 20% di energia.
Piano regionale da migliorare: troppe emissioni di Co2,poco risparmio
energetico
Nel piano il risparmio energetico è solo citato, l'aumento delle
fonti rinnovabili è veramente irrisorio mentre appare del tutto
sproporzionato il numero di nuove centrali previste dal Pirellone: tutto
ciò determina un aumento delle emissioni che passerebbero dalle
attuali 16,7 milioni di tonnellate di anidride carbonica a 25,4, secondo
una prima ipotesi, o a 27,7. In questo modo l'incremento percentuale delle
emissioni da qui al 2010 sarebbe tra il 51,6 al 65,3%. Peccato che il
nostro Paese, in base agli accordi di Kyoto, dovrebbe diminuire le emissioni
di Co2 del 6,5% rispetto ai valori del 1990. Più nel dettaglio,
per quel che riguarda lo sviluppo delle rinnovabili, il piano prevede
di passare da 13.611 GWh (gigawatt/ora) del 2000 a 15.157 GWh nel 2010
con un incremento di poco superiore all'11,4% in 10 anni, molto lontani
dal raddoppio auspicato in sede di "libri bianchi" della Unione
europea e del governo italiano (documento Cipe, Comitato interministeriale
di Programmazione economica). Diverso trattamento e attenzione viene riservata
invece allo sviluppo dell'offerta di fonti non rinnovabili in impianti
convenzionali di potenza, cioè le centrali alimentate a gas: si
passerebbe da 27.985 GWh del 2000 a 60.905 o addirittura a 66.922, a seconda
degli scenari del 2010, con incrementi variabili tra il 117 e il 140%.
Il risparmio in generale ed "elettrico" in particolare, nonostante
il notevole potenziale dichiarato nella relazione introduttiva del Piano
energetico regionale (variabile tra il 25 e il 40% sugli attuali consumi
finali), non viene nemmeno preso in considerazione e quindi contabilizzato
nel bilancio. Di concreto, e molto distante da quanto scritto in relazione,
il risparmio si attesta a un misero 1,7% al 2010.
E' per questo che il piano per i Verdi va migliorato: mancano molti tasselli
che lo possano rendere più sostenibile.
Le proposte dei Verdi alla Regione
A livello normativo, emendando il Piano energetico, la Regione può
contribuire molto alla riduzione dell'impatto del settore energetico in
Lombardia: se il Pirellone adottasse le misure indicate dagli ambientalisti
le emissioni complessive di CO2 invece di aumentare da qui al 2010 del
65% si abbatterebbero del 12%. Ed ecco gli interventi possibili.
La Regione può promuovere, come possono peraltro già fare
i comuni, la sostituzione di tutte le apparecchiature obsolete rispetto
alle nuove categorie di lampade, elettrodomestici, macchine, motori, sistemi
di condizionamento.
Può puntare sul ripotenziamento del parco delle centrali esistenti
(evitandone di nuove, come le tre autorizzate nel Pavese, nel raggio di
pochissimi chilometri), aumentandone la potenza e il loro rendimento (dall'attuale
39-40% delle turbine a vapore al 50-55% dei cicli combinati a gas) e delle
ore di funzionamento (dalle attuali 3.600 ad almeno 5.500 su base annua).
Può favorire i sistemi di teleriscaldamento in cogenerazione di
città o di quartieri (come fa Brescia, il cui inceneritore, attraverso
il calore generato, riscalda mezza città), abbassando nello stesso
tempo le potenze unitarie per centrale (30-50MWth) e avvicinandole alle
aree di utilizzo finale: questo permetterebbe di sostituire le caldaie
di edificio che contribuiscono alle emissioni di polveri fini e un ridimensionamento
del ricorso agli elettrodotti ad alta tensione per trasportare l'energia.
Può infine aumentare il ricorso alle fonti rinnovabili pure e nuove,
come solare ed eolico, escludendo però dal calcolo la termodistruzione
dei rifiuti e il grande idroelettrico, che ha comunque un notevole impatto
sugli ecosistemi alpini.
