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Comunicati stampa NOVEMBRE 2006


28 novembre 2006
Bando per la sostituzione  dei diesel: 2500 auto su 1,5 milioni è poca cosa. Speriamo che Formigoni riesca a fare di più
Il bando annunciato dagli assessori regionali Pagnoncelli e Buscemi è modesto e insufficiente : con 5 milioni di euro, se va bene, si potranno sostituire 2500 autoveicoli diesel inquinanti con vetture a minore o nullo impatto ambientale.
Concordiamo con il vecchio principio del piuttosto che niente è meglio piuttosto ma il bando è veramente poca cosa se si considera che i diesel in circolazione in Lombardia sono più di un milione e mezzo , gran parte euro 0,1,2 3, e che sono raddoppiati negli ultimi 5 anni.
Nella giornata in cui il Consiglio regionale sta per approvare la legge sull'aria l'annuncio sembra una burla. Per i Verdi la legge  sull'aria sarà utile soprattutto se la Regione riuscirà a trovare i 500 milioni, chiesti dall'Unione , necessari per il trasporto pubblico, per la mobilità pulita, per tagliare le emissioni dei riscaldamenti, delle centrali elettriche e delle industrie.
Speriamo che in questa importante giornata il presidente Formigoni e l'assessore al Bilancio Colozzi riescano a fare di meglio , trovando le necessarie risorse per affrontare un problema che si risolve con interventi concreti.



27 novembre 2006
Nuova commissione statuto
I Verdi: diamo il via ai lavori alla larga da personalismi e spartizioni
Nasce oggi la nuova commissione che scriverà lo statuto della Regione Lombardia ,tra le ultime in Italia ad essere ancora senza una  Carta Costituzionale regionale. “La firma della delibera è stato un primo passo concreto verso il federalismo – osservano Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro , consiglieri regionali dei Verdi –. Ora la Commissione deve essere messa nelle condizioni di dare al più presto il via ai lavori. Lega e Cdl ricordino che un pezzo importante del federalismo passa dall'approvazione del nuovo Statuto. Corse alle poltrone ed eventuali scontri per l'assegnazione della presidenza rischierebbero di rallentare i lavori per il nuovo Statuto e di conseguenza il cammino verso il federalismo”.
Un ruolo fondamentale sarà quello giocato dal Presidente della Commissione “Perché - proseguono Monguzzi e Saponaro - dovrà essere lui in prima persona a garantire  la salvaguardia dell'autonomia e delle prerogative del Parlamento Regionale. La sua guida dovrà essere caratterizzata da autorevolezza e la commissione dovrà avere le risorse necessarie. Non c'è spazio per narcisistiche competizioni tra Albertoni e Formigoni. Il Consiglio Regionale è e deve restare il luogo sovrano di confronto e decisione”.



23 novembre 2006
AUMENTANO I FOCOLAI DI VESCICOLARE A BRESCIA
I VERDI: BISOGNA PREVENIRE
Bisogna intervenire con decisione nel settore zootecnico, aiutando le imprese agricole a convertirsi verso un modello sostenibile”. Questo il commento di Marcello Saponaro , consigliere regionale dei Verdi alla notizia della scoperta del quinto allevamento della Bassa – quello di Travagliato - colpito dalla vescicolare.
“Se davvero vogliamo salvare la zootecnia – continua Saponaro -  dobbiamo programmare la diminuzione dell'intensività degli allevamenti, renderli sostenibili e aumentare la biodiversità (il numero delle razze). Un sistema che si regge su un altissimo affollamento e sull'uso intensivo di farmaci è a rischio di focolai ed epidemie e produce disastri economici. E' fondamentale in quest'ottica sostenere la zootecnia biologica e mettere a punto misure che incoraggino la conversione degli allevamenti convenzionali in questo senso.
I Verdi chiedono che la Regione Lombardia non sottovaluti queste esigenze in concomitanza soprattutto con l'approvazione del nuovo Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, che non potrà prescindere dal rispetto delle direttive comunitarie in materia di zootecnia e agricoltura. Già ci preoccupa l'assenza all'interno di suddetto Piano del “ Premio per il benessere animale ”, incentivo economico previsto dalla normativa comunitaria e destinato agli allevatori che si impegnano ad adottare metodi di allevamento più sostenibili.



