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Comunicati stampa SETTEMBRE 2006


26 settembre 2006
Smog: il Parlamento europeo annacqua la direttiva sull'aria. Il governo italiano rimedi all'errore in sede di Consiglio europeo
Oggi il Parlamento europeo ha votato degli emendamenti che peggiorano la direttiva attualmente in vigore sulla qualità dell'aria. In particolare i limiti giornalieri per quel che riguarda le Pm10 (50 microgrammi per metro cubo) potranno essere superati per 55 giorni l'anno , mentre attualmente il limite è di 35 giorni.
Brutte notizie anche per quel che riguarda l'entrata in vigore dei nuovi limiti più restrittivi relativi alla media annuale, che dovrebbero scendere da 40 a 36 microgrammi per metrocubo entro la fine del 2009. Grazie al voto degli eurodeputati i nuovi limiti forse entreranno in vigore nel 2013 (cioè con 4 anni di proroga aumentabile di 2).
Le modifiche concedono inoltre agli stati membri sfavorite dal punto di vista climatico una maggiore flessibilità nell'applicazione delle misure antismog. Di fatto limiti e piani di risanamento diventano facoltativ i, una sorta di rompete le righe di fronte allo smog.
Dopo il voto di oggi la parola passerà ora al Consiglio europeo dei ministri competenti (quelli dell'Ambiente): in quella sede confidiamo che in nome della tutela della salute dei cittadini, il governo italiano riesca a rimediare all'errore commesso oggi.
Nel frattempo chiediamo a Regione Lombardia di non prendere a pretesto il voto di oggi del Pe per giustificare l'inefficacia dei suoi interventi . Obiettivo di tutti deve rimanere la riduzione delle morti causate ogni anno dallo smog e il raggiungimento di standard di qualità indicati dall'Organizzazione mondiale della Sanità. 



26 settembre 2006
Smog: la cabina di regia non produce cose utili. Comune di Milano e Regione non affrontano con coraggio il problema. Intanto si avvicina un'altra stagione al veleno
E' sconcertante come dalla cabina di regia sullo smog
, che si è tenuta oggi, non sia emerso nulla tranne un ridisegno delle aree critiche della Lombardia senza alcun provvedimento reale.
E' ancora più sconcertante leggere oggi sulla stampa come di fronte all'emergenza smog le iniziative di Comune di Milano e Regione Lombardia siano timide e del tutto inadeguate per affrontare una situazione che richiede invece interventi drastici.
L'assessore comunale Croci ha annunciato una commissione scientifica che studierà problema e soluzioni, mentre Formigoni ribadisce che bloccherà solo le auto non catalitiche e che forse ci sarà una giornata di blocco in tutta la pianura Padana.
E' incredibile. Non si capisce cosa il Comune di Milano debba ancora studiare, quando l'Oms (l'organizzazione mondiale della sanità), non più tardi di qualche giorno fa, ha ribadito che ogni anno in Italia muoiono a causa dello smog circa 8000 persone (diverse centinaia solo a Milano).
E non si comprende neanche la miopia della Regione, che si ostina a limitare i blocchi programmati alle sole auto non catalitiche: quelle in circolazione sono pochissime e in più tale misura non tiene conto del fatto che un Euro 4 diesel emette Pm10 quanto una Euro 0 a benzina.
Quanto alla cabina di regia, essa rischia di trasformarsi in una cosa inutile
se, alla vigilia dell'ennesima stagione al veleno non riesce a proporre nulla di più di un ridisegno delle aree critiche della Lombardia. Servono piani per governare l'emergenza con blocchi preventivi estesi non solo alle auto non catalitiche, e introducendo targhe alterne, ed eventualmente blocchi totali del traffico, quando lo smog è in crescita per interrompere il pericoloso accumulo di inquinanti in atmosfera.