Il ruolo dei comuni e delle province
Nell'attesa di un piano regionale più attento all'ambiente, le
amministrazioni locali da subito possono fare la loro parte per promuovere
risparmio energetico e fonti rinnovabili.
A disposizione di comuni e province ci sono infatti l'introduzione dell'obbligo
della certificazione energetica degli edifici che miri alla riduzione
dei consumi attraverso tecnologie di costruzione e di ristrutturazione
meno energivore.
C'è poi il sostegno alla nascita di imprese pubblico private (in
gergo ESCo - Energy Service Company) che, gestendo gli impianti (di energia,
di riscaldamento) allo stesso costo sostenuto da comuni o municipalizzate,
e realizzando interventi di risparmio energetico, possano realizzare utili
attraverso appunto il risparmio energetico.
Il sostegno allo sviluppo delle fonti rinnovabili, come i pannelli solari
per la produzione di acqua calda, è l'altro punto su sui possono
agire le amministrazioni locali. Sostegno che può avvenire non
solo con le tipiche forme dei "bandi pubblici" ma promovendo,
come avviene negli Stati Uniti e in Germania, "gruppo d'acquisto"
di energia verde: un meccanismo che prevede che i cittadini, singoli o
associati, chiedano al fornitore che una quota di energia offerta provenga
esclusivamente da impianti che la producano da fonti rinnovabili. Il fornitore
(per esempio l'Aem di Milano) garantisce il consumatore che una quota
di energia fornita proviene da impianti solari o eolici attraverso attestati
o dichiarazioni certificate da enti terzi già presenti sul mercato.
Il ruolo dei cittadini
Le amministrazioni locali, per contribuire a una maggiore sostenibilità
del sistema energetico, possono anche agire sul versante di una maggiore
informazione ai cittadini sulle pratiche già realizzabili che puntano
al risparmio energetico. E' bene che i cittadini sappiano che nell'arco
di un decennio grazie alla sostituzione di tutte le apparecchiature obsolete
rispetto alle nuove categorie di lampade, elettrodomestici, macchine,
motori, sistemi di condizionamento sono possibili risparmi su scala regionale
di almeno il 20%. E i maggiori costi delle nuove apparecchiature sono
ammortizzabili in brevissimo tempo. Un lavastoviglie ad alta efficienza
costa 150 euro in più, permette di risparmiare il 38% di energia
l'anno e di totalizzare un risparmio economico, sempre su base annua di
circa 20 euro. Uno scaldabagno più risparmioso di nuova generazione,
tanto per citare un altro esempio, costa 50 euro in più, permette
di risparmiare il 50% di energia all'anno e garantisce un risparmio economico
sulla bolletta annua di ben 100 euro.
14
maggio 2003
Dichiarazione dei consiglieri regionali Carlo Monguzzi (Verdi)
– Marco Cipriano (DS)- Battista Bonfanti ( Margherita)- Roberto
Biscardini ( SDI) – Ezio Locatelli ( PRC)
Oggi la Commissione Ambiente del Consiglio Regionale della Lombardia all’unanimità
ha approvato una risoluzione che chiede alla Giunta Regionale di non autorizzare
una nuova discarica ad Inzago in Provincia di Milano richiesta dalla società
Transeco Srl.
La risoluzione è stata sollecitata da tempo dai consiglieri Carlo
Monguzzi dei Verdi, Marco Cipriano dei Ds, Battista Bonfanti della Margherita,
Roberto Biscardini dello SDI e da Ezio Locatelli di PRC.
Questo atto è un esplicito riconoscimento al Comune di Inzago sia
per il contributo dato in questi anni alla risoluzione della questione
rifiuti della città e della Provincia di Milano sia per il fatto
che nel 2002 ha raggiunto il 55% di raccolta differenziata e per questo
è tra i primi Comuni che usufruiscono dei contributi e degli incentivi
messi a disposizione dalla Provincia di Milano.
Ovviamente la strada è segnata –hanno dichiarato i consiglieri
regionali- indietro non si può tornare; basta discariche e invece,
anche come insegna la vicenda di Inzago, si prosegua nella strada della
modernità sviluppando la raccolta differenziata, il riciclaggio
e il compostaggio. Solo così la città e la Provincia di
Milano potranno evitare una emergenza rifiuti.
