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Aria e mobilità

29 settembre 2007
Aria e mobilità
Seminario di formazione per eletti verdi e ambientalisti del nord
Promosso da Monica Frassoni e Sepp Kusstatscher
Milano - Palazzo delle Stelline

Andrea Debernardi – Studio Polinomia
Lo stato della mobilità e delle grandi opere nel Nord Italia

Maria Rosa Vittadini – Università di Venezia
Piani Urbani della Mobilità di area vasta e politiche urbanistiche

Anna Donati – Responsabile nazionale mobilità e infrastrutture dei Verdi
Azioni ed incoerenze del governo Prodi per la mobilità e le infrastrutture

Eva Lichtenberger – Vice-Presidente – Gruppo Verdi/ALE al Parlamento europeo
Le politiche in Europa per la mobilità sostenibile e le reti TEN

Mario Zambrini – Ambiente Italia
Esperienze di road pricing e pedaggio urbano in Europa

Mario Cirillo – APAT
Inquinamento urbano, extraurbano ed emissioni di CO2 ***

Altri testi di riferimento:
Documento del Gruppo dei Verdi/ALE sulla mobilità sostenibile
Città: il punto sulla qualità dell'aria - di Mario Cirillo
Riferimenti normativi: mobilità sostenibile, trasporti, infrastrutture ***

Conclusioni del seminario

Dai gruppi di lavoro sui cantieri utili e sulla mobilità urbana emergono queste proposte, che rappresentano un vero e proprio programma di lavoro:

  1. Le scelte urbanistiche versus le infrastrutture. I Verdi sono molto presenti su tutta le tematica delle infrastrutture, emerge però la necessità di una maggiore capacità di elaborazione da parte dei Verdi in materia di urbanistica ed una maggiore decisione nel presentare proposte rispetto alle scelte urbanistiche, poiché da queste condizionano o creano le premesse per scelte infrastrutturali sbagliate. (Vale anche l'inverso: un'infrastruttura scelta male condiziona in negativo il quadro urbanistico successivo).
  2. Le alternative concrete all'automobile: approfittare del fatto che anche gli automobilisti si rendono conto del carico di stress indotto da questo mezzo di trasporto. Solo riducendo il numero delle auto si può davvero pensare ad una riduzione della domanda di infrastrutture. Ben venga quindi anche il road pricing, purché accompagnato da misure volte al cambiamento dei comportamenti, altrimenti non è sufficiente. Occorre inoltre insistere sull'esigenza di adottare Piani Urbani della mobilità di area vasta (PUM): come Verdi stiamo sollecitando il Ministero dei Trasporti perché si arrivi al regolamento attuativo al più presto, in modo che diventi un obbligo per tutte le città di medie e grandi dimensioni
  3. Studiare di più la crescita della domanda di trasporto: si tratta di un tema strategico e di lungo periodo, ma occorre affrontarlo sin da ora dal momento che assistiamo, grosso modo, ad un raddoppio ogni dieci anni. Data la complessità del tema, occorre sviluppare una visione d'insieme dell'intero sistema dei trasporti e delle sue relazioni con la società per un'analisi più aderente al reale. Che cosa trasportiamo e come? La questione della crescita dei trasporti deve essere approfondita come elemento cruciale dello sviluppo sostenibile.
  4. L'etichetta affibbiataci dai media: "Quelli del no", che fa comodo anche ai nostri concorrenti ed oppositori politici. Se da un lato questa etichetta nasce anche da una caricatura dei media, occorre nondimeno essere più chiari nelle ragioni di questi no , altrimenti non vi sarà alcun premio elettorale (tenuto conto che i No che hanno avuto un impatto vero e che sono stati accompagnati da un reale consenso popolare sono stati pochi, come nel caso della Valsusa). Sarebbe utile quindi accompagnare i no in modo più sistematico con delle elaborazioni propositive (anche su carta, senza però dover rifare i progetti...), costruire alleanze con soggetti diversi (ong, ma anche aziende di trasporto locali), fare campagne di comunicazione mirate sui cittadini, pensando i tempi e i modi giusti, ed evitando ovviamente di farlo nei periodi elettorali, perché il messaggio  ne risentirebbe. 
  5. Per fare tutto questo però, abbiamo bisogno di strumenti ed esperienze a livello locale e centrale del partito che possano essere usati da tutti. I due deputati europei e la senatrice Donati hanno ribadito il loro impegno a continuare a promuovere iniziative simili di approfondimento e formazione anche in altre regioni.

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