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Comunicati stampa NOVEMBRE 2003


28 novembre 2003
DOMENICA SENZ’AUTO, BUONA LA DECISIONE DI FORMIGONI.I VERDI: BISOGNA PERO’ ATTUARE MISURE PIU’ INCISIVE. I CITTADINI SONO DISPOSTI A SACRIFICI SE I PROVVEDIMENTI RIDUCONO DAVVERO L’INQUINAMENTO
Ci sembra positiva la decisione di Formigoni di mantenere comunque il blocco delle auto domenica 30 novembre anche dopo tanti giorni di pioggia.
Il valore di queste misure, come del resto il micro blocco infrasettimanale delle auto non catalitiche, è vero che produce riduzioni scarse dell’inquinamento , ma ha due aspetti positivi: risponde ad una logica di prevenzione e fa in modo che le persone comincino a pensare che si può usare qualcosa di alternativo all’auto.
Peccato però che la Regione operi una politica ambientale a metà non potenziando realmente e stabilmente i mezzi pubblici, e dimenticandosi di stanziare gli ecoincentivi per cambiare le vecchie macchine con altre meno inquinanti.
Per ridurre l’inquinamento servono però provvedimenti di prevenzione più incisivi (non li elenchiamo per non uccidere di noia i giornalisti che leggono) ed è indispensabile ripristinare meccanismi più efficaci di blocco del traffico quando l’inquinamento dovesse andare alle stelle.



26 novembre 2003
Milano e la Lombardia presentano la conferenza sul clima ma non dicono quanta CO2 emettono
Lo fanno i Verdi: dal 1990 ad oggi le emissioni lombarde sono aumentate del 12%
E Formigoni che fa? Propone nuove autostrade e un piano energetico che le farà aumentare ancora di più.

Milano e la Lombardia si presentano all’imminente apertura della Cop9 con un +12% di emissioni di CO2 nell’aria, l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici e delle estati torride che, a Milano, quest’anno hanno ucciso 560 anziani in più rispetto alla media dei cinque anni precedenti.
La regione leader dell’economia italiana è passata dai 62,7 milioni di tonnellate di CO2 emesse nel 1990, ai 71,5 milioni del 2003. Si tratta di dati aggiornati al 10 novembre di quest’anno che la Regione si guarda bene, come ha fatto oggi, di rendere pubblici, e che i Verdi pubblicano sul loro sito sui cambiamenti climatici www.cambiaclima.it.
Il maggiore responsabile dell’aumento delle emissioni, in Lombardia come in Italia, è il settore del trasporto su strada.
E che fa la Regione guidata da Formigoni? Propone nuove autostrade come la Brescia Milano e la Tangenziale Est esterna milanese e nel Programma Energetico Regionale della Lombardia fa di peggio.
Prevede, secondo la delibera di agosto votata dalla giunta, nuove centrali per 6100 MW che faranno aumentare del 45% le emissioni di anidride carbonica (Co2): si passerebbe da 16,7 milioni di tonnellate del 2000 a circa 26 milioni di tonnellate di CO2 nel 2010, con incrementi notevoli in deroga totale all’accordo Kyoto e alla relative delibere del governo (legge 120 del 2002), che prevedono una diminuzione del 6,5% nello stesso periodo di tempo, rispetto a quanto emesso nel 1990 nel settore energetico.
Cop 9, la conferenza Onu sui cambiamenti climatici si terrà a Milano dall’1 al 12 dicembre. L’appuntamento internazionale è stato presentato oggi dal presidente lombardo Roberto Formigoni e dal ministro dell’Ambiente Altero Matteoli.
Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente nazionale dei Verdi
Carlo Monguzzi, Capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale
www.cambiaclima.it



25 novembre 2003
I PENSIONATI POVERI NON PAGHERANNO PIU’ IL TICKET SUI FARMACI, MA PAGHERANNO IL TICKET PER USARE I MEZZI PUBBLICI
I cittadini lombardi che per avere l’assistenza sanitaria pagano già le tasse allo Stato e l’addizionale IRPEF alla Regione, a nostro avviso non dovrebbero pagare altri ticket sulle medicine.
Dopo mesi di manifestazioni e di raccolta firme se ne è accorta anche la Regione che ha deciso di esentare alcune categorie di poveri molto poveri. Meglio che niente.
Continuano a pagare i poveri, coloro che vivono con 900 Euro al mese, e tutti gli altri.
Continuano a pagare il ticket anche i malati cronici che, come è noto, assumono i farmaci per diletto.
Ma i poveri poveri, graziati del ticket sanitario, pagheranno il ticket per salire sui mezzi pubblici, grazie a una legge che il Consiglio Regionale approverà domani.
E’ un modo un poco curioso di applicare il federalismo solidale di cui parla sempre Formigoni.