14
maggio 2003
ENERGIA PULITA, CONSIGLI VERDI AI COMUNI PER ILLUMINARE LA SOSTENIBILITA’
DOMANI MATTINA, GIOVEDI’ 15 MAGGIO, CONVEGNO A MILANO AUDITORIUM
DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA - VIA FABIO FILZI 29 – 9.30,
13.30
Alle 12, durante la
pausa dei lavori, Carlo MONGUZZI, capogruppo dei Verdi in Regione, illustrerà
a stampa e Tv contenuti e obiettivi dell’incontro, compresi i rilievi
degli ambientalisti al Piano Energetico Regionale (domani per la prima
volta reso pubblico), approvato recentemente dalla giunta Formigoni.
Al convegno partecipano
tra gli altri: Maurizio BERNARDO (assessore regionale ai Servizi di pubblica
utilità e alle Risorse idriche), Pietro MEZZI (Capogruppo dei Verdi
in Provincia di Milano), Andrea POGGIO (Presidente Legambiente Lombardia),
Ettore BRUNELLI (assessore Ambiente, Mobilità e Trasporti di Brescia),
Riccardo PELEGATTA (ABB Italia), Giorgio SCHULTZE (Esperto).
Obiettivo del convegno
per i Verdi è fornire agli amministratori presenti utili indicazioni
per promuovere, attraverso bandi e regolamenti comunali, fonti rinnovabili
e risparmio energetico. Consigli utili per il risparmio energetico saranno
dati anche ai cittadini, ovvero come e cosa fare per consumare meno nelle
abitazioni e negli uffici.
Durante l’incontro
pubblico sindaci e assessori di comuni virtuosi racconteranno inoltre
la loro positiva esperienza: c’è chi alimenta piscine comunali
con pannelli solari, come San Donato Milanese, e chi, come Brescia, riscalda
quartieri con il calore prodotto dal termodistruttore di rifiuti evitando
di bruciare ulteriore combustibile per usi termici. Esperienze positive
saranno illustrate anche da Legambiente Lombardia, che sostiene la diffusione
delle fonti rinnovabili con diversi progetti e che da mesi alimenta la
sua sede lombarda con pannelli solari, e da ABB, multinazionale che ha
progettato la sua sede di Sesto San Giovanni secondo criteri di efficienza,
procurandosi risparmi energetici del 30% circa.
Ci sarà anche
un confronto tra l’assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità
e alle Risorse idriche, Maurizio Bernardo, e il capogruppo dei Verdi in
Regione Carlo Monguzzi: l’assessore illustrerà le iniziative
avviate dalla regione per diffondere le rinnovabili e il risparmio energetico,
mentre Monguzzi argomenterà le richieste alla regione di revisione
del Piano energetico regionale, documento recentemente approvato dalla
giunta Formigoni che per i Verdi prevede troppe nuove centrali ed è
poco ambizioso sui temi delle rinnovabili e della diffusione del risparmio
energetico. Il documento sarà domani per la prima volta reso pubblico.
13
maggio 2003
RADIC CREDE DI ESSERE BERLUSCONI: INTERVENGA FORMIGONI Così
come quando Berlusconi è nei guai con la giustizia se la prende
con gli altri, così Radic, nell'imminenza dell'emergenza rifiuti
a Milano, non trova di meglio che prendersela con i campani. Noi Verdi
volevamo semplicemente avviare una collaborazione più stretta e
fattiva tra le due regioni, ma caspita con questi governanti, o coi loro
aiutanti, ogni cosa costruttiva e di governo dei problemi è quasi
impossibile. Ci appelliamo a Formigoni affinché tranquillizzi Radic
e Berlusconi: come dice Follini, si prendano una camomilla.
Carlo Monguzzi
13
MAG (ANSA) DELLE 16:16)
RIFIUTI: PORTAVOCE FORMIGONI, DELIRIO VERDI E' SENZA FINE
'Il delirio e la vergogna dei Verdi e' senza fine''. Cosi' ha replicato,
alle dichiarazioni dei Verdi sulla situazione dei rifiuti in Lombardia,
Andrea Radic, portavoce del Presidente della Regione Formigoni.
