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Comunicati stampa OTTOBRE 2003


30 ottobre 2003
Il clima cambia? www.cambiaclima.it,
il nuovo sito dei Verdi sui cambiamenti climatici
In vista di Cop 9 il partito del Sole che ride presenta le sue iniziative

A Milano, dall’1 al 12 dicembre, si terrà la Cop 9, la nona conferenza Onu sui cambiamenti climatici. Un appuntamento decisivo per l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, trattato internazionale che introduce misure per il contenimento delle emissioni di gas serra, responsabili del riscaldamento globale e dei mutamenti del clima. Dopo la rinuncia di Bush, per rendere operativo il protocollo c’è bisogno dell’adesione della Russia, che però nicchia ancora e non è detto che sciolga le sue riserve in occasione dell’appuntamento di Milano.
In vista di Cop 9, Alfonso Pecoraro Scanio, presidente nazionale dei Verdi e Carlo Monguzzi, Capogruppo del Sole che ride in Consiglio regionale della Lombardia, presentano il programma di iniziative (ciclo di incontri e dibattiti) e un nuovo sito internet di informazione www.cambiaclima.it.
Le iniziative dei Verdi: incontri, manifestazioni
e un sito d’informazione, www.cambiaclima.it
Oltre a una serie di incontri e iniziative che si terranno da qui allo svolgimento della Cop 9, i Verdi hanno ritenuto utile e opportuno attivare un sito di informazione e approfondimento on line, agile e costantemente aggiornato, che riferisca i passi avanti e quelli indietro compiuti dai paesi, soprattutto quelli più industrializzati, in tema di lotta all’effetto serra e al riscaldamento globale del pianeta. E visto che Cop 9 si terrà a Milano, anche dal loro sito i Verdi pungoleranno da vicino i proclami della giunta Formigoni, spesso troppo enfatici e raramente seguiti dai fatti.
Un problema, quello dei mutamenti climatici, che l’estate appena trascorsa, la più torrida degli ultimi 120 anni, come riferisce tra l’altro il sito dei Verdi, ha riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica in tutta la sua drammaticità ed evidenza.
Durante lo svolgimento dei lavori della conferenza internazionale, i Verdi allestiranno un gazebo informativo e interattivo in centro. Durante Cop 9, l’8 dicembre al Palazzo delle Stelline, a Milano, è prevista una giornata di lavoro sulle politiche dei trasporti europee e italiane: quello della mobilità, assieme al settore energetico, è infatti il settore sul quale è più urgente intervenire per diminuire le emissione di gas serra. All’incontro interverranno, tra gli altri, la Commissaria Ue ai Trasporti Loyola de Palacio e il ministro dell’Ambiente tedesco Jurgen Trittin. In vista di Cop 9, il partito del Sole che ride organizza inoltre una serie di incontri preparatori, il primo dei quali, sui temi energetici, è in programma per il 10 novembre alle 21 nella sede regionale di via Fiamma a Milano: interverrà, tra gli altri, l’ex direttore generale del ministero dell’Ambiente, Gianni Silvestrini.
Il sito sarà composto da una parte di news, aggiornata una o più volte al giorno e da un sistema di navigazione che fornirà ai visitatori informazioni e aggiornamenti sui protagonisti in campo (organismi internazionali, associazioni, mondo economico), sui cambiamenti climatici (mutamento del clima, impatti delle varie attività umane sul clima), sulla lotta all’effetto serra (interventi pubblici e privati, energie rinnovabili, cooperazione, meccanismi flessibili previsti dal trattato di Kyoto).
Nella sezione dedicata ai Verdi, in apertura comparirà il position paper messo a punto dai Verdi europei e la lettera appello inviata al presidente della Commissione Ue, Romano Prodi, dai presidenti del gruppo di Strasburgo Dany Cohn Bendit e Monica Frassoni.
Una sezione, in particolare, sarà dedicata ai consigli utili per i cittadini per aiutarli a contribuire, nel loro piccolo, a contenere i mutamenti climatici ricorrendo, ad esempio, a lampadine e a elettrodomestici a risparmio energetico, o a ristrutturazioni edilizie che evitino il ricorso agli energivori condizionatori d’aria.
www.cambiaclima.it, il sito dei Verdi sui cambiamenti climatici, seguirà in diretta i lavori di Cop 9: Fiera Milano, padiglione 17 dall’1 al 12 dicembre
L’apertura del sito, già on line, riferisce tra l’altro le seguenti notizie:
In home page:
“Gas serra: dieci stati Usa contro Bush”. La California e altri 9 stati annunciano un’iniziativa legale contro il provvedimento che libera le case automobilistiche dall’obbligo federale di limitare le emissioni di gas serra degli autoveicoli. Dopo la rinuncia al protocollo di Kyoto, negli Stati Uniti lo scontro sulle politiche climatiche potrebbe sbarcare per la prima volta in un’aula giudiziaria
“Mutamenti climatici: cambia la geografia dei Vini”. I mutamenti climatici rendono possibile la produzione di ottimi vini a latitudini impensabili solo qualche anno fa. Il caldo sta rendendo per la prima volta abituale la vista di cantine e vigneti nella Scozia nebbiosa, terra fino ad oggi solo di birra e di wiskey.
“Anidride carbonica in fondo al mare. La Gran Bretagna ci prova”. Il governo di Tony Blair propone un controverso sistema di stoccaggio della CO2 emessa dalle centrali elettriche in pozzi petroliferi esauriti del mare del Nord. Insorgono gli ambientalisti. La tecnologia, ancora rischiosa, potrebbe rientrare nei meccansimi flessibili previsti dal protocollo di Kyoto.
“Taglio delle emissioni, l’Italia si arrende?”. Pecoraro Scanio, leader dei Verdi, boccia i piani del Governo Berlusconi: pochi tagli alle emissioni nel settore energetico e in quello della mobilità.
Gli impegni non rispettati dell’Italia (e della Lombardia)
contro i cambiamenti climatici
L’Italia dovrebbe ridurre le emissioni di anidride carbonica (CO2) responsabili del riscaldamento del pianeta, del 6,5% al 2012 rispetto a quanto emetteva nel 1990.
Invece secondo l’Agenzia europea per l’ambiente le ha aumentate del 7,2%. Lo sforzo che deve quindi fare il nostro Paese per centrare gli obiettivi di Kyoto è quindi già raddoppiato.
A poco servono le raccomandazioni e i proclami del ministro dell’Ambiente Matteoli: mentre da un lato lui parla di finanziamenti alle energie rinnovabili e alla mobilità sostenibile, dall’altro i ministri Marzano e Lunardi chiedono nuove centrali, alimentate anche a carbone, il peggiore dei combustibili, e nuove autostrade come la Brescia Milano o megaopere come il ponte sullo stretto di Messina, che aumentano il traffico su gomma, altro grosso responsabile dell’aumento di emissioni di gas serra.
I piani di Formigoni sono forse peggiori di quelli del governo nazionale: nei recenti provvedimenti energetici, compreso il piano regionale approvato dalla giunta e mai discusso dal Consiglio, sono previste nuove centrali localizzate in base a criteri incomprensibili, anche in aree agricole di pregio, come quelle previste nel pavese. Le fonti rinnovabili godono di scarsissima attenzione così come il risparmio energetico, tanto che il loro contributo da qui al 2010 è irrisorio: “le semplici ipotesi” del Pirellone parlano di un aumento di solare ed eolico che al 2010 sarà equivalente a meno di un millesimo dei consumi: vale a dire 70 GWh su 78 mila stimati. Tale politica porterà a un drammatico aumento delle emissioni del settore energetico lombardo.
Riscaldamento globale: il mondo industrializzato e l’Italia, remano contro
L’Italia va male ma è in buona compagnia: in Europa gli unici in linea con i piani di Kyoto sono Lussemburgo, Germania, Regno Unito, Finlandia, Svezia, Francia, quest’ultima di poco. Il resto dei Quindici, al momento è abbondantemente in ritardo.
Mentre le emissioni invece di ridursi volano e mentre si attende ancora di sapere se la Russia aderirà al trattato, l’Ipcc, il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici, organismo Onu che studia i mutamenti della temperatura e suggerisce agli stati del mondo le misure da intraprendere, dice già che per bloccare il clima impazzito lo sforzo di riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2030 dovrà essere del 30%, se si vorrà stabilizzare il clima, prevenendo ulteriori aumenti delle temperature.
Riduzioni interne agli stati industrializzati occidentali, sviluppo delle energie rinnovabili e mobilità sostenibile sono i rimedi al riscaldamento globale. Buone esperienze, in Europa e anche negli Usa ci sono, ma sono ancora marginali.
Secondo un dettagliato rapporto del Wwf internazionale, di cui parla www.cambiaclima.it, la Ue è in forte ritardo sui piani di sviluppo delle energie rinnovabili, anche se non mancano esperienze incoraggianti come lo sviluppo dell’eolico in Danimarca, Germania, Spagna.



