Attività del Gruppo
Comunicati Stampa
>> Marzo 2004
Appuntamenti
Vertenze
Tematiche e Dossier
Attività Istituzionale
Ecoappunti
Archivio del periodico
del Gruppo
Voglio ricevere
EcoAppunti
La Politica
Idee e Contributi
Ambientalisti dell'Ulivo
Per rilassarsi
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

Comunicati stampa MARZO 2004


31 marzo 2004
COMUNICATO STAMPA di Anna Donati e Monica Frassoni
ALTA VELOCITA': "Condannata l'Italia per appalti a trattativa privata AV: ora si adegui revocando i contratti"
"L'Italia condannata per gli appalti a trattativa privata delle tratte ad Alta Velocità Milano-Genova, Milano-Verona e Verona-Padova. Lo ha deciso ieri la Commissione europea deliberando di inviare un parere motivato alla Repubblica Italiana per la violazione di ben due articoli del Trattato comunitario, 43 e 49, in materia di appalti e concessioni". Lo rendono noto la senatrice Anna Donati, Capogruppo Verdi in Commissione LLPP di Palazzo Madama e l'on. Monica Frassoni, Copresidente dei Verdi al parlamento europeo, che oltre un anno fa avevano presentato un dettagliato ricorso in sede europea denunciando l'illegittimità del ripristino a trattativa privata, ai vecchi consorzi scelti senza gara nel 1991, dei lavori delle tre tratte ad alta velocità, deciso dal governo Berlusconi nel collegato Infrastrutture.
"Con la decisione assunta ieri - hanno continuato le parlamentari verdi - siamo arrivati alla terza fase della procedura di infrazione a carico dell'Italia. Ora se il governo italiano non decide di adeguarsi finirà dritto alla Corte di Giustizia Europea."
Gli articoli del Trattato violati, 43 e 49, riguardano la libertà di stabilimento dei cittadini dei cittadini in uno Stato membro e la libera prestazione dei servizi all'interno della comunità , visto che la concessione dei lavori a trattativa privata è stata esplicitamente prevista fin dal '91 in esclusiva "ad uno dei principali gruppi industriali italiani".
"Il fatto che i lavori siano stati riservati alle imprese italiane, scelte nel '91 senza gara, - ha sottolineato Donati - è un'aperta violazione del Trattato dell'Unione. L'ammontare dei lavori che ora il Governo italiano deve revocare è stimato in circa 15 miliardi di euro."
"Il pronunciamento della Commissione Europea conferma, quindi, le ragioni della nostra denuncia - ha continuato Donati - Ora l'Italia deve adeguarsi al parere motivato della Commissione: il ministro Lunardi, Ferrovie e Tav devono revocare i contratti ai vecchi consorzi le tratte ad Alta Velocità Milano-Genova Milano-Verona e Verona-Padova e procedere, in futuro, mediante regolari gare di appalto."
"Noi Verdi abbiamo sempre sostenuto, nel corso dell'esame del Collegato Infrattrutture, l'illegittimità del ripristino della trattativa privata per gli appalti dell'Alta Velocità ferroviaria. Al ministro Lunardi avevamo segnalato che evitare le gare, per fare presto, non solo non avrebbe retto, ma sarebbe risultato anche illegittimo. La Commissione Europea ha confermato la nostra denuncia - ha concluso la senatrice Donati -: la politica messa in campo dal governo Berlusconi per semplificare le procedure ed evitare le gare d'appalto sono solo illegittimi escamotage per aggirare le normative vigenti, che evidentemente non funzionano".



31 marzo 2004
ATTENTATO AL TRALICCIO ENEL
GLI ECOTERRORISTI SONO SOLO CRIMINALI

I responsabili dell’attentato al traliccio dell’Enel in Val Chiavenna sono volgari terroristi e criminali.
Non sappiamo se siano ECOterroristi o terroristi con qualche altro prefisso o suffisso. Ma non c’è alcuna differenza perché gli atti criminali vanno condannati senza se e senza ma.
Da parte nostra ci impegniamo perché qualsiasi lotta a favore dell’ambiente sia condotta con imprescindibile metodo pacifico, non violento e democratico.