20 settembre 2006
No alla terza pista di Malpensa Basta business sul Parco del Ticino, la qualità di vita dei cittadini viene prima degli affari della Sea
Ancora una volta il Parco del Ticino viene minacciato dalle mire espansionistiche di Sea sull'aeroporto di Malpensa, e ancora una volta il business ragiona senza preoccuparsi minimamente della tutela dell'ambiente, della fauna e della qualità della vita dei cittadini lombardi.
Non si capisce come mai in tutti questi anni si sia data battaglia per la tutela di un polmone verde come il Parco del Ticino, anche contro mire speculative che puntavano alla cementificazioni di aree verdi, se poi il verde così faticosamente salvaguardato viene sacrificato per un'altra pista dell'aeroporto che darebbe un colpo definitivo all'equilibrio ecologico del Parco del Ticino, già messo a dura prova.
L'aeroporto della Malpensa, infatti, già così com'è rappresenta un grave elemento di inquinamento e di impatto negativo sull'ambiente e la fauna circostante; basti pensare, per esempio, all'impatto che gli aeromobili hanno prodotto sulle rotte migratorie degli uccelli e alle ricadute dell'inquinamento acustico sui cicli riproduttivi degli stessi.
Chiediamo quindi che il progetto Sea, partorito in totale solitudine e senza nessuna sensibilità e interesse nei confronti dei cittadini, ma anche delle istituzioni locali, che intorno a Malpensa vivono, venga stralciato e che anzi si persegua sempre più l'obbiettivo della tutela ambientale e della sostenibilità dello scalo, così da mettere la parola fine a tutti i tentativi di fare dell'area del Parco del Ticino una riserva di caccia per i business di Sea o di chicchessia.



20 settembre 2006
Verdi in Piazza Novelli insieme ai cittadini contro i lavori per il parcheggio

Progetto di legge in Regione per sostenere le attività economiche danneggiate dai lavori di pubblica utilità
Q uesta mattina in piazza Novelli a Milano, cittadini e militanti dei Verdi hanno tenuto un presidio per protestare contro l'avvio dei lavori per la realizzazione del parcheggio sotterraneo, da 484 posti auto (inizialmente erano 200), previsto dal piano del Comune. I lavori, che partiranno non appena completato l'allestimento del cantiere che ha già modificato la viabilità locale, comporteranno il taglio di numerosi alberi nel piazzale e inoltre , è stato denunciato dai Verdi e dai cittadini di piazza Novelli, metteranno in grande difficoltà le attività commerciali , come il bar tabacchi e l'edicola.
“Le promesse del sindaco Moratti di rivedere il piano parcheggi non sono state mantenute fino in fondo”, ha detto Carlo Monguzzi , Capogruppo in Regione e presidente milanese dei Verdi, presente al presidio insieme al capogruppo in Comune Maurizio Baruffi ,  al la consigliera di Zona Mariolina De Luca e  al l'assessore al Territorio della Provincia di Milano Pietro Mezzi .
L'apertura del cantiere di Piazza Novelli oltre a gravi problemi ambientali e al taglio degli alberi, molti dei quali di pregio, come le sofore, produrrà ricadute economiche negative nella zona, con persone che saranno ridotte sul lastrico da lavori che dureranno anni”.
Per contribuire ad aiutare  le attività commerciali i consiglieri regionali dei Verdi Carlo Monguzzi e Marcello Saponaro hanno presentato un progetto di legge che prevede che la Regione destini “contributi a titolo di indennizzo alle attività commerciali, artigianali e dei servizi danneggiate da lavori considerati di pubblica utilità”.



19 settembre 2006
Verdi lombardi su polemica Pecoraro - Pagnoncelli: “L'assessore dimentica che a Bruxelles non bastano documenti programmatici, servono misure concrete”.
L'assessore regionale all'ambiente Pagnoncelli è nuovo e probabilmente  non è ben informato sul fatto che sulla regione Lombardia
pende l'avvio di una procedura di infrazione avviata da Bruxelles per il superamento dei limiti sulle polveri sottili ,  stabiliti dalla direttiva europea sull'inquinamento. La sua polemica con il ministro Pecoraro Scanio è quindi fuori luogo.
Il procedimento comunitario è stato avviato in seguito a una denuncia dei Verdi
e ha contribuito a mettere in moto, dopo anni di annunci e di piani lacunosi presentati dalla Giunta Formigoni , un percorso in Consiglio regionale che dovrebbe portare all'approvazione di una legge più organica.
Solo di fronte a una legge che indicherà con chiarezza finanziamenti, tempi e riduzioni degli inquinanti, a cominciare dalle polveri sottili, Bruxelles valuterà se interrompere o meno la procedura avviata.
Fino ad allora suggeriamo all'assessore, invece di polemizzare senza motivo con il ministro dell'Ambiente, di fare tutto quello che può per migliorare un progetto di legge che per i Verdi è ancora molto carente e non in grado di affrontare al meglio le criticità relative all'inquinamento atmosferico