29 ottobre 2003
Sanità. Fare piena luce sulle irregolarità scoperte dai Nas
E’ necessario fare piena sulle irregolarità scoperte dei NAS in ordine ai rapporti di lavoro del personale infermieristico occupato nelle Case di Cura private operanti in Lombardia. Il ricorso a personale occupato in Ospedali Pubblici oltre che illegittimo rischia di nuocere la qualità dell’assistenza prestata. L’emergere di questo fenomeno fa ipotizzare che esistano anche responsabilità delle Aziende Sanitarie Locali che periodicamente (3 volte all’anno) dovrebbero controllare la quantità e la qualità dell’assistenza prestata dagli operatori sanitari nelle strutture private e pubbliche e in caso d’inadempienza mettere in discussione l’autorizzazione a svolgere l’attività sanitaria. Questi controlli vengono effettuati? Ne chiederò urgentemente conto all’Assessore competente che non sembra sapere e aver saputo affrontare l’emergenza infermieristica in Lombardia.




Milano 23 ottobre 2003
Rifiuti, l’emergenza milanese è scritta nei documenti ufficiali:
Milano da gennaio manderà in Germania 900 tonnellate di rifiuti al giorno
Le amnesie di Zampaglione e Cocchiaro

Le risposte alla nostra denuncia sull’emergenza rifiuti sono state strepitose:
1) Zampaglione, probabilmente non a conoscenza del problema, ci dice che in Germania andranno solo 500 tonnellate di rifiuti al giorno, mentre i documenti ufficiali AMSA sono chiarissimi e parlano di 900 tonnellate al giorno da inviare alla discarica di Wew a Lipsia e nella discarica di Bastwald in Baviera. Ma Zampaglione supera se stesso quando ci dice di stare tranquilli perché il problema sarà superato tra quattro anni (è strepitoso, non fra qualche settimana, ma fra quattro anni)
2) Anche l’Assessore provinciale Cocchiaro ci tranquillizza dicendo che è tutto sotto controllo ma non dice dove finiscono le 812 tonnellate al giorno di cui non si conosce la destinazione e difende l’impianto Biotech di Mediglia, da noi messo sotto accusa, dicendo che fu l’ex Assessore dei Verdi Facchi a volerlo: certo Facchi lo autorizzò nel 1998 per superare la fase emergenziale e quindi l’impianto doveva in breve terminare la propria funzione ed essere sostituito dagli impianti di compostaggio. Cosa che non è stata fatta dalla amministrazione attuale.
Ci domandiamo anche perché la provincia continua a obbligare 53 Comuni del milanese a portare la frazione secca a Mediglia e non direttamente agli impianti finali? Forse perché, data la mancanza di impianti di compostaggio, questo passaggio serve a coprire l’emergenza di Milano permettendo un cambio di natura dei rifiuti (da urbani a speciali), rendendoli così non più soggetti a controllo e quindi liberi di circolare?
I fatti sono purtroppo questi: da gennaio Milano sarà in emergenza come Napoli, e porterà i suoi rifiuti in Germania, per questo chiediamo che il Ministro Matteoli nomini un Commissario per affrontare la situazione, innanzitutto per costruire gli impianti di compostaggio mancanti che permetterebbero a Milano di evitare di spedire oltre confine 600 tonnellate al giorno di rifiuti organici.
I Consiglieri Verdi di Regione, Provincia e Comune di Milano
Carlo Monguzzi, Pietro Mezzi, Maurizio Baruffi



22 ottore 2003
Metà dei rifiuti di Milano da gennaio 2004 finirà in Germania
Ci vuole un commissario come a Napoli

I Verdi denunciano i fallimenti del capoluogo lombardo, delle amministrazioni provinciale milanese e regionale. Servono la raccolta differenziata del rifiuto organico e gli impianti di compostaggio.
Da gennaio e molto probabilmente fino alla fine del 2004, metà dei rifiuti prodotti ogni giorno a Milano città saranno smaltiti in Germania. Amsa ha aggiudicato infatti l’appalto a tre società, due delle quali conferiranno i rifiuti negli impianti di Bastwald (Baviera) e in quello di Wev, nei pressi di Lipsia. Il totale dei rifiuti che potrà essere smaltito oltre confine ammonta a 900 tonnellate al giorno. Milano ne produce 2087 al giorno e, al netto della raccolta differenziata che ammonta a 600 tonnellate, il quantitativo corrisponde ai due terzi dei rifiuti indifferenziati prodotti quotidianamente dai milanesi.