21 novembre 2006
Il ticket è vivo, venga applicato con giudizio: Milano e  la P rovincia possono diventare modello per tutto il Paese.
Bisogna avere il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e ci fa piacere che la sindaca Moratti abbia detto che il ticket sulle auto non è né morto né sepolto. Non apprezziamo la solita ambiguità di Formigoni , dal quale i lombardi si attendono meno parole e più fondi per bus ecologici e treni per i pendolari.
Il ticket sulle auto è uno degli strumenti utili per ridurre traffico e smog e per liberare spazi a favore del mezzo pubblico. E' una delle leve possibili, non l'unica certamente, per orientare la domanda verso forme di mobilità collettiva e non inquinante . E' poi senz'altro uno strumento più strutturale ed efficace rispetto ai blocchi del traffico, poco utili soprattutto se attuati alla Formigoni, cioè dopo 16 giorni di smog alle stelle e con ampie deroghe.
Il ticket sulle auto rappresenta un intervento compatibile con il mercato e nel medio periodo può generare risorse preziose per potenziare ulteriormente il trasporto pubblico , per incentivare la mobilità pulita e i servizi di trasporto innovativi.
La sindaca Moratti prosegua quindi il suo lavoro facendo attenzione a non snaturare uno strumento che deve essere rigorosamente applicato a tutti i veicoli privati e commerciali, proporzionalmente all'inquinamento, e continui il confronto anzitutto con la Provincia e i comuni dell'hinterland.
S e Milano e la Provincia metteranno a punto un'iniziativa efficace diventeranno un modello per tutte le aree critiche del Paese.



17 novembre 2006
STRAGE DI SUINI IN LOMBARDIA - I VERDI: BISOGNA PREVENIRE
Oltre 3000 maiali abbattuti in provincia di Bergamo e il timore che le segnalazioni di altri focolai in provincia di Brescia, Padova e Verona si rivelino fondate. Ancora una volta la logica dell'emergenza la fa da padrone e ci si muove solo in presenza di un allarme.
Ma la “strage” di suini porta ad altre considerazioni di carattere più generale, la più importante delle quali è in capo alla situazione degli allevamenti intensivi italiani, dove i rischi di diffusione del contagio aumentano a causa dello sfruttamento intensivo e della perdita di biodiversità che provoca  l'indebolimento della specie.
I Verdi ribadiscono la necessità di interventi più strutturati nel settore zootecnico: invece che procedere per emergenze bisognerebbe ristrutturare alla base il sistema-allevamenti , finanziando innanzitutto la riconversione del comparto fondata sulla sostenibilità, sulla biodiversità e sulla messa al bando dell'impiego massiccio di farmaci.
Il Piano di Sviluppo Rurale, grazie al quale si rendono disponibili 900 milioni di euro a partire dal 2007, ci sembra uno strumento adeguato per aiutare l'agricoltura lombarda ad investire sull'innovazione e sulla qualità. Per investire sul futuro, quindi, con il superamento dello status quo e la fine della logica dell'emergenza.
Aspettiamo di conoscere dall'Assessore Beccalossi quali sono le misure che ha predisposto nel Piano per il raggiungimento di questi obiettivi.



17 novembre 2006
SMOG, TICKET E BLOCCO. MA CHI CREDETE DI PRENDERE IN GIRO!
Il ticket viene oggi di fatto seppellito perdendo quindi Milano un'occasione di un provvedimento concreto per abbattere un po' di inquinamento; ma il furbo Formigoni, per non passare da anti-ambientalista estrae dal cilindro la sua nuova invenzione. Domenica, al 16° giorno di superamento della soglia di allarme, verrà fatto un blocco del traffico preventivo,perchè come ha spiegato Formigoni oggi, i giorni  critici saranno lunedì o martedì prossimi.
Ma allora perchè il blocco non viene fatto lunedì e martedì, anzi perchè non è stato fatto prima? Sarà poi un blocco con deroghe spropositate, come ad esempio per le euro4, e quindi un blocco non particolarmente efficace.
Sembra proprio fatto per coprire il fallimento del ticket e far apparire che qualcosa si fa.
Ma chi crede, Formigoni, di prendere in giro!