24 novembre 2003
Inchiesta traffico rifiuti, coinvolta anche l'ex Maserati
Per i Verdi il settore è sempre più terra di nessuno: non ci sono più i controlli
Le leggi di Berlusconi e Formigoni peggioreranno la situazione

Siamo di fronte a un vero e proprio far west dei rifiuti. Quelli urbani passano senza alcun tipo di controllo in impianti più o meno adeguati, dopodiché diventano rifiuti speciali. In questo modo possono varcare i confini provinciali e nessuno riesce più a capire che fine facciano. La provincia di Milano è assente e non sa dove finiscano gran parte dei rifiuti prodotti quotidianamente: da nostri calcoli e analisi dei flussi, ogni giorno non si sa dove finiscano circa 800 tonnellate delle circa 5000 prodotte ogni giorno. Da gennaio, inoltre, più della metà dei rifiuti della città di Milano finiranno in due discariche tedesche.
In questo contesto ecofurbi ed ecomafiosi la fanno da padroni, come dimostra quest'ultima inchiesta della magistratura campana che, apprendiamo da notizie di stampa, coinvolgerebbe anche il Consorzio Milano Pulita: coinvolgerebbe quindi Amsa, che attraverso il consorzio gestisce l'impianto di separazione secco umido della ex Maserati.
Il settore dei rifiuti in provincia di Milano e in Lombardia sta diventando una terra di nessuno, dove chi vuole può fare ciò che meglio crede o che più gli conviene anche a scapito dell'ambiente e della gestione sostenibile dei rifiuti. Già a gennaio denunciammo la curiosa iniziativa di Amsa che spedì i rifiuti trattati nell'impianto della ex Maserati a Milano in Campania, cioè in una regione in emergenza rifiuti che fatica a sistemare i suoi. A chi conveniva quella spedizione? Confidiamo in una rapida inchiesta della magistratura e denunciamo come i progetti di legge del centrodestra in regione Lombardia e il disegno di legge delega ambientale proposto dal governo Berlusconi, ora all'esame del Parlamento, vadano in modo preoccupante verso una insostenibile e pericolosa libera circolazione dei rifiuti.
Carlo Monguzzi, Capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale
Maurizio Baruffi, Consigliere comunale Verdi Milano
Pietro Mezzi, Consigliere Verdi Provincia Milano



20 novembre 2003
Dopo il ticket sulla sanità, per i pensionati poveri e invalidi sopra il 67% ora arriva anche quello sui trasporti
I pensionati poveri e gli invalidi sopra il 67% pagheranno un ticket di 5 euro al mese per poter viaggiare sui mezzi pubblici della Lombardia. Prima viaggiavano gratis.
La conferma è giunta oggi al termine della Commissione trasporti del Consiglio regionale, durante la quale la maggioranza di centrodestra ha votato le modifiche alla legge regionale sul trasporto pubblico locale proposte dall’assessore Corsaro.
E’ questo l’ennesimo balzello pensato dalla giunta Formigoni per fare cassa a danno dei cittadini lombardi meno abbienti e con problemi di salute. Dopo il ticket sulla sanità applicato a quasi tutti i lombardi, tranne pochissime categorie esenti, e l’addizionale regionale Irpef, ora la nuova gabella.
Viaggeranno gratis, invece, solo gli invalidi totali, ma solo se cittadini italiani e residenti in Lombardia.
Nelle modifiche al provvedimento sono passate anche il finanziamento alle aziende di trasporto pubblico per il rinnovamento del parco autobus: da oggi non saranno più a carico delle stesse aziende ma a carico dei cittadini lombardi, che pagheranno, attraverso i contributi della regione, l’acquisto da parte delle aziende di nuovi autobus a minori emissioni.
La norma inizialmente sostenuta dai Verdi chiedeva alle aziende di farsi carico dei rinnovamenti. Oggi invece tocca ai lombardi provvedere, come se non bastassero già i ticket sulla sanità e gli aumenti dei prezzi al consumo.
C’è anche la modifica introdotta al “titolo unico di viaggio”: era ora, peccato però che la formigoniana novità relativa all’unificazione dei biglietti sui vari mezzi di trasporto, riguardi solo l’abbonamento trimestrale e quello annuale: vale a dire quelli meno venduti e diffusi tra i cittadini.