24 marzo 2004
Meno male che in Germania non c’è la Lega Nord sennò Milano non saprebbe dove smaltire 800 tonnellate di rifiuti al giorno
Siamo al delirio politico: in Lombardia i leghisti mettono il filo spinato contro loro stessi

Meno male per Amsa e per Albertini che nei pressi delle due discariche tedesche a Lipsia e in Baviera non ci sia la Lega Nord, sennò Milano non saprebbe dove smaltire 800 tonnellate di rifiuti che ogni giorno il capoluogo lombardo produce e spedisce in quei luoghi, e ci sarebbe una poderosa emergenza sanitaria.
Una spedizione curiosa, quella dei rifiuti milanesi, che abbiamo criticato con forza perché gran parte di quel quantitativo potrebbe diventare ottimo terriccio per i terreni agricoli e per il florovivaismo se solo Amsa riattivasse la raccolta differenziata dell’organico in città.
L’uscita della Lega Nord a noi pare però delirante: Lega Nord annuncia che domani metterà il filo spinato nei pressi del termovalorizzatore di Brescia per evitare che, per un atto di solidarietà, la Lombardia aiuti a smaltire parte dei rifiuti della Campania, regione alle prese con una gravissima emergenza ambientale, sociale e di legalità indotta dalla camorra.
Lega Nord mette il filo spinato contro sé stessa, contro cioè la sua stessa maggioranza che governa la Lombardia e contro Formigoni nella cui giunta è presente. Ma soprattutto continua a non capire che bloccando i rifiuti della Campania continua a fare il gioco della camorra.



23 marzo 2004
La battaglia contro l’emergenza rifiuti in Campania è una battaglia contro la camorra
Lega Nord non capisce che bloccando i rifiuti della Campania fa il gioco della camorra?

Sulla possibilità che la Lombardia per un atto di solidarietà possa accogliere i rifiuti della Campania c’è la nostra ampia disponibilità ma la Regione Lombardia deve garantire totale trasparenza.
E al momento la trasparenza, da parte della giunta Formigoni, non c’è. Non si capisce infatti quali siano le reali capacità di trattamento e smaltimento nella nostra Regione: ad esempio non si capisce come mai dalla Lombardia, da Milano per la precisione, partano ogni giorno 800 tonnellate di rifiuti di Amsa verso discariche tedesche.L’emergenza di queste settimane in Campania, sempre più drammatica in questi giorni, è indotta dalla camorra che è contro ogni buona e sostenibile gestione dei rifiuti: la camorra non vuole impianti moderni perché vuole continuare a gestire con impianti inquinanti e abusivi le migliaia di tonnellate di rifiuti prodotti in Campania ogni giorno. La camorra ha metodi semplici e chiari: impedire la pianificazione dello smaltimento e boicottare la raccolta differenziata.
E’ quindi doveroso che la Lombardia e le altre regioni facciano la loro parte per aiutare in questi giorni la Campania a sconfiggere la criminalità organizzata che lucra sulla malagestione dei rifiuti, danneggiando l’ambiente.
E’ inaccettabile che Lega Nord di fronte a questa emergenza ambientale, sociale e soprattutto di legalità, assuma posizioni così ridicole e irresponsabili non capendo che bloccando i rifiuti della Campania non fa altro che il gioco della camorra.