17 novembre 2006
Unione su legge aria e blocco traffico
La proposta del centrodestra è ancora inadeguata per ridurre lo smog.
Servono 500 milioni per potenziare mezzi pubblici e tagliare le emissioni.
Stop di domenica necessario ma tardivo. E comunque sull'emergenza Formigoni deve concertare con province e capoluoghi, non può decidere da solo.
Oggi in Commissione ambiente è stato votato l'articolato della legge sull'aria. L'Unione si è astenuta, e su alcuni articoli ha votato contro, perché rispetto alle proposte iniziali del centrosinistra il testo sostenuto dalla Cdl presenta rilevanti lacune a cominciare dai finanziamenti, quasi del tutto assenti.
L'iniziativa legislativa è partita dalle proposte di legge presentate da Ds - Verdi Rifondazione comunista. Solo successivamente c'è stata una proposta da parte della giunta e malgrado il positivo approfondimento svolto in sede di gruppo di lavoro sarà necessario apportare in aula le importanti modifiche .
L'Unione chiederà soprattutto 500 milioni di disponibilità finanziaria certa, indispensabili per il funzionamento concreto della legge.
La legge sull'aria è molto importante e bisogna fare in modo che risponda il meglio possibile alle esigenze di salvaguardia della salute dei cittadini e agli obiettivi di qualità ambientale a cui spesso ci richiamiamo.
Lo smog non si vince con le parole ma soprattutto con investimenti per tagliare drasticamente le emissioni prodotte dal traffico, dai riscaldamenti, dalle industrie e dalle centrali di produzione di energia elettrica e per potenziare i mezzi pubblici e i servizi di mobilità collettivi, anche innovativi.
L'Unione chiederà ancora che sia introdotta la concertazione tra Regione, Province e Comuni capoluogo per l'adozione di misure concrete strutturali e per affrontare le stagionali emergenze smog.
E' inoltre importante stabilire che tutta la Lombardia sia definita area critica per armonizzare gli interventi per il contenimento e la riduzione drastica delle emissioni inquinanti.
L'Unione chiede anche che ci sia una verifica annuale sull'applicazione della legge e dei risultati raggiunti per quel che riguarda la riduzione dell'inquinamento.
Per quanto riguarda il blocco del traffico di domenica l'Unione giudica necessario ma tardivo il provvedimento, dopo quasi 15 giorni di smog oltre i livelli di guardia. Le azioni devono essere più tempestive ma soprattutto concordate con le Province e i Comuni capoluogo in piani di azione annuali.
I Consiglieri dell'Unione della Commissione Ambiente



15 novembre 2006
ALLARME PM10: ALLE STELLE PER IL 12° GIORNO CONSECUTIVO
I Verdi: bisogna cambiare le misure di emergenza e la proposta di legge sull'inquinamento dell'aria che verrà approvata domani in Commissione. Il ticket antismog sta diventando una barzelletta
Le misure della Regione per evitare l'allarme smog per l'autunno inverno sono inefficaci: lo dimostra il fatto che sono in vigore dal 1 novembre e da quella data ad oggi per ben 13 giorni – 12 dei quali consecutivi - è stato superato il livello limite di PM10.
Questa è la prova palese che i provvedimenti della Regione sono insufficienti: in emergenza servono a poco e non vi è nessuna volontà di affrontare i problemi strutturali. Servono più treni, più trasporto pubblico, meno emissioni da impianti industriali e dalle centrali.
Il 4 agosto 2005 è stato approvato il Piano di Risanamento dell'Aria che con 600 milioni di euro di stanziamento doveva ridurre in 5 anni del 50% l'inquinamento da PM10. Oggi, dopo un anno e mezzo di applicazione del suddetto Piano, non si è ridotto proprio nulla.
La legge sull'aria che domani sarà approvata in Commissione regionale Ambiente non è altro che la copia di questo Piano. E' una legge di principi, bei principi, ma priva di strumenti operativi e soprattutto di finanziamenti.
Inoltre il ticket antismog annunciato dal Comune di Milano sta diventando una barzelletta: è una gara a chi la spara più piccola, ovvero a chi individua il provvedimento meno incisivo. Ci meritiamo amministratori più seri.