19 novembre 2003
Infrastrutture
Sulla quarta corsia Milano Bergamo, Formigoni sta perdendo un’occasione: cinque corsie sono meglio di quattro
Buona parte della Brebemi e della nuova tangenziale esterna milanese saranno pagate dai lombardi.
Che fine ha fatto poi la stazione ferroviaria di Rho Pero?

Sulla quarta corsia Milano Bergamo, la regione guidata da Formigoni sta perdendo una storica occasione per realizzare un’opera più in linea con la mobilità sostenibile. Formigoni avrebbe potuto sostenere nei confronti di Anas il progetto avanzato dai Verdi tempo fa, che prevedeva la realizzazione di una careggiata centrale, a un senso di marcia e a due corsie, reversibile a seconda delle ore di maggior traffico: verso Milano la mattina, verso Bergamo la sera. In questo modo nel senso di maggior flusso sarebbero così disponibili cinque corsie invece di quattro. Un progetto senz’latro più efficiente, a parità di costi, delle due quarte corsie da affiancare alle tre attualmente esistenti per senso di marcia. La corsia reversibile è già stata realizzata negli Stati uniti e anche in Europa. I Verdi da tempo sostenevano questa opportunità, soprattutto dopo che la realizzazione delle due quarte corsia sulla Milano Laghi hanno dimostrato la loro assoluta debolezza nel risolvere i problemi di congestione. La corsia reversibile avrebbe potuto anche sostenere meglio il trasporto pubblico, perché al suo interno gli autobus avrebbero potuto circolare più velocemente. Questa opportunità però non è stata colta ed è un vero peccato.
Quanto alle altre opere presentate oggi in pompa magna da Formigoni e dai vertici Anas, molte di esse rimarranno nel libro dei sogni oppure le pagheranno i lombardi.
E’ il caso della Tangenziale Est esterna milanese. Dubito che le risorse economiche vengano messe a disposizione dalla Tem (la società che si propone di progettare, costruire e gestire la tangenziale), perché, come ha affermato l'amministratore delegato della società, Giuliano Asperti, per realizzare l'opera in project financing manca ancora il 20% delle risorse necessarie (1.000 miliardi di vecchie lire). E questo 20% - sempre secondo Asperti - dovrebbe essere coperto dalle risorse pubbliche: quindi dai lombardi.
Stessa musica per la Brebemi, anche qui traballa il project financing: secondo voci molto insistenti la concessione per la gestione dell’infrastruttura dovrebbe ridursi dai 30 anni inizialmente previsti a 19 anni e 6 mesi: in questo modo sballa il piano finanziario del progetto perché mancherebbero 1000 miliardi di vecchie lire all’appello: per reperire i fondi necessari sarebbe allora indispensabile accendere mutui garantiti dal pubblico.
Quanto al polo esterno Rho Pero, Formigoni dice che va tutto bene. Però non parla della nuova stazione ferroviaria, per la quale le Ferrovie dello Stato hanno già annunciato grandi ritardi sul previsto. Formigoni se è così sicuro che tutto sarà pronto nel marzo 2005, dovrebbe ribadire l’impegno a non aprire la nuova fiera se non a opere ultimate e funzionanti, e non solo le strade ma anche la stazione ferroviaria.
Quanto al fatto che i lombardi pagherebbero di più per avere autostrade più veloci la domanda e la risposta sembrano banali. Il punto è capire come spendere questi soldi. Il mestiere di chi governa è quello di orientare in senso sostenibile tutte le scelte e le risorse decisive per lo sviluppo della Lombardia e del Paese.



18 novembre 2003
I Verdi chiedono a Formigoni di abolire i ticket: errare è umano, perseverare è diabolico
E’ grave che la Regione abbia fatto saltare le trattative per la revisione del ticket e abbia condannato centinaia di migliaia di cittadini con situazioni economiche e sanitarie di bisogno a continuare a pagare gli ingiusti ticket sui farmaci e sul pronto soccorso.
Non sembrano credibili le giustificazioni tecniche: questi ticket furono adottati e applicati nel giro di una settimana e già fin d’ora è possibile valutarne l’impatto che questa partecipazione di spesa ha prodotto per il bilancio regionale.
Chiediamo a Formigoni di abolirli perché il cittadino paga la sanità tre volte: la prima con il Servizio sanitario nazionale, la seconda con l’addizionale regionale sull’Irpef, la terza coi ticket. Vada per la prima, la seconda è di troppo, la terza è diabolica.