19 settembre 2006
Mercato del lavoro: ancora troppo poco contro la precarietà
La precarietà non è una opportunità né per i giovani, né per i disoccupati e nemmeno per le aziende. Per questo motivo noi Verdi siamo per una modifica “senza se e senza ma” della Legge 30 sul mercato del lavoro. Ma in Consiglio regionale oggi non si discute sulla Legge 30, e nel Progetto di Legge del centrodestra lombardo vediamo un aspetto sostanzialmente positivo: quello di far sì che le aziende private, che già oggi operano nel mercato del lavoro e che si occupano prevalentemente di prestare e affittare lavoratori, possano mettere a “reddito” le conoscenze, le informazioni e la rete dei contatti per fare più sicuro e stabile il lavoro oggi indecentemente precario.
Non basterà e non mancano aspetti che noi Verdi avremmo voluto migliorare in questa legge. Per questo motivo,  i Verdi si asterranno dalla votazione sul Pdl sullo Stato lavoro in Lombardia in votazione oggi in Consiglio regionale.



18 settembre 2006
Referendum su ticket auto: in Svezia vincono i sì. Verdi: soddisfatti, se i progetti sono fatti bene raccolgono il consenso dei cittadini. Milano non è sulla strada giusta. Serve un provvedimento regionale
Insieme alle politiche, a Stoccolma gli elettori si sono espressi anche sul pedaggio per accedere al centro cittadino , sperimentato nella capitale svedese tra gennaio e luglio scorsi.
Il risultato, 53 a favore e 47 contrari, non è plebiscitario ma per noi è incoraggiante perché dimostra come moderne misure di governo della mobilità, se ben fatte, riescano a raccogliere la maggioranza dei consensi.
Secondo alcuni studi la media del traffico infrasettimanale, nel periodo della sperimentazione a Stoccolma, è scesa del 20%, l'inquinamento è sceso fra il 9 e il 14% mentre sono stati raccolti 54 milioni di euro .
A Milano la diminuzione del 10% delle polveri sottili salverebbe decine di vite ogni anno. Ribadiamo che sono necessarie diverse misure per ridurre traffico e inquinamento. La congestion charge è però una di queste. In Lombardia serve un provvedimento da declinare poi nelle aree critiche della regione, che contenga un principio chiaro: gli interventi di pedaggiamento in determinate aree va applicato solo se le stesse sono ben servite dal mezzo pubblico e da servizi di trasporto collettivi. E soprattutto i fondi raccolti devono essere destinati tassativamente al potenziamento del trasporto pubblico .
Il progetto di Milano va nella direzione sbagliata perché snatura uno strumento utile anche se non certo l'unico: far pagare, come intendono fare il sindaco Moratti e la Cdl , solo i non residenti che entrano in città a bordo di auto euro 0 serve a poco, perché le auto non catalitiche realmente in circolazione sono pochissime.
Per i Verdi bisognerà introdurre anche una tassa sull'inquinamento prodotto dagli autoveicoli, facendo pagare di meno , attraverso ad esempio la tassa di immatricolazione e di circolazione, chi inquina meno e occupa meno spazio. In questo senso si è già espresso nei giorni scorsi il Parlamento europeo.