14 novembre 2006
Statuto e Federalismo: è ora di lavorare
Crediamo nel federalismo e ci abbiamo sempre creduto. Adesso è ora di dare il via ai lavori
seppur con notevole ritardo. Se oggi la Lombardia soffre di minor autonomia è colpa, esclusivamente, di chi nella scorsa legislatura regionale non ha approvato lo statuto: la CDL e la Lega Nord.
Ci auguriamo che la Commissione Statuto diventi luogo di confronto e non un'arena dove si misurano i rapporti di forza. Non sottovalutiamo il ruolo del suo Presidente, perché sarà fondamentale per il raggiungimento dell'obiettivo finale.
La legge elettorale della Lombardia è già oggi una buona legge : garantisce rappresentanza e governabilità. Necessita solo di ritocchi: cancellazione del “listino” eletto senza consenso al seguito del Governatore e garanzia di rappresentanza a tutte le province.
Infine lo Statuto dovrà dare valore e centralità al Consiglio Regionale , rendere effettivo il potere di iniziativa legislativa. Per fare questo non sono necessari più consiglieri, neppure più soldi ai consiglieri, neppure più soldi ai Gruppi Consiliari. Sono necessarie maggiori risorse per le Commissioni e per gli organi del Consiglio. Non vogliamo più vedere altre legislature in cui il potere legislativo, di fatto, è in capo al solo Presidente e alla sua Giunta.



14 novembre 2006
Domani la maggioranza approverà la legge sull'aria
Per i Verdi  un provvedimento per ora clamorosamente inadeguat o a risolvere i problemi
Quasi 10 giorni di smog oltre i limiti, ma da chi governa solo parole
Q uasi 10 giorni consecutivi con smog  oltre i limiti , soprattutto a Milano
Nessuno però, tra chi ha responsabilità di governo, attua interventi che potrebbero dare immediatamente una tregua alle faringi e ai polmoni irritati dei cittadini , misure vere di contenimento del traffico privato che non si limitino all'inefficace stop da lunedì a venerdì delle sole vetture non catalitiche. Quest'ultima misura, come dimostrano le centraline, non è sufficiente per tenere basse le PM10.
L'inquinamento che ammorba i milanesi e  i lombardi non aspetta i tempi della politica e delle istituzioni. Domani nella Commissione ambiente del  C onsiglio regionale probabilmente sarà approvata la legge sull'aria e ascoltati i responsabili del comune e della provincia di Milano sul ticket delle auto .
Terminata la riunione avremo speso qualche parola in più e forse approvato un provvedimento che sarà utile se, come chiedono i Verdi e l'Unione con diversi emendamenti, finanzierà con urgenza gli interventi necessari (trasporto pubblico, mobilità pulita) per ridurre le polveri fini.
Nell'attesa che cambi qualcosa i cittadini, soprattutto quelli più deboli e esposti come i bambini, gli anziani e chi soffre di patologie respiratorie , saranno ancora costretti a respirare la solita aria al veleno.



13 novembre 2006
Federalismo sì, ma di qualità - Evitando la competizione tra narcisi
ll federalismo come strumento di promozione e salvaguardia delle peculiarità lombarde in un clima di solidarietà nazionale è stato al centro delle richieste portate avanti dai Verdi nella seduta del Consiglio Regionale di oggi.
“La necessità del federalismo è fuori discussione – hanno detto Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro – il ruolo di traino della Lombardia nell'economia italiana va sostenuto anche perché deve diventare esportatrice di sostenibilità, ma non vanno trascurati gli “effetti collaterali”: traffico, stress e inquinamento devono essere contrastati con misure idonee ed efficaci, quindi anche con più risorse economiche”.
Un'attenzione particolare all'ambiente, “perché se Formigoni vuole imitare la California – osservano Monguzzi e Saponaro – deve usare il federalismo per elevare la tutela ambientale e l'innovazione ecologica e tecnologica e non per eludere gli standard europei e farci condannare per il non rispetto della normativa ambientale come troppo spesso accade”.
L'ampliamento delle materie di competenza regionale deve passare necessariamente dall'approvazione del nuovo Statuto, “che deve essere un atto condiviso, frutto di una trattativa tra Governo e Regione ma di cui il Consiglio Regionale è e deve restare il luogo sovrano di confronto e decisione. Il Presidente Adalberto Albertoni non ha un proprio ruolo da rivendicare in una competizione di narcisismo con Formigoni. Il suo compito è la salvaguardia dell'autonomia e delle prerogative del Parlamento Regionale”.