11 novembre 2003
Consiglio regionale: la maggioranza è ormai una maionese impazzita
An aveva raggiunto un accordo con Lega Nord tinteggiando di razzismo la legge sui trasporti che concedeva la tessera gratuita solo agli invalidi cittadini italiani e residenti in Lombardia.
Non è bastato perché i malumori leghisti si sono sinergizzati con gli antichi malumori dei berluscones riproducendo un teatrino ormai abituale.
La maggioranza del Consiglio regionale è ormai una maionese impazzita e come ogni buon cuoco sa non è più riconducibile a condizioni decenti di commestibilità e di gusto.



11 novembre 2003
Trasporto pubblico locale
La regione beffa gli invalidi: se non sono lombardi niente viaggi gratis
Monguzzi (Verdi). “Una legge leghista a favore dello smog”

E’ forse il più odioso emendamento introdotto dalla giunta regionale alla legge di riforma sul trasporto pubblico locale: per viaggiare gratis gli invalidi totali dovranno essere cittadini italiani e residenti in Lombardia.
Questa norma approvata oggi dalla maggioranza di centrodestra non è l’unica a non piacere ai Verdi.
Tra le brutte novità introdotte, anche il finanziamento alle aziende di trasporto pubblico per il rinnovamento del parco autobus: da oggi non saranno più a carico delle stesse aziende ma a carico dei cittadini lombardi, che pagheranno, attraverso i contributi della regione, l’acquisto da parte delle aziende di nuovi autobus a minori emissioni.
La norma inizialmente sostenuta dai Verdi chiedeva alle aziende di farsi carico dei rinnovamenti. Oggi invece tocca ai lombardi provvedere, come se non bastassero già i ticket sulla sanità e gli aumenti dei prezzi al consumo.
C’è infine un’ultima chicca, quella del “titolo unico di viaggio”: finalmente! I Verdi lo chiedono da 20 anni, in Europa esiste da 25. Peccato però che la formigoniana novità relativa all’unificazione dei biglietti sui vari mezzi di trasporto, riguardi solo l’abbonamento trimestrale e quello annuale: vale a dire quelli meno venduti e diffusi tra i cittadini.
Le modifiche apportate oggi dal centrodestra fanno del provvedimento sul trasporto pubblico locale una legge leghista e a favore dello smog: sono discriminati i cittadini invalidi e in più, riducendo gli sconti a diverse categorie di utenze, la legge incentiva l’uso dell’auto, proprio mentre i bollettini dell’Arpa annunciano un aumento dello smog.



10 novembre 2003
ECOBUS SUI RIFIUTI : OTTIMA INIZIATIVA, MA PERCHE’ LA REGIONE NON EDUCA ANCHE PALAZZO MARINO, LA PROVINCIA DI MILANO E SE MEDESIMA?
Ottima l’iniziativa di sensibilizzazione dell’assessore regionale Bernardo, che questa mattina a bordo dell’Ecobus in piazza Duomo ha informato cittadini e giornalisti sui corretti modi di gestione dei rifiuti.
Ai cittadini però la Regione dovrebbe spiegare perché Milano da gennaio manderà la metà dei suoi rifiuti in Germania, mentre proprio la settimana scorsa la Commissione ambiente del Parlamento europeo ha detto che non è possibile.
La Regione dovrebbe spiegare poi perché Milano si è potuta permettere di abbandonare la redditizia raccolta dei rifiuti organici (scarti di cucina) mentre la quasi totalità dei comuni della provincia continuano a farla, con buoni risultati tanto che la raccolta differenziata nel milanese, escluso il capoluogo, è al 46% mentre in città è scesa al 27% dal 35% in cui si trovava.
Se solo Amsa riattivasse la raccolta differenziata del rifiuto organico a Milano, si potrebbero evitare di mandare a discarica 600 tonnellate al giorno di rifiuti.
La Regione poi dovrebbe chiedere alla Provincia di Milano perché 53 comuni devono inviare alla Stazione di trasferimento della Biotech di Mediglia, i rifiuti rimanenti dalla raccolta differenziata che poi vengono inviati in altri impianti con ulteriore aggravio di costo.
Infine qualche spiegazione la giunta Formigoni la dovrebbe in relazione alla nuova legge approvata dalla maggioranza di centro destra in Commissione ambiente: il nuovo provvedimento prevede la libera circolazione dei rifiuti, all’interno della quale eco furbi o, peggio, ecomafiosi, non possono fare altro che sguazzare felici e contenti