''I Verdi - ha aggiunto Radic - appoggiano la giunta della Campania, che
non sa riparare ai disastri ambientali, e contrastano la giunta della
Lombardia che e' la regione migliore d'Italia dal punto di vista ambientale:
lo dicono tutte le statistiche e lo confermano le associazioni ambientaliste
serie. Hanno un loro uomo che da aiutante del commissario campano non
ha saputo evitare i disastri che oggi tutto il mondo vede in televisione.
Eppure i Verdi hanno ancora la spudoratezza di parlare. Che grande pena!''.
(ANSA).
13
maggio 2003
SULL'EMERGENZA RIFIUTI IN CAMPANIA PER I VERDI FORMIGONI FA DICHIARAZIONI
AVVENTATE: "VIGILI PIUTTOSTO SUGLI ERRORI DI MILANO E AMSA CHE RISCHIANO
DI FARCI TORNARE IN EMERGENZA"
"SOLIDALI CON BASSOLINO E FACCHI"
"L'emergenza rifiuti in Campania è il risultato di anni di
cattiva gestione dei rifiuti in tutta Italia: un filo rosso lega la situazione
attuale nella regione guidata da Bassolino e la Lombardia degli anni Novanta.
Non va dimenticato infatti che per anni i rifiuti del Nord sono stati
inviati, molto spesso abusivamente, nel Sud d'Italia e proprio in Campania,
nelle discariche gestite dalla camorra. Non lo diciamo solo noi ambientalisti,
ma le numerose indagini del Corpo forestale dello Stato, dei Noe dei Carabinieri
e dell'Anpa". Così commentano la crisi rifiuti campana i Verdi
Fiorello Cortiana e Natale Ripamonti (senatori), Camillo Piazza e Carlo
Monguzzi, consigliere regionale lombardo che da assessore all'Ambiente
della Lombardia, nel 1993, con la legge regionale 21 che poi ispirò
quella nazionale firmata dal ministro Ronchi del 1997, contribuì
a invertire la rotta nella gestione dei rifiuti, puntando su raccolta
differenziata e compostaggio.
"I risultati oggi si vedono: la Lombardia è leader nella raccolta
differenziata. E oggi - continuano gli esponenti del Sole che ride - deve
essere solidale con la Campania, che fatica a uscire da anni di gestione
criminale dei rifiuti e del territorio, non solo accogliendo temporaneamente
parte dei rifiuti secchi non riciclabili, ma anche mettendo a disposizione
della regione in difficoltà know how tecnologico e organizzativo.
Il sub commissario all'emergenza campana, il lombardo Facchi, in questi
anni e di fronte a una situazione drammatica, ha operato bene. Ora lui
e Bassolino non vanno lasciati soli, o, peggio, attaccati come ha fatto
oggi Formigoni dalle colonne del quotidiano Libero. Formigoni farebbe
meglio a controllare che nella regione da lui amministrata non si sviluppino
traffici di rifiuti che non si sa bene quale destinazione possano prendere.
Ma soprattutto dovrebbe tirare le orecchie a Milano e ad Amsa, che hanno
affossato in città la raccolta dell'umido mentre in tutti i comuni
della provincia sono a percentuali a due cifre, e che all'inizio dell'anno
hanno inviato rifiuti provenienti dalla Maserati proprio in Campania.
Inoltre non riesce a chiudere l'inceneritore di Silla 1 come promesso
perché il nuovo inceneritore di Silla2 ha gravi problemi di collaudo,
mentre tra pochi mesi chiuderà la discarica ad Inzago. Formigoni
contenga quindi il suo rancore contro il commissario di governo Bassolino
e il sub commissario Facchi che conosce bene proprio dai tempi di Cerro
Maggiore e dalla dura lotta dei cittadini per chiudere la discarica dei
Berlusconi. La Lega Nord ci risparmi il razzismo e la devolution dei rifiuti
con la demagogia dei "terroni che vogliono inquinare la Padania".