18 marzo 2004
Smog in crescita
Con la giunta Rosa verde del ’93 domani sarebbe scattato il blocco totale del traffico privato: la salute veniva prima di tutto. E ora?
Replica a Nicoli: quest’anno è piovuto di più dell’anno scorso, lo dice il Centro meterologico lombardo. L’assessore quali dati ha in mano?
Se fosse stata in vigore la delibera della giunta rosa verde del 1993, domani sarebbe scattato il blocco totale del traffico privato. La salute allora veniva prima di tutto. Oggi, invece, non si sa se è ancora così: i lombardi da quattro giorni continuano a respirare aria al veleno, come confermano i dati delle centraline Arpa e quelli del Treno verde di Legambiente sugli alti livelli di polveri fini. Lo smog continua a crescere e ai cittadini non rimane che sperare in vento e pioggia. Formigoni, con la sua ultima delibera, ha smantellato qualsiasi forma di intervento immediato per contrastare l’accumulo e gli episodi acuti di inquinamento atmosferico. Come si comporterà il presidente domani, dopo cinque giorni consecutivi di alti livelli di polveri fini?
Ieri l’assessore Nicoli Cristiani, rispondendo alle critiche dei Verdi, ha detto che quest’inverno è piovuto meno rispetto all’anno scorso. Ribadiamo che secondo i dati del Centro meterologico lombardo in Lombardia è piovuto il doppio rispetto all’anno scorso. Ci chiediamo quali dati abbia in mano l’assessore e gli ricordiamo che è in gran parte grazie alla maggior piovosità di quest’anno (dal 1 dicembre al 28 febbraio) che fino a fine febbraio c’è stata qualche giornata in meno di emergenza smog e non grazie alla debole iniziativa di blocco dei non catalizzati per sole cinque ore al giorno. Che sia stata debole e, da sola, inefficace lo dimostrano anche le multe elevate al termine dei quattro mesi di sperimentazione: solo un centinaio.



Bruxelles - 17 marzo 2004
Infrastrutture: Sindaci, comitati e ambientalisti a Bruxelles con Monica Frassoni
Un appello italiano alla Commissione, al Parlamento e al Consiglio della UE

Esiste un Caso Italia sulle infrastrutture strategiche. Rivolgiamo un appello perché venga confermato nella decisione finale l'orientamento del Parlamento e perché venga dedicata particolare attenzione alle politiche e alle scelte del Governo italiano
"Esiste un Caso Italia sulle infrastrutture strategiche e il Parlamento europeo, con il voto dell'11 marzo che ha cancellato, sulla base di un emendamento dei Verdi, il ponte sullo Stretto di Messina sulle opere strategiche e chiesto il rispetto della normativa sulla valutazione di impatto ambientale (VIA), ha fatto bene a evidenziarlo. Rivolgiamo un appello alla Commissione europea e al Consiglio dei Ministri UE perché venga confermato nella decisione finale l'orientamento del Parlamento e perché venga dedicata particolare attenzione alle politiche e alle scelte del Governo italiano, in violazione delle normative comunitarie sulla VIA e sugli appalti, per il mancato rispetto dei vincoli economici del Patto di stabilità e delle regole della Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi."
A sostenerlo sono una delegazione di 50 tra ambientalisti (WWF e Legambiente), comitati dei cittadini (che contrastano la realizzazione delle varie tratte ad Alta velocità ferroviaria e i progetti autostradali) e sindaci (dei coordinamenti del Nord Ovest e del Nord Est contro l'AV e sulla Bre-Be-Mi), che si sono incontrati con i funzionari della Commissione europea delle Direzioni Generali Trasporti, Ambiente e Mercato Interno e con esponenti del Parlamento europeo, su invito di Monica Frassoni, Presidente del gruppo dei Verdi /ALE al Parlamento europeo.
Monica Frassoni ha aggiunto:
"Questo incontro dimostra ancora una volta che il dialogo tra i vari livelli istituzionali è fondamentale: non possiamo permettere che si diffonda in Europa l'approccio del Governo Berlusconi per la costruzione di opere infrastrutturali faraoniche utili solo a chi le costruisce, disprezzando la normativa ambientale e i diritti delle comunità locali coinvolte. Le ragioni, tecniche e politiche portate a Bruxelles dai sindaci, amministratori, rappresentanti di comitati cittadini e ambientalisti, dimostrano che i pochi strumenti a disposizione dell'Unione europea per sostenere politiche di mobilità sostenibile, al di là dei discorsi di facciata, devono essere utilizzati in questo senso invece di promuovere progetti e politiche economicamente, socialmente e ambientalmente disastrose. Spero che il Parlamento, la Commissione e il Consiglio UE ascoltino questo appello nelle decisioni che dovranno prendere in materia di Reti transeuropee" .
La delegazione ha sottolineato l'importanza del voto del Parlamento europeo anche per gli aspetti che riguardano l'introduzione nelle linee generali del programma TEN (Reti transeuropee) del ruolo di coordinamento e supervisione della Commissione sull'applicazione della VIA e della Valutazione Ambientale Strategica negli Stati membri e sulla regola che porta alla cancellazione di quei progetti individuati nel programma che producano "effetti indesiderati sul piano sociale, economico e ambientale". In particolare:
Applicazione dalla VIA e della VAS - Sono oltre 80 i progetti che sono stati presentati all'approvazione dei ministeri competenti, una ventina dei quali hanno già superato il giudizio di compatibilità ambientale. Questo senza che il Primo programma delle opere strategiche (Delibera CIPE n. 121/2001) sia stato sottoposto alla VAS (Direttiva 42/2001/CE) e senza che vengano rispettati gli standard tecnici e le regole sulla partecipazione e sull'informazione dei cittadini (Direttiva 97/11/CE) e senza che venga tenuto in alcuna considerazione i principi di integrazione e sussidiarietà per gli enti locali (in particolare per i Comuni), stabiliti dal Trattato CE.
Finanziamenti e Patto di stabilità - I finanziamenti pubblici realmente disponibili per la progettazione e realizzazione delle opere strategiche nel periodo 2004-2006 sono 9.5 miliardi di euro, quando il Governo italiano avrebbe già dovuto reperire 50 miliardi di euro tra contributi pubblici e privati. Questa divaricazione fra i risultati attesi e quelli reali induce il Governo italiano a ricorrere alla costituzione di SpA interamente pubbliche che gli consentano di portare la spesa sulle infrastrutture fuori dai conti dello Stato, violando i vincoli di bilancio richiesti su scala comunitaria dal Patto di stabilità.
Tutela delle Alpi - Il documento del gruppo di lavoro Van Miert, incaricato dalla Commissione della redazione del programma TEN, fa esplicito riferimento alla Convenzione internazionale per la protezione delle Alpi, che prevede il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia e inibisce la costruzione di nuovi assi autostradali transalpini. Il Governo italiano ha deciso di non ratificare il Protocollo Trasporti della Convenzione, che contempla questi obiettivi, e pur di realizzare nuove autostrade (Cuneo-Nizza, Asse Tirreno-Brennero e Alemagna - continuazione dell'A 27) rischia di essere penalizzato dalla CE per il contrasto con la Convenzione e con il Libro bianco UE sui trasporti.
Monica Frassoni