La notizia è stata rivelata oggi dai consiglieri Verdi di Regione, provincia e comune di Milano, Carlo Monguzzi, Pietro Mezzi e Maurizio Baruffi. I Verdi hanno anche fornito il quadro, con qualche buco nero (vedi schema allegato dei flussi accertati), della gestione dei rifiuti e dei relativi flussi a Milano città e in provincia di Milano.
Per i Verdi l’export in Germania della monnezza milanese, dimostra il totale fallimento della politica di gestione dei rifiuti attuata in questi anni dal comune di Milano (con l’avvallo di palazzo Isimbardi e del Pirellone) e la prova provata dell’emergenza rifiuti in atto nel capoluogo lombardo. Senza la Germania Milano non saprebbe dove mettere i suoi rifiuti. Anche la Campania è in questa condizione, peccato però che in quella regione il governo abbia decretato lo stato di emergenza. Invece di gestire in modo sostenibile i rifiuti milanesi, oltre a Silla 2 il centrodestra propone nuovi inceneritori, come quello ipotizzato ancora ieri dal sindaco di Milano Albertini a sud del capoluogo, probabilmente nei pressi del depuratore di Nosedo, e spedisce rifiuti all’estero.
Milano ha pesanti responsabilità per la miope gestione dei rifiuti che ha affossato la raccolta dell’organico. Ma ne hanno anche la Provincia e la Regione che continuano a rallentare la costruzione degli impianti di compostaggio sul territorio provinciale: data la situazione forse è necessario che il governo, per tenere sui binari della sostenibilità la gestione dei rifiuti a Milano e provincia, decreti lo stato di emergenza, imponendo la costruzione degli impianti di compostaggio mancanti e un corretto sistema di smaltimento di tutti i rifiuti.
E pensare che 600 tonnellate al giorno di rifiuti organici potrebbero essere raccolti separatamente e diventare ottimo ammendante agricolo per i terreni. E’ per questo che Milano città arretra sulla raccolta differenziata. I comuni della provincia sono invece più avveduti da questo punto di vista, tanto che nell’insieme, escluso il capoluogo, hanno raggiunto il 46% di raccolta differenziata, mentre Milano città è al 27,8%.
L’anomalia della Biotech
I Verdi hanno denunciato anche l’anomalia dell’impianto Biotech di Mediglia (Milano). In una lettera inviata a 53 comuni del milanese, che per ordine della provincia di Milano (che gestisce e decide i flussi di smaltimento dei rifiuti) conferiscono i loro sacchi di immondizia all’impianto, i Verdi hanno sottolineato la scarsa adeguatezza dal punto di vista tecnologico dell’impianto, che dovrebbe separare la parte secca da quella umida dei rifiuti. Sulla carta poi l’impianto potrebbe trattare 100 tonnellate al giorno. Dallo schema tracciato dai Verdi, non si sa però dove vadano a finire le altre 800 tonnellate al giorno prodotte in provincia di Milano.
Al di là delle ipotesi, non si capisce perché sia necessario il passaggio (fatto pagare a caro prezzo) dalla Biotech quando i 53 comuni fanno già, nella stragrande maggioranza dei casi, la separazione secco umido e una buona raccolta differenziata. Non si capisce perché poi i rifiuti trattati nell’impianto milanese siano smaltiti negli inceneritori di Dal mine e Brescia: la legge prevede l’autosufficienza degli ambiti ottimali. Perché i rifiuti del milanese devono essere smaltiti fuori dalla provincia? I Verdi temono che un aiuto alla libera circolazione dei rifiuti giunga dalla nuova legge regionale proposta dalla giunta Formigoni, che aprirebbe le porte, di fatto, a una nuove deregulation del settore dei rifiuti, nella quale ecofurbi o, peggio, ecomafiosi tornerebbero a sguazzare.
Compostaggio, gli impianti mancanti
Ultima nota sugli impianti di compostaggio. La Provincia di Milano e la Regione devono attivarsi per realizzare finalmente gli impianti di compostaggio mancanti. Ad oggi la potenzialità impiantistica disponibile è di sole 315 tonnellate al giorno, suddivise tra gli impianti di Muggiano, Lacchiarella e Cologno Monzese. La potenzialità potrebbe aumentare fino a 735 tonnellate al giorno, se si accelerassero i lavori e le autorizzazioni per gli impianti di Mediglia, Albairate e del secondo lotto di Lacchiarella. Se anche l’impianto previsto a San Giuliano Milanese uscisse dalle pastoie, in breve il totale compostabile nel milanese potrebbe arrivare a più di 900 tonnellate al giorno su un totale da smaltire di 5000, cioè quasi un quinto del totale di Rsu prodotti ogni giorno.