7 novembre 2003
IL TAR BOCCIA LA REGIONE SU PEPPOLE E FRINGUELLI
Ogni anno si ripete la stessa storia: la Regione autorizza la caccia a specie protette andando contro direttive della Comunità Europea, regolarmente gli ambientalisti promuovono il ricorso al TAR, regolarmente lo vincono e la caccia a queste specie viene sospesa. Purtroppo la storia  è solo parzialmente a lieto fine: nel frattempo che il TAR si riunisce e delibera la strage è in buona parte compiuta. La Regione è scientifica in questo e  studia esattamente  tempi e modi prima di emettere la delibera che verrà impugnata.
“Errare humanum est,  diabolicum perseverare “ . Un'istituzione che governa, fa le leggi e ne pretende giustamente il rispetto, da anni ripropone consapevolmente norme anticostituzionali pur di far piacere ad una lobby piccolissima (qualcosa in più dello zero per cento della popolazione lombarda). Va resa, con pacifiche elezioni, in condizioni di non nuocere.



4 novembre 2003
I rifiuti di Trento smaltiti in Lombardia
Milano manda i suoi in Germania e quelli del Trentino vengono smaltiti nelle discariche di Mantova e di Como
La regione ormai pericoloso crocevia
La giunta Formigoni approva una legge che fa arretrare pericolosamente le politiche di corretta e sostenibile gestione del settore

Oggi rendiamo noto che quest’estate è stato siglato un accordo in base al quale rifiuti provenienti dalla Provincia autonoma di Trento saranno smaltiti nelle discariche del Mantovano e del Comasco. In base all’accordo, la Provincia di Mantova si impegna ad accogliere presso la discarica di Mariana Mantovana 20.000 tonnellate di rifiuti trattati e i rifiuti solidi urbani quotidianamente prodotti dalla città di Trento, in una quantità compresa tra 350 e 400 tonnellate alla settimana (in tutto dunque altre 20 mila tonnellate su base annuale) fino al settembre 2004: gli rsu saranno smaltiti negli impianti di trattamento di Ceresara e di Pieve di Coriano. Il traffico è probabilmente già cominciato. Altre 62 mila tonnellate di rifiuti finiranno nella discarica di Mariano Comense, in provincia di Como.
Questa notizia si aggiunge a quella di pochi giorni fa: da gennaio 2004 Amsa Milano spedirà 900 tonnellate al giorno di rifiuti in due discariche tedesche, una in Baviera, l’altra nei pressi di Lipsia. Tale cifra corrisponde a quasi la metà dei rifiuti prodotti quotidianamente nel capoluogo lombardo.
E’ chiaro che in Lombardia nessuno governa e controlla i flussi di rifiuti e che ormai, in mancanza di una politica della Regione di pianificazione e di programmazione, sono le lobby dei rifiuti e i loro interessi a dettare legge.
La maggioranza di Centrodestra oltre a non aver nulla da dire in merito, ha approvato la settimana scorsa in Commissione Ambiente una nuova legge sui rifiuti che abroga la legge regionale 21/93. La nuova legge sui rifiuti di Formigoni ci riporta indietro di anni: sparisce in tema di rifiuti l’autosufficienza di bacini definiti, rende pericolosamente confuse le definizioni e le classificazioni dei rifiuti, introduce la libera circolazione dei rifiuti in Lombardia e anche fuori dai confini regionali, rendendo quasi impossibile ogni controllo sui flussi, minaccia la raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio e al compostaggio, affidandosi solo agli inceneritori e, in attesa degli impianti di incenerimento, alle discariche.
La strada segnata dalla città di Milano che sta affossando la raccolta differenziata e che vive in una costosa e perenne emergenza cercando di portare i propri rifiuti ovunque – dalla Campania alla Germania – sta diventando una drammatica realtà per tutta la Lombardia. E’ urgente una riunione del Consiglio su questi temi.
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