A Napoli si gioca una partita per rendere l'Italia più civile e
più moderna; si sta tentando di togliere la camorra dal mercato
dei rifiuti, si sta cercando di imporre la raccolta differenziata e il
riciclaggio, si sta cercando di costruire impianti di produzione di CDR,
di termoutilizzatori di CDR, di impianti di compostaggio e soprattutto
si è già impedito di fare del Sud la pattumiera del Nord
ricco e sviluppato".
9
maggio 2003
ARESE, POSITIVO IL LAVORO AVVIATO DALLA REGIONE MA BISOGNA CONVINCERE
COMUNI E PROVINCE AD ACQUISTARE AUTO ECOLOGICHE. IN QUESTO SENSO VA UN
PDL DEI VERDI
Positivo il lavoro di Formigoni per tentare di resuscitare il polo dell’auto
ecologica ad Arese, promuovendo innovazione, raggruppando le imprese più
avanzate in questo settore e soprattutto mantenendo l’occupazione
di migliaia di famiglie lombarde, costrette a vivere in questi giorni
nella più grande incertezza a causa della crisi Fiat che ha determinato,
per gravi colpe del Lingotto, lo smantellamento del polo dell’ex
Alfa di Arese.
Scottati dai molti annunci seguiti da pochi fatti che caratterizzano spesso
la politica del presidente Formigoni, prima di esprimere un giudizio più
dettagliato attenderemo di conoscere i contenuti del piano che il Presidente
ha annunciato per il 19 maggio.
Fin d’ora ricordiamo però che questi importanti sforzi vanno
accompagnati con decise politiche di sostegno alla domanda: se si riuscisse
a ricreare un polo produttivo ad Arese, non va dimenticato che le macchine
ecologiche che usciranno da Arese faranno fatica a trovare uno sbocco
di mercato, a causa dei maggiori costi che ancora caratterizzano questo
tipo di produzioni.
Come Verdi stiamo lavorando a un progetto di legge regionale che imponga
alle amministrazioni pubbliche la sostituzione progressiva del parco veicoli
con auto a basso o nullo impatto ambientale. La base di partenza è
il decreto fatto dal ministro Verde Ronchi nel 1998, che però non
prevedeva sanzioni per le amministrazioni che non si fossero adeguate.
Una lacuna che si potrebbe colmare con un pacchetto di sanzioni a carico
dei comuni e delle province che non convertissero il loro parco auto con
veicoli più ecologici: alle amministrazioni negligenti si potrebbe
ad esempio negare l’accesso a certe tipologie dei finanziamenti
oppure inasprire il bollo auto per i cittadini residenti nei comuni inadempienti.
Per chiudere il cerchio e per sostenere le amministrazioni le cui casse
comunque languono, è necessario indirizzare ad esse gli ecoincentivi,
evitando finanziamenti a pioggia come quelli varati alla fine dell’anno
scorso.
7
maggio 2003
CAMPETTO DI CALCIO DISTRUTTO ALL’ISOLA:
ANCHE I VERDI CON IL PALLONE SOTTOBRACCIO AL PRESIDIO DI LEGAMBIENTE PER
PROTESTARE CONTRO IL COMUNE
Un campetto da rifare immediatamente. In una città dove il verde
fruibile dai cittadini e gli spazi per praticare gratuitamente sport all’aria
aperta sono quasi all’osso, è inaccettabile il comportamento
del comune di Milano che ha autorizzato ieri la distruzione del campetto
di calcio all’interno dei giardini di via Confalonieri, nel quartiere
Isola. Per protestare contro questo miope atteggiamento di Palazzo Marino
anche i Verdi parteciperanno con il pallone sottobraccio al presidio indetto
da Legambiente alle 18 di questa sera. Il campetto distrutto dalla Global
Service, società che gestisce il verde a Milano per conto del comune,
rappresentava un luogo spontaneo di integrazione multietnica e di sport
all'interno dei giardini, gli stessi dove ogni seconda domenica del mese
si tiene il biomercato. Questo spazio, che prima era una vera e propria
discarica a cielo aperto, è stato in gran parte recuperato grazie
al lavoro volontario dei cittadini e di Legambiente. Il presidio di questa
sera, per i Verdi, rappresenterà anche un momento di forte protesta
contro il progetto di Città della Moda che, oltre a grattacieli
e palazzoni in una città che soffoca, prevede anche due arterie
stradali di scorrimento proprio all’interno dell’area verde.