15 Settembre 2006
OGM: BECCALOSSI VUOLE IL FAR WEST
LE ALTRE REGIONI, PER FORTUNA, NO
Nonostante la Conferenza Stato-Regioni non abbia ancora steso le linee guida sulla coesistenza tra gli OGM e le sementi tradizionali e biologiche, l'Assessore Regionale Viviana Beccalossi vorrebbe consentirne la semina.
E' il collega altoatesino Hans Berger, referente per la genetica applicata per la Conferenza Stato-Regioni , a confermarlo: “Dopo un lungo tira e molla – dice l'Asssessore Berger – e nonostante le resistenze della Lombardia, siamo riusciti a trovare un'intesa: sino a che non ci saranno le linee guida, sarà in vigore il divieto di semina”.
E' un fatto gravissimo che deve essere chiarito in Consiglio Regionale al più presto. Noi Verdi presenteremo un'interrogazione per chiedere a Viviana Beccalossi se è vero che in Conferenza Stato-Regioni ha lavorato contro gli interessi degli agricoltori e dei consumatori lombardi, giacchè la stragrande maggioranza delle associazioni degli imprenditori agricoli e tutti i sondaggi demoscopici dichiarano che né gli agricoltori né i consumatori, vogliono, chiedono o ritengono utile per la Lombardia l'introduzione di sementi biotech.
Che l'Assessore Beccalossi tenti di introdurre gli OGM in assenza delle linee guida sulla coesistenza è poi un fatto ancora più grave che mette a rischio di inquinamento genetico il territorio.
Adesso forse è maggiormente comprensibile l'ostinazione con la quale l'Assessore Beccalossi vuole evitare che sia il Consiglio Regionale a discutere e approvare il PIANO DI SVILUPPO RURALE, il maggior documento di pianificazione e indirizzo delle risorse che tutte le maggiori Regioni italiane approvano in Consiglio Regionale.



15 settembre 2006
Maggioranza e opposizione: sì alla collaborazione ma su cose utili
I Verdi sono convinti che dopo le elezioni ai vincitori tocchi governare e a chi ha perso le elezioni tocchi invece fare l'opposizione. L'opposizione deve essere comunque costruttiva e non chiudersi a riccio gridando all'inciucio, perché il referente di tutti è sempre il cittadino.
Quindi è per noi possibile che ci sia collaborazione tra istituzioni amministrate da personalità appartenenti a schieramenti diversi. Purché la collaborazione porti alla realizzazione di interventi utili per i cittadini.
Per noi non è stata utile la collaborazione tra i partiti dell'Ulivo e il governatore Formigoni in occasione della firma dell'ordine del giorno sulle infrastrutture in Consiglio regionale. In quel documento infatti si parla principalmente di realizzare nuove autostrade, che non sono prioritarie e non risolvono i problemi della mobilità dei lombardi.
La collaborazione tra il presidente Penati e il sindaco Moratti può essere positiva se impedirà al secondo di sciupare uno strumento utile e moderno di governo della mobilità. Se prevarrà l'idea del sindaco di usare il ticket semplicemente come una gabella applicata solo a chi non è di Milano e possiede una vecchia auto non catalitica, per i Verdi non ci potrà essere alcuna collaborazione.



15 settembre 2006
Federalismo: per fare cosa? Se serve per cose utili per i cittadini non abbiamo nulla in contrario
Formigoni chiede più poteri per la Regione. Noi chiediamo: per fare cosa? Se è per l'attuazione del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria, approvato prima dell'estate dalla maggioranza di centrodestra con il voto contrario di tutta l'Unione, i Verdi dicono ovviamente NO.
Siamo contrari a riempire la Lombardia di infrastrutture inutili e dannose per l'ambiente, come non riteniamo utile continuare a privatizzare Scuola e Sanità e così via...
Se Formigoni è disposto invece a ridiscutere il proprio programma e troviamo un accordo su questioni utili per i cittadini, allora per noi Verdi la formula istituzionale per portare avanti i provvedimenti diventa secondaria.
Siamo dunque favorevoli al federalismo se lo si intende come uno strumento utile per realizzare un modello di mobilità che punti sul trasporto pubblico, su servizi di mobilità collettiva innovativi e sostenibili e non sia fatto solo di autostrade; un Piano di Risanamento dell'Aria che sia fatto di interventi concreti e non solo di annunci, un sistema energetico che non punti sulle megacentrali inquinanti ma in prima battuta su risparmi energetico e poi sulle fonti rinnovabili; una sanità di eccellenza per tutti che non sia solo a favore delle strutture dei privati; un sistema di Istruzione che salvaguardi e la scuola pubblica.
Un accordo con Formigoni è possibile ma ovviamente chiediamo più peso per il Consiglio Regionale della Lombardia, più concertazione con gli Enti Locali lombardi e soprattutto chiediamo di affiancare al dibattito sulle Riforme Istituzionali i progetti condivisi per la Lombardia ai quali queste Riforme possono dare migliori e più moderne possibilità di essere realizzate.