20 ottobre 2003
NON TRASFERITE IL DIRETTORE DI SAN VITTORE
Appello dei Verdi

Abbiamo appreso da notizie stampa che starebbe per essere trasferito da San Vittore il Direttore del carcere Luigi Pagano.
Mai decisione ci è parsa più inopportuna e nociva per la situazione carceraria milanese. Pagano ha gestito per 15 anni un carcere impossibile da gestire, vecchio, fatiscente, sovraffollato ai limiti dell’ inverosimile; malgrado ciò San Vittore è il carcere dove vi sono stati più recuperi sociali dei detenuti, più attività di lavoro interno, più interventi di volontari e istituzioni.
A Luigi Pagano queste cose sono sempre state riconosciute da destra, sinistra e centro delle forze politiche, dalle istituzioni e dalle forze sociali.
Per questo i Verdi lanciano un appello a tutte le persone sensibili di Milano perché il carcere della nostra città non venga buttato nel caos e perché l’attuale Direttore continui, assieme ai suoi collaboratori, la sua preziosa opera.



17 ottobre 2003
BUFERA SUI MONDIALI DI SCI
Abbiamo appreso dalla stampa che è stato sottoscritto un accordo che prevede l’invasione della Valle dell’Alpe nel Parco dello Stelvio con dannosi impianti di risalita per lo sci.
Mentre in Commissione Ambiente tutti gli intervenuti hanno sostenuto la necessità di preservare la Valle dell’Alpe dallo sfruttamento dei Mondiali che nulla hanno a che vedere con questa preziosa risorsa naturalistica, a Bormio ieri è stato firmato un accordo con il Presidente del Parco che cambia totalmente le carte in tavola.
Siamo contrari a questa decisione speculativa.
I Mondiali si possono fare a Santa Caterina senza arrecare danno al Parco dello Stelvio.
Ci opporremo a questa disastrosa “mediazione” all’interno dell’osservatorio regionale sui Mondiali proposto dalla Commissione Ambiente e ci auguriamo che il Consiglio del Parco stralci questa proposta e approvi il resto del programma dei Mondiali.
Marco Tam (DS), Carlo Monguzzi (VERDI), Marco Cipriano (DS)



16 ottobre 2003
L’ULIVO SALTA LE PRIMARIE I VERDI NO!
Monguzzi e Cortiana scrivono ai segretari di partito e ai rappresentanti dei movimenti