17 marzo 2004
Le Pm 10 crescono, ma Formigoni tace
Il blocco per sole 5 ore dei non catalizzati e in assenza di altre misure è stato inefficace: meno giornate di smog solo perché quest’inverno è piovuto il doppio rispetto all’anno passato

Se non fosse stato per le numerose giornate di pioggia che hanno caratterizzato questo inverno rispetto a quello passato (prolungata siccità), la riforma degli interventi immediati voluta da Formigoni per contrastare lo smog avrebbe registrato non un fallimento, ma un clamoroso tonfo.
Secondo i dati del Centro Meterologico Lombardo, quest’inverno, cioè dal 1 dicembre al 28 febbraio, è piovuto il doppio rispetto all’inverno scorso. E’ solo quindi grazie alla pioggia che è stato possibile registrare meno giornate di smog e non grazie al debolissimo e poco controllato (solo qualche centinaio di multe in 4 mesi) blocco preventivo dei non catalizzati varato dalla giunta Formigoni. Questi dati smentiscono anche quanto dichiarato qualche tempo fa dalla Regione, la quale sottolinea l’efficacia della sperimentazione anche in presenza di minori piogge rispetto all’anno scorso.
Le giornate di emergenza smog potrebbero purtroppo comunque aumentare dato che le centraline hanno registrato negli ultimi due giorni l’aumento della concentrazione delle polveri fini (a Milano Juvara ieri 91 microgrammi per metrocubo). Un dato che potrebbe crescere, secondo le previsioni fino a venerdì.
La riforma di Formigoni ha cancellato qualsiasi possibile intervento antismog immediato. E questo sia nella fase di accumulo che in quella di emergenza. Se le previsioni dovessero confermare la tendenza al rialzo che farà venerdì il governatore dopo cinque giorni di alti livelli di polveri fini? Parliamo delle misure necessarie per evitare gli accumuli e contrastare i Pm 10 e gli altri inquinanti subito, cioè i blocchi parziali o totali, e non dei bandi per il finanziamento dei pannelli solari o dell’auto all’idrogeno, che sono cose buone e giuste ma che daranno frutti tra un po’ di tempo.
A Roma si bloccano i mezzi inquinanti e si circola a targhe alterne, a Bologna si farà la stessa cosa domani, a Milano e in Lombardia invece lo smog cresce indisturbato. I Verdi continuano a sostenere il loro piano, votato dal Consiglio regionale più di un anno fa e copiato male dalla giunta Formigoni: il piano ambientalista prevedeva oltre a interventi decisi a protezione del mezzo pubblico (nelle aree omogenee), un piano stagionale di blocchi per le non catalizzate e di circolazione a targhe alterne per scongiurare gli accumuli e interventi più immediati di blocchi totali o parziali in caso di superamenti dei livelli di guardia.