10 novembre 2006
La Giunta Formigoni raddoppia i suoi debiti e tocca quota 4 miliardi di euro
I Verdi chiedono conto all'assessore Colozzi del nuovo mutuo di 2 miliardi di euro contratto da Regione Lombardia
In una lettera indirizzata alla Presidente della Commissione Bilancio Rosi Mauro il gruppo regionale dei Verdi chiede una consultazione dell'Assessore Colozzi per spiegare, in sede di Commissione consiliare, le motivazioni che hanno spinto la Giunta a contrarre - lo scorso 26 ottobre con delibera 3382 - un mutuo di 2 miliardi di euro con la Cassa Depositi e Prestiti S.p.a., mutuo che raddoppia l'esposizione debitoria della Regione fino a 4 miliardi di euro, determinando un onere medio di 120 milioni di euro per il rimborso nei prossimi 30 anni.
Su iniziativa del consigliere Marcello Saponaro , membro della Commissione Bilancio, i Verdi chiedono di far luce sulle reali motivazioni di tale operazione e sulle ragioni per cui la Giunta non abbia ritenuto opportuno informare né i cittadini né i Consiglieri regionali. “Ci chiediamo perché non sia stato fatto uno straccio di comunicato su questo mutuo – s'interroga Saponaro – visto che la Giunta è abituata a farne per impegni di 10 mila volte inferiori alla somma in questione”.
Oltre alla forma, il merito: “Appare bizzarro – prosegue Saponaro – che un mutuo trentennale venga acceso per far fronte a ritardi di trasferimenti annuali per i quali è previsto un apposito strumento finanziario, ovvero l'anticipazione di cassa. Perché la Giunta non ha fatto ricorso a questa forma di credito? E ancora, perché nel provvedimento non si fa riferimento alla carenza di cassa che secondo l'Assessorato avrebbe determinato l'accensione del mutuo? E quali investimenti saranno finanziati con la somma ottenuta visto che nel provvedimento - a parte un elenco indistinto d'investimenti di ogni genere - non ci sono precise indicazioni sull'utilizzo di questi 2 miliardi”?
“Non condividiamo la procedura adottata della Giunta – conclude Saponaro – perché difetta di trasparenza, sia nel metodo che nel merito. Forse volevano evitare che si gettasse un'ombra sui loro ripetuti autocompiacimenti sullo stato del bilancio regionale”. 



10 novembre 2006
SMOG: FORMIGONI VERGOGNATI
Di fronte all'allarme smog di questi giorni l'unica cosa che fa la Regione Lombardia è il nulla. La situazione che stiamo vivendo è la prova concreta di quanto i Verdi sostengono da sempre, ovvero che il piano d'emergenza della Regione è assolutamente inefficace.
La posizione di chiusura rispetto alla politica dei ticket antismog portata avanti dal Sindaco di Milano Letizia Moratti è un'ulteriore e palese dimostrazione che Formigoni per battere lo smog punta solo sulle conferenze stampa e non su azioni concrete.
Anche la “mitica” e strapropagandata legge sull'aria altro non è che una tisana data ad un malato grave: non fa male ma nemmeno risolve i problemi.
I Verdi ribadiscono la loro disponibilità a collaborare con qualsiasi Amministrazione che voglia impegnarsi per trovare concrete soluzioni al problema dell'inquinamento. Continueremo invece ad essere tenaci oppositori di chi i problemi preferisce rimuoverli piuttosto che affrontarli.