Cari ragazzi così non va – scrivono Carlo Monguzzi, Capogruppo dei Verdi in regione Lombardia e Fiorello Cortiana, Senatore dei Verdi - , perché se dopo aver promesso per mesi le primarie ora ci rimangiamo l’impegno preso con i cittadini, che credibilità potrà poi avere il nostro programma in campagna elettorale?
Certo sarebbe meglio avere (come in Friuli Illy e in Italia Prodi) un candidato unanimamente apprezzato e riconosciuto, ma laddove ciò non è possibile la nostra debole fantasia non ci permette che suggerire il metodo delle primarie, altrimenti decidono le segreterie dei partiti, o peggio ancora gli equilibri nazionali: il mio a Roma e a Torino il tuo a Milano.
Noi proponiamo un metodo, magari più faticoso ma più partecipato: la fretta è sicuramente di interesse dei media che necessitano di nomi da scrivere ma noi crediamo che i cittadini siano più interessati a conoscere cosa il centrosinistra al governo della Provincia di Milano farebbe su strade , sanità, pensioni, lotta all’inquinamento, prezzi , integrazione dei cittadini stranieri e a partecipare alla scelta del candidato.
Dunque sarà secondo noi utile in questo mese di lavoro sul programma e di iniziative sul territorio far emergere diverse candidature in aggiunta alle due già in campo (persone peraltro eccellenti), ma la forma di scelta deve passare attraverso una procedura democratica magari noiosa e poco veloce, ma sicuramente più efficace.
Questi nomi dovrebbero poi essere vagliati in una giornata in cui iscritti e simpatizzanti di partiti e movimenti esprimerebbero le loro preferenze in seggi dislocati in tutta la provincia di Milano.
I tre o quattro più votati potrebbero essere poi passati anche al vaglio di un sondaggio di opinione tra gli eventuali elettori del centrosinistra.
Il continuo rimpallare invece dei nomi Toia e Penati ci può portare a una continua e controproducente rissa la cui via d’uscita non è chiara .
Vorremmo fare queste cose con tutto il centrosinistra, di cui volentieri ci consideriamo parte integrante, ma se continuerà questo stucchevole balletto di nomi le primarie le faremo da soli e poi consegneremo i risultati al tavolo unitario.
Saremo anche un partito più piccolo di altri, ma a differenza delle olimpiadi, vorremmo partecipare alle elezioni per vincerle.



15 ottobre 2003
Oggi si accendono i caloriferi: riparte la nuova stagione al veleno
I Verdi lanciano un appello a commercianti e sindaci lombardi: consegna merci su auto elettriche e obbligo di utilizzo di veicoli a zero emissioni per le società di servizio pubblico

Oggi con l’apertura dei riscaldamenti condominiali, riparte ufficialmente la nuova stagione al veleno. I Verdi lanciano un appello ai commercianti: non remate contro le misure a tutela della salute pubblica. Lo smog uccide, come dimostrano i dati delle principali organizzazioni sanitarie internazionali e nazionali. La battaglia contro l’inquinamento deve proseguire, impensabile tornare indietro.
Le categorie interessate dai provvedimenti di prevenzione non possono solo protestare ma devono rimboccarsi le maniche: studiamo allora, insieme, un piano per sostituire i veicoli che effettuano il carico e lo scarico delle merci con veicoli elettrici, per i quali sono disponibili incentivi permanenti.
L’evoluzione del settore commerciale, a Milano come in altre metropoli italiane, ha aumentato considerevolmente il traffico di merci, spesso a bordo di furgoni inquinanti: un’evoluzione determinata dalla necessità di ridurre i costi di magazzino (per i prezzi sempre più alti di affitto) attraverso consegne “just in time” sempre più frequenti.
Se i commercianti si rimboccano le maniche, le città non possono stare a guardare: i comuni lombardi delle aree omogenee devono introdurre l’obbligo, rivolto alle società che effettuano servizi pubblici nei centri cittadini (telecomunicazioni, energia, rifiuti), di utilizzare solo vetture e furgoni a basse o a zero emissioni.
P.s: Riguardo poi alla solita rissa sui dati tra Formigoni e Albertini, una precisazione: su base annua la ripartizione dell’inquinamento è così suddivisa: il 78% è prodotto dalle auto, il 16% dagli impianti di riscaldamento e il 6% dalle industrie. Nel periodo autunno inverno queste percentuali cambiano: 54% auto, 45% riscaldamenti, 6% industrie. Suggeriamo quindi di intervenire con la stessa energia sia sulle auto che sui riscaldamenti.



9 ottobre 2003
Mezzi pubblici più cari dal 1 novembre:
dal Pirellone segnale a favore dello smog alla vigilia della stagione al veleno

Dal 1 novembre le corse sui mezzi pubblici della Lombardia saranno più care di quasi il 2%. Lo ha deciso la giunta Formigoni, su proposta dell’assessore Corsaro, nella riunione del 6 ottobre scorso.
Il ritocco alle tariffe di viaggio, che sarà precisamente dell’1,85%, riguarderà tutte le tariffe delle autolinee, le corse semplici delle ferrovie e il biglietto multicorse delle ferrovie. Fortunatamente invariato il costo dei “titoli preferenziali”, cioè degli abbonamenti settimanali, mensili e annuali.
“L’aumento - denuncia oggi Carlo Monguzzi, Capogruppo dei Verdi in Regione -, ancorché minimo (è il 75% dell’incremento anuale Istat), è assolutamente in contrasto con le strategie di promozione dell’uso del trasporto pubblico, di contenimento del traffico privato e di riduzione delle emissioni inquinanti. Alla vigilia dell’accensione dei riscaldamenti che, nell’attesa delle misure strutturali metteranno ancora a dura prova i polmoni dei lombardi, il segnale che dà la giunta è un pochino a favore dello smog”.