16 marzo 2004
Roma e Bologna intervengono contro lo smog:, Milano e la Lombardia no
Formigoni ha abilmente smantellato ogni presidio pubblico contro l’inquinamento: se sarà necessario fare qualcosa lo deciderà il presidente nel chiuso delle sue stanze.
Mentre a Roma domani si circolerà a targhe alterne e a Bologna si farà la stessa cosa giovedì, a Milano e in Lombardia lo smog cresce indisturbato. Le previsioni dicono che nei prossimi giorni crescerà ancora e ai cittadini toccherà respirare ancora una volta aria al veleno.
Mentre tutto questo succede registriamo il silenzio di Formigoni e il fatto che se non fosse stato per le numerose giornate di vento e pioggia che hanno caratterizzato questo inverno, la riforma da lui voluta per contrastare lo smog avrebbe registrato non un fallimento, ma un clamoroso tonfo. Infatti se si esclude la debole sperimentazione del blocco dei non catalizzati, la riforma ha di fatto cancellato qualsiasi possibile intervento antismog. E questo sia nella fase di accumulo che in quella di emergenza. Formigoni ha abilmente smantellato ogni presidio pubblico: se sarà necessario fare qualcosa lo deciderà il presidente con i suoi tecnici nel chiuso delle sue stanze.
I Verdi continuano a sostenere il loro piano, votato dal Consiglio regionale più di un anno fa e copiato male dalla giunta Formigoni: il piano ambientalista prevedeva oltre a interventi decisi a protezione del mezzo pubblico (nelle aree omogenee), un piano stagionale di blocchi per le non catalizzate e di circolazione a targhe alterne per scongiurare gli accumuli e interventi più immediati di blocchi totali o parziali in caso di superamenti dei livelli di guardia.
I dati Arpa
Secondo l’odierno rapporto dell’Arpa i Pm 10 a Milano hanno quasi raggiunto i 60 microgrammi per metrocubo in tutte le centraline (Juvara e Verziere), a Meda e ad Arese i 70 mentre a Saronno le polveri fini hanno sfondato quota 80, livelli preoccupanti, come si sottolinea sempre, che metteranno a dura prova soprattutto i bronchi di piccoli e anziani. Per domani è prevista un’ulteriore crescita così come nella giornata di giovedì.