10 novembre 2006
PIANO CAVE PROVINCIA DI BERGAMO: AL VIA LA MARATONA IN VI COMMISSIONE REGIONALE
“In una condizione territoriale e ambientale già segnata da un profonda antropizzazione e da uno sfruttamento di risorse che ha raggiunto livelli di guardia, il volume di metri cubi che il Comitato Tecnico Regionale ha proposto di autorizzare ci sembra vada al di là di ogni logica”. Questo il commento di Marcello Saponaro , consigliere regionale dei Verdi, al termine della seduta in VI Commissione Ambiente e Protezione Civile .
All'ordine del giorno, l'avvio delle audizioni previste per l'approvazione del nuovo Piano Cave della provincia di Bergamo, un piano decennale che prevede - stando alle proposte della Provincia - l'estrazione di 48 milioni e 500 mila metri cubi tra sabbia, ghiaia e altro materiale, ai quali vanno aggiunti altri 5 milioni di metri cubi previsti dalla Giunta Regionale. L'estrazione dell'80% della cubatura totale è prevista su siti già esistenti. Il restante 20% del totale estraibile proverrebbe invece dai 5 nuovi ATE individuati dalla provincia stessa.
Altri due ambiti sono stati aggiunti d'ufficio dalla Giunta Regionale: Antegnate e Casirate d'Adda , rispettivamente 2 e un milione di metri cubi.
Da segnalare che l'intervento su Caravaggio (3 milioni di metri cubi con falda praticamente affiorante) già osteggiato dai residenti della zona, metterebbe a rischio la sacra fonte del locale Santuario. Nel piccolo Comune di Boltiere ( 4 chilometri quadrati di superficie) è prevista una nuova cava da 2 milioni di metri cubi totalmente in area a parco (PLIS, parco locale d'interesse sovracomunale del Brembo sud).
A Pontirolo -  località che fornisce circa il 20% del fabbisogno di sabbia e ghiaia di tutta la provincia – è previsto l'ulteriore sfruttamento delle 4 cave già esistenti. Col risultato che il paese è interessato da cave e discariche per oltre un quinto della sua superficie totale.
“Già il piano presentato dalla Provincia e trasmesso nel 2004 alla Regione Lombardia era troppo invasivo e non raggiungeva l'obiettivo di coniugare la salvaguardia e la tutela dell'ambiente con le esigenze del settore estrattivo - prosegue Saponaro – ora con la proposta arrivata dalla Giunta di altri 2 nuovi ambiti si superano ampiamente quelle che sono a nostro avviso le reali esigenze del territorio. Gli inaccettabili ritardi nell'attuazione del Piano da parte degli enti pubblici non devono diventare alibi per gli operatori del settore ”.
Questo piano cave come gli altri della Regione Lombardia era nato nell'illegalità, non essendo stata predisposta la valutazione d'impatto ambientale (VIA) prevista dalle normative comunitarie. Oggi grazie all'azione dei Verdi le Amministrazioni, i Comitati e i cittadini che si oppongono allo sfruttamento dissennato e alla speculazione sul territorio orobico hanno uno strumento in più: la Commissione Europea ha finalmente imposto che i piani cave provinciali vengano sottoposti alla valutazione d'impatto ambientale.



8 novembre 2006
L'ITALIA DECIDE DI ESSERE LIBERA DA OGM. E LA LOMBARDIA?
LE LINEE GUIDA RISCHIANO DI NASCERE GIA' OBSOLETE
Il Ministro Paolo De Castro ha aderito oggi, durante la riunione della Coalizione Liberi da Ogm, al manifesto "L'agroalimentare, cuore dello sviluppo"
“Gli Ogm – dice il manifesto - non sono dotati di caratteristiche idonee per essere parte di un nuovo modello di sviluppo agricolo sostenibile” , quello che, invece, vorrebbero realizzare le 18 associazioni firmatarie, rappresentanti l'intera filiera agroalimentare italiana, insieme ad ambientalisti e consumatori. Un blocco sociale inedito che disegna uno sviluppo di qualità per l'Italia.
Gli Ogm contaminano, è un dato di fatto incontrovertibile, e limitano la libertà di tutti quelli che non vogliono coltivarli e mangiarli. Per questo motivo il Ministro e il Sottosegretario Tampieri hanno proposto una strategia politica non elusiva, grazie alla quale l'intero territorio nazionale dovrebbe essere dichiarato Libero da Ogm. Non una moratoria, quindi, ma una legge nazionale, simile a quella dell'Austria, che superi le possibili fratture e le differenze regionali. Perché, come anche hanno dimostrato le ultime ricerche in fatto di coesistenza presentate ieri in Toscana dall'Arsial e dall'Inran francese, la presenza di Ogm comporta inevitabilmente la contaminazione delle colture convenzionali e biologiche e un aggravio dei costi per tutti gli operatori della filiera, nonché per i consumatori.
Il sottosegretario Tampieri ha indicato la Conferenza Stato Regioni, come il luogo istituzionale all'interno del quale si concretizzerà l'ipotesi di una legge nazionale Ogm-free . A questo punto gli sforzi dell'Assessore Viviana Beccalossi, per introdurre gli Ogm nella filiera lombarda, sarebbero vani. La “coesistenza impossibile” della Regione Lombardia diventerebbe, infatti, obsoleta ancora prima di nascere.
L'Assessore Beccalossi convochi un tavolo con le associazioni di settore per essere una volta tanto all'anvanguardia e, nell'interesse di agricoltori e consumatori, anticipare la scelta “libera da Ogm” prima della decisione nazionale.