13 settembre 2006
Piano di sviluppo rurale, lettera del Centro-Sinistra: Consiglio regionale esautorato dalla Giunta, intervenga Albertoni
Non è accettabile che il Consiglio Regionale della Lombardia sia espropriato del diritto e dovere di discutere e decidere sullo sviluppo dell'agricoltura lombarda, sulla sua sostenibilità e sulla redditività per le generazioni future.
Per questa ragione i consiglieri regionali del Centro-Sinistra – primo firmatario Marcello Saponaro - hanno scritto al Presidente dell'assemblea lombarda Ettore Albertoni affinché tuteli le prerogative del Consiglio iscrivendo all'Ordine del Giorno il Piano di Sviluppo Rurale che l'Assessore all'Agricoltura Beccalossi vorrebbe invece discutere e approvare solo all'interno della Giunta.
Il Piano di Sviluppo Rurale (PSR) è lo strumento attraverso il quale le Regioni gestiscono fondi pubblici, europei, statali e regionali, per finanziare l'agricoltura e le attività che ricadono nelle aree rurali. Solo il Consiglio Regionale può e deve decidere se i fondi (800 milioni nel precedente piano) debbano finanziare un accanimento terapeutico nei confronti della vecchia agricoltura assistita e indifferente al mercato e alle richieste dei consumatori oppure programmare la riconversione e l'innovazione, la qualità dei prodotti, dei loro trasformati e il loro il loro ancoraggio con la terra e il territorio lombardo.
Per questo motivo chiediamo all'assessore all'Agricoltura Beccalossi e al Presidente del Consiglio Regionale Albertoni di riportare l'approvazione del PSR 2007-2013 all'interno di un'arena più rappresentativa rispetto a quella della Giunta Regionale. Il Consiglio Regionale, non può essere espropriato della sua prerogativa, riconosciutagli dallo Statuto, di indicare le linee politico amministrative della Regione e quindi deve essere chiamato a condividere le decisioni relative al nuovo Piano di Sviluppo Rurale. Come tra l'altro, avviene nel resto delle Regioni italiane.
Solo all'interno del Consiglio potrà aprirsi un dibattito più democratico, rappresentativo dei diversi interessi diffusi nella società.



12 settembre 2006
Urbanistica: per i Verdi opportuno ricorso governo contro legge lombarda.
Formigoni e la Cdl attendano il giudizio della Corte
Nel decidere l'impugnazione di fronte alla Corte costituzionale della legge urbanistica approvata dal centrodestra in Lombardia , da parte del governo non c'è stato nessun atteggiamento ideologico e punitivo ma un'analisi di merito che ha portato a ipotizzare la violazione degli articoli 3 e 97 della Costituzione. Ora deciderà la Corte.
Il governo ha deciso di impugnare il provvedimento perché, come è scritto nel testo votato dal Consiglio dei ministri venerdì scorso, "risulta evidente come la nuova normativa risultava funzionale ad incidere esclusivamente sui procedimenti di approvazione dei Piani Territoriali Generali in itinere ".
Sottoscriviamo le conclusioni del governo e rispediamo al mittente, cioè a Formigoni e alla sua maggioranza, le accuse lanciate oggi. Abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenere che il provvedimento lombardo sia stato adottato unicamente per permettere l'edificazione dei 388 mila metri cubi sull'area di pregio della Cascinazza a Monza , gran parte dei quali di Paolo Berlusconi , contro la volontà del comune brianteo che prevede che in quell'area non siano edificati più di 90 mila metri cubi.
Attendiamo fiduciosi il responso della suprema corte così come speriamo vogliano fare Formigoni e la sua maggioranza .