8 ottobre 2003
Immigrazione: i Verdi scrivono a Formigoni:
“Raccogliamo la proposta di Fini, la Lombardia sia all’avanguardia”

“Poco importa chi ha avuto l’idea per primo, ma la proposta di Fini per dare il voto agli immigrati mi sembra molto importante”. Comincia così la lettera spedita oggi al presidente lombardo Formigoni dal capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale Carlo Monguzzi, a proposito della proposta di Fini sull’immigrazione.
“Ti scrivo – prosegue Monguzzi - perché conosco la tua sensibilità sulla questione dell’integrazione sociale degli immigrati, e perché credo siano maturi i tempi anche dell’integrazione politica. Chiamare questi nostri nuovi concittadini a condividere i doveri e i diritti della gestione della cosa pubblica, può essere uno strumento fondamentale sulla strada dell’integrazione tra diverse culture, idee, religioni e abitudini e può essere anche un passo avanti verso la risoluzione dei drammatici problemi che il fenomeno dell’immigrazione spesso pone”.
“Quella del vice presidente del Consiglio Fini a noi pare una buona proposta, che avanziamo da tempo. Chi è convinto del contrario dovrebbe andare a spiegarlo alla sua colf oppure alle centinaia di operai che, anche nella nostra regione, costituiscono oggi una fetta importante della forza lavoro, impiegata spesso in mansioni dure e faticose che ormai i nostri ragazzi non vogliono più fare. Chi si ostina ancora oggi a fare del tema dell’immigrazione un esclusivo strumento di lotta politica, dovrebbe spiegare perché dopo anni di duro lavoro e di interminabili code in Questura per regolarizzare la loro posizione, gli immigrati regolari che da anni vivono, lavorano, mandano i loro figli nelle scuole e a giocare a pallone nelle società sportive lombarde, non potrebbero godere di un diritto universalmente riconosciuto nelle democrazie moderne, che è quello di indicare con il voto chi deve governare. Spieghino, se mai ci fosse oggi un problema di ulteriore radicamento nel nostro Paese ad impedire il voto alle politiche, perché i cittadini extracomunitari non potrebbero nemmeno godere del più piccolo diritto del voto alle amministrative. Dovrebbero spiegarcelo il perché, e dovrebbero farlo soprattutto a quel 65,1% di italiani che, secondo un sondaggio, è d’accordo con noi e con il vice presidente del Consiglio. La Lombardia può essere all’avanguardia in questa sfida di civiltà. Non perdiamo l’occasione”.



7 ottobre 2003
MARIJUANA: SONO SBAGLIATE LE SCHEDATURE
E' SBAGLIATO E CONTROPRODUCENTE IL PROIBIZIONISMO

E' orribile la proposta del Vicepresidente del Consiglio Prosperini che obbligherebbe tutti gli studenti a un test immunologico per sapere se hanno fatto uso di droghe o di sostanze come la marijuana.
Innanzi tutto è profondamente sbagliato confondere le droghe pesanti con sostanze come la marijuana e l'hashish, come è sbagliato pensare che chi inizia con uno spinello faccia poi uso di droghe pesanti.
La battaglia contro le droghe di morte come l'eroina e i suoi similari deve essere combattuta soprattutto intervenendo nella catena criminale dello spaccio e tenendo separato il problema da quello delle sostanze leggere.
La marijuana non fa male, se non assunta in dosi massicce, come è per altre sostanze come il tabacco, o addirittura il caffè che assunto in dosi massicce è considerato dallo Iarc ( la più autorevole agenzia che si occupa di sostanze cancerogene) un possibile cancerogeno, o per il vino che se assunto in dosi limitate è piacevole e diventa letale in dosi massicce.
Nel mio mestiere di insegnante ho poi imparato che è sufficiente proibire una sostanza, per renderla eccitante e desiderabile: comprare marijuana in negozio ne garantirebbe poi la qualità e la sicurezza, eliminando tutto il crimine dovuto allo spaccio clandestino.
Nel mio mestiere di uomo ho fumato qualche spinello, mi sono divertito e grazie al cielo sto benissimo.
Altra cosa è affrontare il problema del disagio giovanile, il non capirsi tra genitori e figli , il difficile mestiere di insegnare qualcosa di utile ai ragazzi.
Ma per queste cose non servono certo schedature o proibizionismi, che anzi sono sbagliati e anche controproducenti.