8 novembre 2006
A Milano PM10 a 142 microgrammi per metro cubo ma contro lo smog solo un fiume di parole. Il ticket strumento utile, Formigoni faccia la sua parte per potenziare il trasporto pubblico invece di promuovere solo autostrade
I dati d e lle centraline che rilevano gli inquinanti atmosferici dicono che a Milano e in tutta la Lombardia le polveri fini hanno raggiunto livelli allarmanti. A Milano Juvara sono stati raggiunti 142 microgrammi per metro cubo, quasi 3 volte il limite fissato a 50 mg/mc.
Sulle misure da adottare, come il ticket sulle auto a Milano e altri più decisi interventi quando lo smog è alto, serv ono  confronto e dialogo. Ma confronto e dialogo non servono a nulla se non producono provvedimenti concreti contro lo smog e a difesa della salute dei cittadini.
Formigoni dice di aver convinto la Moratti a potenziare il trasporto pubblico prima del ticket: ci domandiamo perché Formigoni non l'abbia fatto in 11 anni di governo invece di sostenere solo nuove autostrade.
Almeno il comune di Milano ha fatto una proposta concreta . Ora però temiamo che il ticket o non si faccia o si faccia in modo del tutto inadeguato. Il ticket deve ridurre traffico e smog, liberando spazio per il mezzo pubblico .
Noi continuiamo a sostenere che sia uno strumento utile a patto che siano ridotte le esenzioni , cioè che paghino tutte le auto proporzionalmente all'inquinamento prodotto, che sia potenziato in modo adeguato il trasporto pubblico e creato un fondo per la mobilità sostenibile.
Di fronte allo smog i Verdi chiedono interventi urgenti e immediati e fanno proposte. Insieme all'Unione abbiamo proposto di migliorare il progetto di legge sull'aria in discussione in Consiglio regionale , a partire dall'inserimento di 300 milioni di euro anche a sostegno del potenziamento del mezzo pubblico in Lombardia.




8 novembre 2006
VITTORIA DEI VERDI: IL TAR BLOCCA LA CACCIA AI VOLATILI PROTETTI
Il Tar della Lombardia ha accolto la domanda di sospensione delle associazioni animaliste e dei Verdi contro la caccia in deroga di specie protette (storni, fringuelli e peppole), autorizzata con delibere di Giunta lo scorso 17 ottobre.
Dopo aver stabilito una misura cautelare provvisoria che riduceva di 2/3 la quantità di specie protette abbattibili, il Tar, oggi, ha sospeso il provvedimento di Formigoni e Beccalossi con motivazioni che anticipano la sentenza: come dicevano i Verdi è illegittima la caccia in deroga se la Regione non se ne dimostra la necessità, se non si dimostra che la “quantità” del prelievo è piccola e che il provvedimento ha un presupposto scientifico.
Il Tar si pronuncerà con sentenza definitiva a stagione di caccia ormai conclusa (la caccia a peppole, fringuelli e storni termina il 30 novembre). L'azione di ostruzionismo portata avanti dai Verdi in Consiglio Regionale, l'attività dei ministri Pecoraro e De Castro e il giudizio della Magistratura ha ancora una volta proibito l'approvazione dell'ennesimo provvedimento contrario alla normativa UE in materia.
“Un milione di piccoli uccelli l'hanno scampata per un altro anno. Questa sentenza è particolarmente positiva – commentano Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro, consiglieri regionali dei Verdi - in quanto nel concedere la sospensiva esprime già giudizi di merito sull'illegittimità dei decreti di Formigoni e Beccalossi. Resta viva la preoccupazione sul rispetto della sentenza e ci appelliamo alle Province affinché intensifichino i controlli”.

 


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