15 marzo 2004
Infrastrutture nel Nord Italia: no ad autostrade inutili,sì al potenziamento del trasporto su ferro. Una delegazione di amministratori, ambientalisti e comitati partirà stasera per Bruxelles per un confronto con eurodeputati e Commissione europea
Partirà stasera per Bruxelles un autobus con una fitta delegazione di amministratori, ambientalisti e comitati del Nord Italia, del Sudtirolo e del Canton Ticino che chiedono una mobilità e uno sviluppo di infrastrutture di trasporto utili e sostenibili.
Scopo della missione, promossa e coordinata da Legambiente Lombardia e dalla co-presidente del Gruppo Verde/Ale al Parlamento europeo, Monica Frassoni, un confronto con eurodeputati e dirigenti delle diverse direzioni generali della Commissione europea sulle tante vertenze aperte in seguito alla progettazione di mega opere che interessano il Nord Italia, e che sono collegate in vario modo al programma europeo delle reti TEN-T (Transport Trans European Network).
“Oltre a chiedere spiegazioni puntuali sulla reale necessità di diverse opere, molte delle quali stradali e ad alto impatto ambientale, - hanno detto Carlo Monguzzi, Capogruppo dei Verdi in Regione Lombardia e Monica Frassoni - le delegazioni solleciteranno l'Unione Europea ad attuare i principi del Libro Bianco sui Trasporti, approvato dalla stessa Commissione, in particolare quelle che mirano a incentivare il trasferimento della mobilità da gomma a ferro”.
Gli incontri sono programmati per il 16 e il 17 marzo. Tra i partecipanti all'incontro saranno presenti esponenti di Legambiente, WWF e CIPRA Italia, del Gruppo dei Verdi in Regione Lombardia, dei comitati di cittadini, dei sindacati dei trasporti, dell'Associazone Traffico e Ambiente del Canton Ticino, della Transitinitiative del Sudtirolo, amministratori dei comuni lombardi e veneti interessati dal nuovo tracciato dell'alta velocità, della Brebemi, della autostrada Cremona-Mantova, delle nuove tangenziali milanesi e dei collegamenti con Malpensa.
Tra gli amministratori, saranno presenti il sindaco di Cassinetta di Lugagnano, che guida la protesta dei sindaci contro il tracciato della strada di collegamento con Malpensa che taglierebbe in due il parco del Ticino, e quello di Melzo, che coordina i 35 sindaci che si oppongono al tracciato della direttissima Bre.Be.Mi e alla tangenziale Est esterna milanese. Agli incontri in programma a Bruxelles parteciperà anche la senatrice di Verdi, membro della Commissione trasporti di Palazzo Madama, Anna Donati.



3 marzo 2004
AMBIENTE:
"RICORREREMO ALL'OSTRUZIONISMO PER LA DIFESA DELL'AMBIENTE IN LOMBARDIA"
Comunicato stampa dei Gruppi regionali del Centrosinistra e di Rifondazione Comunista.
I consiglieri del Centrosinistra e di Rifondazione Comunista hanno abbandonato la seduta della commissione ambiente in segno di protesta di fronte all'ennesimo rinvio dell'approvazione del progetto di legge per l'istituzione del Parco regionale delle Orobie bergamasche.
E' da alcuni mesi che l'attività della commissione è paralizzata dal ricatto della Lega che impedisce la votazione del provvedimento.
Oggi la maggioranza ha proposto di subordinare l'istituzione del Parco all'approvazione di una legge quadro per tutti i parchi regionali, con la quale si snatura il senso della loro istituzione poiché si riduce la tutela ambientale.
Siamo di fronte a un paradosso in quanto, mentre la Giunta ha approvato l'istituzione dei nuovi Parchi regionali (oltre alle Orobie bergamasche, quello della Brughiera e delle Grigne), la maggioranza in Consiglio ne impedisce l'attuazione.
Il Centrosinistra e Rifondazione comunista denunciano il comportamento di questa maggioranza che predica bene, ma razzola male. Si vuol far credere una presunta sensibilità ai problemi ambientali della nostra Regione, ma nei fatti si opera nella direzione opposta.
"Ormai la misura è colma - hanno dichiarato Marco Cipriano, Marco Tam e Antonio Viotto (Ds), Battista Bonfanti (Margherita), Carlo Monguzzi (Verdi), Roberto Biscardini (Sdi) e Ezio Locatelli (Rifondazione) -. Metteremo in atto ogni iniziativa utile, sia in commissione sia in Consiglio per modificare la politica ambientale di questa maggioranza, fondata solo sulla propaganda e smentita continuamente nei fatti".