Stefano Costa, Portavoce cittadino e Carlo Monguzzi, Consigliere regionale
6
maggio 2003
SEQUESTRATO NEL MILANESE DEPOSITO ABUSIVO DI RIFIUTI
PER I VERDI CHIARO SEGNALE DI EMERGENZA, ARRETRATE E INEFFICIENTI LE POLITICHE
DI CHI GUIDA MILANO, PROVINCIA E REGIONE
Oggi in via Airaghi, a Quinto Romano, in una delle poche zone agricole
del milanese, il Corpo forestale dello Stato e il nucleo ambientale della
Polizia municipale, hanno messo sotto sequestro un deposito di rifiuti
della Milano Maceri. Una vera e propria discarica di rifiuti con cumuli
di plastiche, rottami di ferro, inerti, vetro, carta e rifiuti elettronici
accatastati direttamente sul terreno senza alcuna protezione e a fianco
di un asilo, di scuole elementari e di un allevamento.
La Milano Maceri ha una lunga storia di irregolarità. Già
nel 1992 il Comune aveva negato il sito di via Airaghi alla Società
non autorizzando una attività di trattamento rifiuti; per questo
la Milano Maceri si era spostata a Settimo Milanese e a Bareggio. Nel
2001 si verificò un incendio nel deposito a Settimo Milanese e
vennero dopo poche settimane messi sotto sequestro dalla Magistratura
entrambi i depositi nei due paesi ad oggi ancora chiusi. Nelle settimane
scorse i responsabili della Milano Maceri sono stati condannati in primo
grado per traffici irregolari verso la Cina.
“Il caso della Milano Maceri – ha detto Carlo Monguzzi, consigliere
regionale dei Verdi -, purtroppo non isolato, è un ulteriore segnale
che Milano e provincia sono in emergenza rifiuti: siamo di fronte a una
crisi grave, che fortunatamente non è ancora fatta di sacchi neri
in mezzo alle strade ma di traffici di rifiuti che finiscono in varie
parti della regione e nel resto del Paese, come ha dimostrato l’invio
di diverse tonnellate di rifiuti in Campania provenienti dall’impianto
di trattamento dell’ex Macerati gestito da Amsa, episodio denunciato
da noi Verdi all’inizio dell’anno. Se grandi quantità
di rifiuti finiscono nelle mani di imprenditori senza scrupoli, significa
che le politiche di chi guida Milano, la provincia e la Regione sono inefficaci
e arretrate. Se i rifiuti girano senza controllo nel territorio finiscono
nell’illegalità e nell’abusivismo, arricchendo sempre
più gli ecofurbi che, nell’assenza di regole, creano un grosso
danno all’ambiente. Le istituzioni non controllano e soprattutto
l’Arpa non è messa in condizione di vigilare in modo efficace.
Come se tutto ciò non bastasse, la nuova legge rifiuti proposta
dalla Giunta Formigoni favorisce ‘la libera circolazione dei rifiuti’
giudicando ogni azione di pianificazione e programmazione un inutile e
obsoleto appesantimento burocratico per le imprese”.
“I Verdi avanzano domande precise: perché possono anche solo
iniziare ad operare quasi indisturbate queste ditte di dubbia affidabilità?
Perché non esiste ancora il reato ambientale e perché ditte
pluri-inquisite continuano ad operare? Perché, azioni importanti
di sequestro come quelle di questa mattina a Milano, arrivano dopo che
il danno è stato compiuto?”
“Per gli ambientalisti è necessaria una legge semplicissima
di soli due articoli: il primo che obbliga gli imprenditori del settore
rifiuti a tutti i livelli (raccolta, recupero, trattamento, trasporto
e smaltimento) a versare congrue fideiussioni monetarie da utilizzare
per eventuali bonifiche dei depositi in caso di illegalità e di
inquinamento. Il secondo che impedisce a persone e società implicate
in atti di illegalità ambientale di operare nel settore dei rifiuti
almeno per dieci anni”.