12 settembre 2006
Verdi su Smog: no alla tassa di ingresso sì alla tassa di circolazione
Non va bene la tassa di ingresso per i non residentei , una gabella medievale. Serve invece una tassa, sotto la regia della Regione, applicata a chiunque circoli in aree congestionate purché siano ben servite dai mezzi pubblici. Quanto al piano aria della Regione, il progetto di legge presentato oggi dalla Commissione ambiente e dall'assessore regionale Pagnoncelli ci sembra molto carente e non in grado di affrontare al meglio le criticità della Lombardia : il nostro giudizio è che al momento il provvedimento è troppo timido, anche se oggi, finalmente, rispetto alle sole conferenze stampa del governatore Formigoni, almeno c'è un progetto di legge.
Sul ticket, il progetto promosso dal sindaco Moratti non va bene perché si riduce semplicemente a una gabella per i non residenti, cioè per chi non vota a Milano: non è così che si risolvono i problemi della congestione e dello smog e che si usano al meglio strumenti utili come la congestion charge , anche se non gli unici, per ridurre traffico e inquinamento. Nei paesi dove si applica, la tassa è imposta in determinate aree, ben servite dai mezzi pubblici, a chiunque circoli con la propria auto. A Stoccolma paga pure il Re. I Verdi sono favorevoli a ragionare anche sulla tassa sull'inquinamento, o pollution charge: essa può essere imposta attraverso un aumento del bollo di circolazione, aumentando il bollo a chi consuma e inquina di più e a chi occupa più spazio (per esempio i Suv). Parlare di pollution charge per le sole auto non catalitiche dei non residenti che entrano a Milano, come ha fatto la Cdl nei giorni scorsi con il beneplacito del sindaco Moratti, è un'assurdità , primo perché le auto non catalitiche in circolazione sono pochissime, secondo perché i provvedimenti della Regione prevedono che dal 2007 sia vietata la circolazione dei veicoli non catalizzati.
Chiediamo che su questi strumenti di governo della mobilità sia la Regione ad adottare un provvedimento che poi possa essere declinato nei comuni delle aree critiche. I fondi ricavati dall'applicazione della pollution e della congestion charge devono comunque essere impiegati nei comuni dove sono generati e rigorosamente destinati al potenziamento del trasporto pubblico e a interventi per contenere le emissioni inquinanti dei veicoli privati, pubblici e commerciali (ad esempio i Filtri anti particolato – Fap).
Quanto ancora al progetto di legge regionale siamo disponibili a lavorare per migliorarlo in Consiglio, ma chiediamo che l'intera Lombardia e l'intera pianura padana siano definite aree critiche e che qui si concentrino principalmente i finanziamenti regionali e nazionali per abbattere le emissioni degli impianti fissi (industriali, energetici, civili). Nell'attesa della nuova legge non dobbiamo dimenticarci che anche il prossimo inverno i cittadini respireranno aria al veleno. Nella legge in discussione di provvedimenti di emergenza non se ne parla affatto : i Verdi propongono che la Lombardia segua il metodo Bolzano. E' necessario cioè che la Regione istituisca degli automatismi che prevedano blocchi preventivi e prolungati delle auto più inquinanti e, in caso di emergenza, blocchi del traffico totali o targhe alterne proporzionali all'aumento dell'inquinamento. Il piano deve essere elaborato e comunicato ai cittadini con largo anticipo rispetto alla stagione autunnale e invernale.



11 settembre 2006
Sanità: invece di incolpare il governoCè si assuma le proprie responsabilità e si impegni per una sanità alla portata di tutti
L'assessore alla Sanità Ce' e la giunta regionale mostrano di conoscere molto bene il gioco dello scaricabarile e il trucco dei blitz agostani: dopo che ai primi di agosto si è proceduto in Lombardia al taglio delle prestazioni fisioterapiche riabilitative e odontoiatriche, e dopo che i pazienti e le strutture sanitarie hanno manifestato tutto il loro sconcerto e la loro contrarietà ai tagli, Ce' è corso ai ripari e non trovando di meglio ha deciso di incolpare il Governo nazionale.
I tagli delle prestazioni fisioterapiche e odontoiatriche hanno l'aggravante di colpire la fascia più debole delle popolazione, in particolar modo gli anziani e coloro che subiscono incidenti anche gravi e che ora saranno costretti a far fronte a queste prestazioni con le proprie risorse o addirittura a rinunciarvi.
Questi ulteriori tagli non sono accettabili soprattutto in una regione come la Lombardia dove, al contrario di altre regioni, sui cittadini grava già il ticket sanitario e l'addizionale regionale Irpef e dove l'offerta sanitaria pubblica o convenzionata è ridotta all'osso.
L'assessore Ce', invece di contribuire ad affossare la sanità pubblica in Lombardia e scaricare le proprie responsabilità sul governo nazionale, dovrebbe lavorare ascoltando le forze politiche, gli operatori del settore e i cittadini per creare una sanità regionale alla portata di tutti.
Confermiamo quindi la richiesta alla Giunta, firmata da tutta l'Unione in Consiglio regionale, di ritirare la delibera e di discuterne in commissione sanità.