7 ottobre 2003
Elettrosmog, sentenza della Consulta
Bisogna spostare il 40% delle antenne di Milano
La sentenza della Consulta di oggi riconosce alle Regioni il compito di localizzare gli impianti di telefonia mobile e radiotelevisivi, definendo i criteri, gli standard urbanistici, nonché le altre prescrizioni per l'utilizzo delle migliori tecnologie disponibili.
Ora in Lombardia non rimane che applicare la legge che già c'è e che, grazie a un emendamento dei Verdi votato dal Consiglio, disciplina l'installazione delle antenne nei luoghi sensibili come scuole, asili, ospedali: le antenne in queste aree dovranno rispettare la distanza di 75 metri. A Milano secondo informazioni da noi raccolte sono fuorilegge il 40% delle antenne installate. Vanno spostate al più presto perché in assenza di evidenze scientifiche sugli effetti nocivi, vale il principio costituzionalmente riconosciuto della precauzione: gli interventi di delocalizzazione dovranno riguardare immediatamente i ripetitori radiotelevisivi, più potenti e quindi potenzialmente più nocivi per la salute umana.



7 ottobre 2003
BLACK-OUT ENERGETICO
PASSATA LA FESTA GABBATO LO SANTO

Il consiglio lombardo non discute il piano regionale come invece promesso settimana scorsa dalla maggioranza di centrodestra.
Come solennemente promesso nel Consiglio Regionale di martedì 30 settembre, oggi si sarebbe dovuto discutere la politica energetica della Regione Lombardia.Nel più puro stile formigoniano si è trattato come al solito di una promessa non mantenuta.
La politica energetica in Lombardia è lasciata al caso o a qualche decisione della Giunta Regionale che trova in genere sul territorio l'opposizione degli stessi Consiglieri regionali di maggioranza.
Andiamo avanti nella confusione, nell'indeterminazione e nella mancanza di programmazione. Peccato, almeno per una volta si potevano fare le cose per bene ma la maggioranza di centrodestra di fronte ai problemi reali come al solito scappa.



5 ottobre 2003
COMUNICATO di Pietro Mezzi - Capogruppo dei Verdi - Provincia di Milano
"VIABILITA' LOCALE E TANGENZIALE EST: MA I SOLDI, DOVE SONO?
Questa la domanda del consigliere provinciale dei Verdi, Pietro Mezzi all'approvazione, da parte del Pirellone, del progeetto della nuova tangenziale Est esterna e delle numerose opere viabilistiche complementari.
Nei giorni scorsi la Regione Lombardia ha espresso il parere relativo al progetto preliminare della tangenziale Est esterna di Milano, così come prevede il decreto legislativo 190 del 2002, attuativo della legge Obiettivo.
Per il Sud Milano la Regione, nel parere da inoltrare al ministero delle Infrastrutture, ha inserito come opere complementari da realizzare alcuni interventi che riguardano Melegnano e dintorni: la variante viabilistica dell'attuale provinciale Santangiolina, la sistemazione della provinciale Casalmaiocco-Vizzolo, il nuovo percorso della Sordio-Bettola. Ha pure inserito un'opera, in fase di progettazione e già finanziata dalla Provincia, attesa da anni dai melegnanesi: la bretella di collegamento tra la Cerca e la Binasca, a Nord di Melegnano.
Con l'espressione di parere, la Regione ha concluso la consultazione degli enti locali interessati dal percoso della progettata tangenziale Est esterna, così come prevede l'accordo firmato nell'aprile scorso tra Regione Lombardia e ministero delle Infrastrutture.
"Premesso che le opere inserite nel parere - ha affermato Pietro Mezzi, capogruppo dei Verdi in provincia di Milano - sono interventi utili a migliorare la viabilità locale, interventi chiesti da anni dai sindaci del Sud Milano, e che alcune delle opere sono inserite nel Piano territoriale di coordinamento provinciale in fase di approvazione da parte della Provincia anche grazie al lavoro svolto in aula dai Verdi, credo sia lecito e legittimo chiedersi con quali risorse economiche tali opere verranno realizzate".
"La regione Lombardia - continua Mezzi - ha promesso strade a tutti i comuni dell'Est, del Sud Milano e del Lodigiano (Tavazzano, Merlino, Zelo, Galgagnano, Casalmaiococo...) pur di raccogliere un parere favorevole dei sindaci alla nuova tangenziale. Ma non dice con quali soldi questi interventi si faranno. Chi pagherà quese opere: la società realizzatrice della tangenziale? la Regione? la Provincia?. Su questo punto fondamentale c'è il silenzio assoluto. Forse, prima di esprimere un parere sarebbe stato utile conoscere questo aspetto fondamentale".
"Dubito che le risorse economiche - conclude il capogruppo dei Verdi - vengano messe a disposizione dalla Tem (la società che si propone di progettare, costruire e gestire la tangenziale), in quanto, come ha recentamente affermato l'amministratore delegato della società, Giuliano Asperti, per realizzare l'opera in project financing manca ancora il 20% delle risorse necessarie (1.000 miliardi di vecchie lire). E questo 20% - sempre secondo Asperti - dovrebbe essere coperto dalle risorse pubbliche. Quindi, per realizzare la tangenziale Est esterna occorre che la pubblica amministrazione (Stato, Regione, Provincia) concorra per una quota importante del totale. Ma dove, la pubblica amministrazione, può trovare le ulteriori risorse, necessarie a realizzare le opere promesse ai sindaci del Sud Milano e del Lodigiano?"
L'impressione è che la Regione abbia carpito ai sindaci il loro assenso con la promessa di realizzare le opere complementari alla tangenziale Est esterna, ma - e questa non è una impressione - non abbia detto da dove sarebbero uscite le risorse necessarie a realizzarle. E di risorse, in Italia, per gli investimenti infrastrutturali stretegici previsti dal Piano delle grandi opere del ministro Lunardi, non ce ne sono più. E la Finanziaria 2004 varata dal governo lo sta a dimostrare".