6
maggio 2003
CONTRO IL MONOPOLIO INFORMATICO
SPAZIO AL SOFTWARE LIBERO: PROPOSTA DI LEGGE DEI VERDI
I Verdi hanno presentato oggi un progetto di legge regionale contro il
monopolio informatico negli uffici pubblici: “La pubblica amministrazione
– hanno detto Carlo Monguzzi e Fiorello Cortiana, rispettivamente
consigliere regionale e senatore dei Verdi - deve privilegiare l’uso
di software distribuibili e modificabili, non chiusi e ingessati come
i prodotti Microsoft che occupano più dell’80% del mercato
italiano. Gli uffici pubblici devono fare anche in modo che i documenti
elettronici che compaiono nei loro siti siano scaricabili e accessibili
a chiunque: le delibere della giunta regionale, ad esempio, dovrebbero
essere immediatamente consultabili. In questa duplice direzione va il
pdl regionale che presentiamo oggi. La nostra, ci teniamo a sottolinearlo,
non è una battaglia contro l’azienda di Bill Gates ma per
il pluralismo informatico”. All’incontro con i giornalisti
erano presenti anche Renato Peditto, di Ibm Italia, società molto
impegnata anche nello sviluppo dei sistemi operativi e di software “open
source”, e Joy Marino, di I.Net, quarto provider italiano per l’accesso
a Internet, che ha sottolineato il grande interesse della società
verso il software libero.
Dalle attuali indicazioni di mercato è legittimo ritenere che quasi
tutti i computer funzioneranno con lo stesso sistema operativo (Windows
o qualche successore) di proprietà di una sola azienda, tra l’altro
non europea. Di questo sistema operativo non sarà possibile sapere
esattamente cosa farà e come, proprio per la mancata messa a disposizione
del codice sorgente.
“Quel che serve, - hanno detto ancora i Verdi - soprattutto nella
pubblica amministrazione, sono invece programmi liberamente distribuibili
e liberamente modificabili per le esigenze dei singoli (individui, aziende,
uffici della pubblica amministrazione). Oggi la punta più avanzata
in questo senso è rappresentata dal sistema operativo Linux e dalle
applicazioni che girano su di esso. La proposta di legge dei Verdi non
mira a favorire quindi un’azienda in particolare, bensì a
diffondere sistemi operativi efficaci e molto più sicuri dei sistemi
proprietari, costruiti da una comunità globale di programmatori,
intorno al quale può svilupparsi, e sta già cominciando
a farlo, una nuova economia. Il software proprietario classico, come quelli
oggi più diffusi, è prodotto invece con un codice sorgente
ignoto agli utenti, con la conseguenza che non è permesso sapere
esattamente cosa faccia: ad esempio, per quel che riguarda la tutela della
privacy regolamentata dalla legge 675 del 1996, non vi è certezza
che non abbia una funzione che invii informazioni sull’utente verso
qualcun altro, ipotesi già verificata su alcuni software proprietari”.
Oggi esistono diverse associazioni che raggruppano gli utenti di sistemi
operativi e software “open source” (sorgente libera), come
Milug (Milano Linux User Group) e OpenLabs. Tali utenti utilizzano Linux,
molti altri anche OpenOffice, una versione equivalente a Microsoft Office
che gira in ambiente Windows. Anche i provider guardano con attenzione
a queste comunità e I.Net, uno dei più importanti insieme
a Telecom, Omnitel, Wind, è tra questi. I software “open
source” possono costituire anche un’opportunità economica:
tali software e sistemi operativi sono infatti accessibili a tutti ma
perché siano efficaci è necessario un adattamento alle particolari
esigenze, ad esempio degli uffici pubblici o delle società o dei
singoli che vi fanno ricorso. Servono programmatori, quindi, che potrebbero
trovare nuovo lavoro con attività di consulenza. Il sistema attuale
offre poche opportunità da questo punto di vista: Microsoft, ad
esempio, occupa in Italia solo poche decine di programmatori. Con sistemi
più liberi potrebbero essercene diverse migliaia.
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