5 settembre 2006
Nel 2007 il Comune farà pagare il ticket ad auto di cui la Regione vieterà la circolazione. La Moratti telefoni urgentemente a Formigoni
Leggo sui giornali che l'ultimo orientamento della Casa delle Libertà milanese sarebbe quello di far pagare il ticket nel 2007 alle auto non catalitiche.
Ma fra luglio e ottobre del 2007 la Regione vieterà la circolazione alle auto non catalitiche.
Per evitare quindi che il Comune istituisca un ticket per auto fantasma sarebbe utile che il Sindaco Moratti telefonasse urgentemente al Presidente Formigoni , o viceversa rispettando le regole della cavalleria.
Trovino un accordo affinché noi dell'opposizione si possa almeno smettere di ridere.



4 settembre 2006
Ticket: Cdl non sa di cosa parla, un diesel Euro 4 inquina come un'auto non catalitica a benzina. Per i Verdi è importante non bruciare uno strumento utile: si faccia, ma si faccia bene
Lo scontro politico all'interno della Cdl rischia di peggiorare il ticket di ingresso
, uno strumento invece utile, non certo l'unico, per contrastare congestione e inquinamento nelle aree metropolitane a cominciare da Milano.
Il decisionismo della Moratti deve fare i conti con i partiti della Cdl, che però, come dimostra la riunione di oggi , sullo strumento si sono dimostrati dilettanti allo sbaraglio.
E' inutile applicare il ticket alle sole auto non catalitiche , come è stato ipotizzato, perché quelle in circolazione sono pochissime, ma è soprattutto sbagliato perché un'auto diesel Euro 4 emette Pm10 quanto un'auto non catalitica a benzina .
I partiti della Cdl non sanno di cosa parlano, forse perché non hanno studiato tecnicamente l'argomento.
Per i Verdi il ticket è invece uno strumento utile da non bruciare: si deve fare ma si deve fare bene . Prima della sua introduzione è però necessario un confronto e il coinvolgimento dei comuni limitrofi e soprattutto un piano di potenziamento del servizio pubblico, anche nelle aree mal servite del capoluogo e dell'hinterland, omogeneizzando e rendendo più convenienti le tariffe in modo da disincentivare l'uso dell'auto.
Modelli replicabili anche a Milano sono già in funzione con successo a Londra e a Stoccolma , non c'è bisogno quindi di incartarsi per trovare una via meneghina al ticket.
Quanto alla Regione è necessario che metta a punto delle linee guida declinabili in tutte le aree critiche della Lombardia.



1 settembre 2006
Corteo pro-caccia: dalla Beccalossi vorremmo meno barricate e meno demagogia
I cacciatori dimostrino che l'attività venatoria può essere sostenibile… ed evitiamo una multa da dieci milioni di euro (minimo)
Il centro destra dovrebbe ringraziarci
: il nostro ostruzionismo e il successivo decreto antideroghe del Governo ha evitato un'infrazione comunitaria che porterebbe ad una multa salatissima, il cui minimo forfetario ammonta a 9.920.000 di Euro , multa che graverebbe ingiustamente sulla totalità dei cittadini.
Pur non condividendo la passione per l'attività venatoria dei cacciatori oggi in corteo a Roma per protestare contro il decreto del Governo da noi fortemente voluto, crediamo che cacciatori e ambientalisti dovrebbero dialogare, insieme con le istituzioni, per dare alla caccia una veste sostenibile. A cominciare dal rispetto delle regole europee.
Chiediamo quindi all'assessore all'agricoltura Beccalossi, che, dopo aver sbeffeggiato l'ostruzionismo dei Verdi in Consiglio regionale ne riscopre il valore annunciando la presentazione di “una corposa serie di pregiudiziali e di emendamenti” al decreto, partecipi al tavolo di confronto tra istituzioni, cacciatori e ambientalisti convocato dal Ministro Pecoraro Scanio.
Il dialogo è possibile, ed anzi auspicabile, una volta sgomberato il campo da crociate ideologiche e facili speculazioni portate avanti da politici interessati solo alla caccia dei voti dei cacciatori.


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