Pietro Mezzi
Capogruppo dei Verdi
Provincia di Milano



Ottobre 2003
Nota di Legambiente Nazionale:
Il peggior condono mai fatto
Le nostre peggiori preoccupazioni vengono confermate: quello varato dal governo Berlusconi è un condono edilizio "tombale", alla faccia del titolo - "Misure per la riqualificazione ambientale e paesaggistica, per l'incentivazione dell'attività di repressione dell'abusivismo edilizio, nonché..." - e delle assicurazioni del Ministro dell'Ambiente che si sarebbe trattato di una sanatoria "leggera". Saranno sanati edifici in ogni parte del territorio comprese le aree protette e quelle demaniali.
Le dimensioni
Esattamente come nei precedenti condoni, basterà aver tirato su pilastri e tetti, "rustico e copertura", entro marzo 2003 per ottenere la sanatoria. In realtà c'è tempo fino a marzo 2004, scadenza per la presentazione delle domande: chi mai infatti potrà controllare che l'abuso è stato realizzato entro il 31 marzo 2003?
Le aree demaniali
P er la prima volta sarà possibile sanare gli abusi sulle aree demaniali e di proprietà dello Stato, una possibilità esclusa dai due precedenti condoni. E contro ogni principio giuridico della tradizione e della prassi giuridica europea, sarà possibile acquistare pezzi del demanio. Ancora peggio, si stabilisce una discriminazione alla rovescia: i soli a poter acquistare aree demaniali saranno coloro che già se ne sono appropriati costruendoci sopra abusivamente.
Si stabilisce il principio per cui edifici costruiti sulle spiagge, su aree archeologiche, su terreni pubblici possono essere condonati e venduti. Saranno gli Enti preposti alla tutela e l'Agenzia del Demanio a decidere se gli immobili abusivi costruiti su spiagge, zone archeologiche, aree golenali potranno essere condonati e le aree su cui sorgono alienate. Le sole aree escluse sono quelle "di preminente interesse nazionale in relazione agli interessi di sicurezza dello Stato".
Le aree vincolate e i parchi
Sarà possibile condonare tutti gli abusi realizzati in aree vincolate e protette, con la sola esclusione di quelli riguardanti aree gravate da vincoli di inedificabilità se però eseguiti quando già tali vincoli erano in vigore. Per intendersi: possono essere condonate le case abusive costruite nelle zone B dei parchi (quelle di gran lunga più ampie), o costruite nelle zone A (inedificabili) ma prima che il vincolo fosse posto. Per le aree vincolate e i parchi scatta il silenzio-rifiuto tanto sbandierato da Matteoli, peraltro già previsto dai precedenti condoni e in ogni caso impugnabile.
Silenzio assenso
Si estendono le possibilità per gli abusivi: dopo 24 mesi dalla presentazione della domanda e pagata l'oblazione, in assenza di risposta negativa scatta automaticamente "il titolo abilitativo edilizio in sanatoria". Rispetto ai precedenti condoni si abbreviano i passaggi. Visti i tempi nei quali i comuni, anche quelli più attrezzati, riescono a smaltire le pratiche di condono edilizio, questa norma si tradurrà di fatto in una sanatoria generalizzata senza alcuna verifica reale.
A ssenza di strumenti urbanistici
Alcuni passaggi del decreto rasentano il ridicolo. Si prevede lo scioglimento dei consigli comunali dei Comuni sopra i 1000 abitanti sprovvisti di strumenti urbanistici che entro diciotto mesi non se ne dotino. Come dire che tra un anno e mezzo mezza Italia rischia di vedere sciolte le proprie assembleee elettive.
Demolizioni
Il decreto del governo non prevede alcun aiuto ai Comuni per velocizzare le pratiche, né norme più stringenti per scongiurare futuri abusi quali l'automatica acquisizione al patrimonio pubblico degli immobili abusivamente costruiti nel caso di ingiunzione non ottemperata alla demolizione.



2 ottobre 2003
BISOGNA SPOSTARE TUTTE LE ANTENNE A 75 METRI DA SCUOLE, ASILI, OSPEDALI E CAMPI GIOCO.
Con la bocciatura da parte della Corte Costituzionale del Decreto Gasparri sulle antenne da telefonini, radio e televisioni tornano in vigore le leggi regionali e in quella lombarda è vigente l'emendamento dei Verdi che dice che le antenne devono essere a distanza di almeno 75 metri da scuole, asili, ospedali e campi gioco, in base al ben noto principio di precauzione.
Siccome il diavolo fa le pentole ma non i coperchi l'azione combinata di Gasparri e della Regione Lombardia ha fatto sì che ora sarà obbligatorio uno spostamento di centinaia di antenne.
Ci avessero ascoltato avremmo potuto coniugare sviluppo, moderne tecnologie e salvaguardia della salute dei cittadini e dell'ambiente. Speriamo ci ascoltino nel futuro.


 


 

 

 

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