3 marzo 2004
Manifestazione al Palazzo della Provincia contro la discarica di Inzago : non sono i cittadini che devono pagare le inefficienze della città e della provincia di Milano
Domani, giovedì 4 marzo, dalle ore 17, di fronte al Palazzo della Provincia, in via Vivaio a Milano, i cittadini e i Sindaci di Inzago e dei Comuni limitrofi, insieme agli ambientalisti, protesteranno contro la decisione dell’Assessore provinciale all’ambiente Luigi Cocchiaro di voler aprire una nuova discarica nel comune del milanese. Tutto questo avverrà mentre il Consiglio Provinciale di Milano discuterà, su iniziativa dell’opposizione di centrosinistra, di politiche di gestione dei rifiuti.
I nodi stanno venendo al pettine ma il Sindaco di Milano Albertini, il Presidente dell’Amsa, Bencini e l’Assessore Cocchiaro assieme alla Presidente Colli, li stanno affrontando nel modo peggiore. Basti pensare che 900 tonnellate di rifiuti della città di Milano ogni giorno finiscono in due discariche in Germania; che rifiuti di Milano sono stati ritrovati nelle discariche della camorra come hanno rivelato indagini della Magistratura; che, infine, all’appello mancano ancora diverse tonnellate di rifiuti provenienti dai Comuni della Provincia di Milano che non si sa dove vadano a finire.
Queste inefficienze e clamorosi fallimenti sul fronte di una gestione sostenibile dei rifiuti, in linea con quanto dice l’Unione europea, il centrodestra al governo di Comune e Provincia di Milano, coperti dalla Regione Lombardia, pensa di farli pagare ai cittadini, con disagi, pericoli per la salute e per l’ambiente. Non solo Milano e la Provincia puntano ad ampliare una discarica che gli abitanti di Inzago hanno già sopportato per dieci anni, ma stanno pensando seriamente a un secondo inceneritore nel capoluogo lombardo. Il “modello Milano” è insostenibile anche dal punto vista ambientale.
Noi siamo per il modello “normale”, adottato in tutta Europa, che punta sulla raccolta differenziata dei materiali riciclabili, sulla raccolta separata dell’umido per produrre compost di qualità e siamo per ricorrere all’incenerimento e alla discarica il meno possibile. Per questo con forza richiediamo al Comune di Milano di riprendere la raccolta differenziata, specie dell’organico, e alla Provincia di Milano di autorizzare nuovi impianti di compostaggio.
Intanto siamo a fianco dei cittadini di Inzago che hanno già dato e che da dieci anni convivono con la discarica. Insieme a loro sapremo impedire la realizzazione di questa nuova e oltraggiosa discarica.



2 marzo 2004
Rapporto del Comitato ispettivo regionale sui fondi Ue
Per i Verdi smentisce Formigoni, vero responsabile politico
Subito una commissione d’inchiesta: bastano 27 consiglieri, il centrosinistra ne conta 29
Contro possibili insabbiamenti la presidenza deve andare all’opposizione
.
La relazione del Comitato ispettivo regionale del 18 febbraio 2004, giunta inaspettatamente oggi mentre il Consiglio regionale discuteva appunto dell’assegnazione dei Fondi europei per i corsi di formazione professionale, denuncia anomalie, illegittimità, parzialità, non trasparenza e discrezionalità nell’assegnazione di questi fondi.
La vicenda assume connotati gravissimi, per le cose contenute nel documento, ma soprattutto per l’atteggiamento del presidente Formigoni.
Quando denunciammo la gestione dell’assessorato da parte di Bombarda, Formigoni pose la fiducia, cioè assunse su di sé la responsabilità politica. Quando Bombarda fu arrestato, Formigoni disse l’esatto contrario, e cioè che la Regione andava difesa da Bombarda. E aggiunse che Bombarda non fu più confermato e che la nuova gestione dell’assessorato era ineccepibile.
Ora il documento degli ispettori (nominati dalla giunta regionale) dice il contrario. Delle questioni penali si occupa la Magistratura, il controllo e l’eventuale giudizio politico spettano al Consiglio regionale.
E la responsabilità politica è di Formigoni non solo perché lo è oggettivamente, ma perché Formigoni stesso l’ha assunta su sé stesso, sia per le vicende del 1999, che per quelle del 2002.
Per questo è ineludibile la istituzione di una Commissione regionale d’inchiesta, che può essere istituita di fatto se viene richiesta da 27 Consiglieri (l’opposizione ne conta 29). La presidenza deve però andare all’opposizione per evitare insabbiamenti. Speriamo che anche la maggioranza non scappi dalle sue responsabilità.


Chi siamo
I Fondamentali
La Normativa
Collegamenti